Vai al contenuto

Allerta alimentare, richiamata una confettura per rischio Salmonella: il lotto da controllare

Il Ministero della Salute richiama la confettura extra di mirtilli Cascina Balcarino in vasetti da 340 grammi con TMC 30 marzo 2029 per rischio Salmonella.
• 31 Ottobre 2026, 1:24
Allerta alimentare, richiamata una confettura per rischio Salmonella: il lotto da controllare

È scattata un’allerta alimentare che riguarda una confettura extra di mirtilli per la quale è stata segnalata la possibile presenza di Salmonella, il batterio responsabile di una delle tossinfezioni alimentari più diffuse in Europa: nelle scorse ore il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare la comunicazione relativa al richiamo dal commercio di un lotto del prodotto commercializzato con il marchio Cascina Balcarino, invitando i consumatori a prestare la massima attenzione e a verificare le confezioni eventualmente presenti nelle proprie dispense.

Il prodotto interessato e il lotto da controllare

Il prodotto oggetto del provvedimento è una confettura extra di mirtilli preparata e confezionata in barattoli di vetro dal peso netto di 340 grammi, realizzata nello stabilimento situato a Orzinuovi, comune della Bassa bresciana in cui ha sede l’attività produttiva riconducibile al marchio. Secondo quanto riportato nella comunicazione ministeriale, il lotto interessato dal richiamo è identificato attraverso la data del termine minimo di conservazione, fissata al 30 marzo 2029, un’indicazione che i consumatori possono individuare sull’etichetta o sulla capsula della confezione, dove vengono abitualmente stampigliate le informazioni relative alla durabilità del prodotto e alla sua tracciabilità.

Le confezioni coinvolte sono state oggetto di un ritiro dal commercio predisposto immediatamente lungo l’intera filiera distributiva, con la rimozione dei barattoli dagli scaffali dei punti vendita che li avevano in assortimento. Per quanto riguarda invece le persone che hanno già acquistato il prodotto con il lotto e la scadenza indicati dal Ministero della Salute, l’indicazione fornita dalle autorità sanitarie è quella di non consumarlo e di restituirlo al punto vendita presso il quale è stato comprato, dove, secondo la prassi generalmente adottata nella gestione dei richiami alimentari, si procede alla sostituzione della merce o al rimborso dell’importo pagato. Il testo integrale dell’avviso è consultabile sul sito del Ministero della Salute.

Il rischio microbiologico legato alla Salmonella

La motivazione del richiamo è riconducibile al rischio microbiologico connesso alla possibile contaminazione da Salmonella, un genere di batteri gram-negativi appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae che comprende numerosi sierotipi, una parte dei quali patogeni per l’uomo. La salmonellosi rappresenta, secondo i dati diffusi periodicamente dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la seconda zoonosi più frequentemente segnalata nell’Unione europea dopo la campilobatteriosi, con decine di migliaia di casi confermati ogni anno e un numero rilevante di focolai di origine alimentare che coinvolgono contemporaneamente più persone.

L’infezione si manifesta generalmente dopo un periodo di incubazione compreso tra sei e settantadue ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, più frequentemente tra le dodici e le trentasei ore, e si presenta con un quadro clinico caratterizzato da diarrea, febbre, crampi addominali, nausea e, in alcuni casi, vomito. Nella maggior parte dei soggetti adulti in buona salute i sintomi tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di quattro-sette giorni, mentre per alcune categorie considerate più vulnerabili, tra cui i bambini nei primi anni di vita, le persone anziane, le donne in gravidanza e i soggetti con un sistema immunitario compromesso, l’infezione può assumere un decorso più severo, con il rischio di disidratazione e, in casi meno frequenti, di forme invasive che richiedono il ricorso a cure ospedaliere.

Il caso riguarda una tipologia di prodotto nella quale la contaminazione da Salmonella viene segnalata con minore frequenza rispetto ad altre categorie alimentari, come le uova, le carni avicole o i prodotti a base di latte crudo, poiché la confettura è un alimento ad alto contenuto zuccherino, con una ridotta attività dell’acqua, sottoposto durante la lavorazione a un trattamento termico di cottura e, nella maggior parte dei casi, a una successiva pastorizzazione dei vasetti. Le cause che hanno portato alla segnalazione non sono state dettagliate nella comunicazione ministeriale e potranno essere chiarite nel corso delle verifiche condotte dall’operatore del settore alimentare e dalle autorità sanitarie territorialmente competenti, che in situazioni di questo tipo esaminano le materie prime impiegate, le fasi del processo produttivo e le condizioni di confezionamento.

Come funziona il sistema dei richiami alimentari

Il richiamo dal commercio rientra nel quadro normativo delineato dal Regolamento (CE) n. 178/2002, che stabilisce i principi generali della legislazione alimentare europea e che, all’articolo 19, impone all’operatore del settore alimentare l’obbligo di avviare immediatamente le procedure di ritiro qualora ritenga o abbia motivo di ritenere che un alimento da esso importato, prodotto, trasformato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza, informando contestualmente le autorità competenti. Quando il prodotto è già arrivato al consumatore finale, l’operatore è tenuto a informare in maniera efficace e accurata gli acquirenti sul motivo del ritiro e, se necessario, a richiamare i prodotti già forniti.

In Italia, a partire dal 2016, il Ministero della Salute raccoglie e pubblica in un’apposita sezione del proprio portale istituzionale gli avvisi di richiamo trasmessi dagli operatori, con l’obiettivo di rendere le informazioni accessibili in modo tempestivo e uniforme sull’intero territorio nazionale. Ciascun avviso riporta la denominazione di vendita del prodotto, il marchio, il nome o la ragione sociale del produttore, la sede dello stabilimento, il numero di lotto o la data di scadenza, il formato delle confezioni coinvolte e la motivazione del richiamo, accompagnati dalle avvertenze rivolte ai consumatori. Il sistema nazionale si integra con il RASFF, il sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi dell’Unione europea, attraverso il quale gli Stati membri condividono le notifiche relative ai rischi sanitari quando i prodotti interessati risultano distribuiti anche oltre i confini nazionali.

Il controllo sul territorio è affidato ai servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione delle Aziende sanitarie, che nel caso della provincia di Brescia fanno capo all’Agenzia di tutela della salute competente, incaricati di verificare l’effettiva esecuzione del ritiro presso i punti vendita e di accertare le misure correttive adottate dall’azienda produttrice. Le verifiche riguardano in particolare la tracciabilità delle partite coinvolte, la corretta comunicazione ai distributori e il rispetto delle procedure di autocontrollo basate sul sistema HACCP, previste dalla normativa europea per tutte le imprese della filiera alimentare.

I lotti non coinvolti dal provvedimento

Il provvedimento interessa esclusivamente il lotto contraddistinto dal termine minimo di conservazione del 30 marzo 2029 e dal formato in vetro da 340 grammi, mentre le confezioni della stessa confettura che riportano una data differente, così come gli altri prodotti commercializzati con il medesimo marchio, non risultano allo stato attuale oggetto di segnalazioni da parte delle autorità sanitarie. La sezione del portale ministeriale dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare viene aggiornata in modo costante e rappresenta il canale di riferimento per eventuali ulteriori comunicazioni relative al caso, comprese le possibili estensioni del richiamo ad altri lotti qualora le verifiche in corso dovessero renderle necessarie.