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Maxi Richiamo per Salmonella: coinvolte salsicce, pasta di salame e uova

Il Ministero della Salute richiama salsicce, pasta di salame e uova per Salmonella, un pecorino per E. coli STEC e verdure sott’olio con solfiti non dichiarati.
• 27 Ottobre 2026, 14:31
Maxi Richiamo per Salmonella: coinvolte salsicce, pasta di salame e uova

Il Ministero della Salute ha pubblicato nei giorni scorsi una nuova serie di avvisi di richiamo che interessano diverse categorie di prodotti alimentari distribuiti sul territorio nazionale. I provvedimenti riguardano salsicce e paste di salame, uova fresche, un formaggio pecorino e alcune conserve di verdure sott’olio, e sono motivati in prevalenza da rischi di natura microbiologica legati alla possibile presenza di Salmonella e di Escherichia coli produttore di Shiga-tossina, oltre che dalla mancata indicazione in etichetta di sostanze allergizzanti. Agli avvisi più recenti si aggiungono gli ampliamenti di richiami già diffusi in precedenza, a conferma di un’attività di verifica che prosegue lungo le filiere coinvolte e che, in alcuni casi, ha portato all’estensione dei provvedimenti ad altri marchi e lotti.

Salsicce e pasta di salame Salumi Emmedue. Il primo provvedimento riguarda il richiamo precauzionale di un lotto di salsicce e pasta di salame commercializzati con il marchio Salumi Emmedue, ritirati dal mercato per la possibile contaminazione da Salmonella spp. Tutti i prodotti interessati appartengono al lotto 49322, che comprende più referenze con numerose date di scadenza: si tratta della pasta di salame con pepe, venduta in confezioni da 500 grammi con scadenza 26/10/2026, e della pasta di salame con finocchio, anch’essa in confezioni da 500 grammi, con scadenze fissate al 20, 23, 24, 25, 27 e 29 ottobre 2026.

Il richiamo si estende alla salsicciotta con finocchio, commercializzata sia in confezioni da 350 grammi con scadenze 30/10/2026, 01/11/2026, 04/11/2026, 06/11/2026 e 08/11/2026, sia in confezioni da 500 grammi con scadenze comprese tra il 28 ottobre e il 6 novembre 2026, nello specifico 28, 29, 30 e 31 ottobre e 1, 2, 4, 5 e 6 novembre. Nel provvedimento rientra infine la salsicciotta piccante in confezioni da 500 grammi, con scadenze 24/10/2026, 29/10/2026, 01/11/2026, 04/11/2026 e 05/11/2026. I prodotti sono realizzati dalla Salumi Emmedue Srl nello stabilimento situato in Contrada Serralta 19, a Picerno, in provincia di Potenza, identificato dal marchio IT 2646S UE.

Uova fresche La Quercia. Un secondo avviso pubblicato dal dicastero riguarda alcuni lotti di uova fresche da galline allevate a terra a marchio La Quercia Società Cooperativa Sociale, richiamati per la presenza accertata di Salmonella enteritidis, uno dei sierotipi più frequentemente associati alle tossinfezioni alimentari legate al consumo di uova e ovoprodotti. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da sei uova, con date di scadenza comprese tra il 23 ottobre e il 18 novembre 2026. Le uova sono state prodotte dalla stessa cooperativa nello stabilimento di località Prescat 1, a Mese, in provincia di Sondrio, contraddistinto dal marchio di identificazione ITK034XUE.

Uova biologiche Fornasero. Si è inoltre ampliato il richiamo delle uova biologiche per Salmonella già segnalato nei giorni precedenti, che ora coinvolge anche il marchio Fornasero. Le uova interessate sono vendute sia sfuse sia in confezioni da quattro pezzi, con i numeri di lotto 1A300926, 1A041026 e 1A111026 e date di scadenza comprese tra il 28 ottobre e l’8 novembre 2026. La produzione fa capo all’azienda Olivero Claudio, il cui stabilimento si trova a Monasterolo di Savigliano, in provincia di Cuneo, con marchio di identificazione 128CN019. In precedenza il Ministero aveva già diffuso i richiami delle uova biologiche a marchio SìEssenziali di NaturaSì e Olivero Claudio per la presenza di Salmonella typhimurium. L’avviso relativo al marchio Fornasero riporta la medesima data di richiamo degli altri due, fissata al 20 ottobre 2026, ma è stato pubblicato sul portale istituzionale soltanto il 26 ottobre, con uno scarto di quasi una settimana rispetto ai provvedimenti precedenti.

Pecorino spadula per Escherichia coli STEC. Il Ministero ha segnalato anche il richiamo di un lotto di formaggio pecorino spadula prodotto dal Caseificio Artigianale Pinna di Francesco Pinna, a causa della presenza di Escherichia coli STEC rilevata in un campione di 25 grammi. Il prodotto coinvolto è commercializzato in forme intere da 3,5 chilogrammi o in porzioni ricavate dalle stesse, con numero di lotto 28 e data di scadenza 13/12/2026. Il formaggio è stato prodotto nello stabilimento di via dei Coltellinai 2, a Gonnosfanadiga, nella provincia del Medio Campidano, identificato dal marchio 029 MD2258/C/C. I ceppi di Escherichia coli produttori di Shiga-tossina, indicati con la sigla STEC, rappresentano una categoria di batteri in grado di provocare forme di gastroenterite anche emorragica e, nei casi più gravi e in particolare nei bambini, complicanze come la sindrome emolitico-uremica, motivo per cui la loro individuazione negli alimenti, e soprattutto nei formaggi a latte crudo, comporta l’attivazione immediata delle procedure di ritiro.

Verdure sott’olio La Favola Antica Ferri. Si è infine allargato anche il richiamo delle conserve vegetali a marchio La Favola Antica Ferri, disposto per la presenza di solfiti non dichiarati in etichetta all’interno dell’aceto di vino utilizzato come ingrediente. I solfiti figurano tra le sostanze che la normativa europea impone di indicare obbligatoriamente quando superano determinate concentrazioni, in quanto possono provocare reazioni avverse nei soggetti sensibili o allergici. I nuovi prodotti interessati sono il condiriso e condipasta sott’olio in vasetti da 250 grammi, con numero di lotto 17/03/26 e termine minimo di conservazione al 28/09/2027, e la giardiniera sott’olio, anch’essa in vasetti da 250 grammi, con numero di lotto 26/06/26 e termine minimo di conservazione al 28/12/2027. Le conserve sono prodotte dalla Ferri Sas di Ferri Pietro nello stabilimento di viale Europa 126/F, a Spoltore, in provincia di Pescara, con marchio di identificazione AA000657041PEIT.

Il quadro dei rischi. La concentrazione di provvedimenti legati alla Salmonella in un arco temporale ristretto riguarda filiere differenti, dalla trasformazione delle carni suine alla produzione di uova sia convenzionali sia biologiche, e coinvolge stabilimenti situati in regioni distanti tra loro come la Basilicata, la Lombardia e il Piemonte. La salmonellosi è una delle zoonosi alimentari più diffuse in Europa e si manifesta generalmente con febbre, dolori addominali, diarrea e vomito a distanza di alcune ore o pochi giorni dall’ingestione dell’alimento contaminato, con un decorso che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente ma che può risultare più impegnativo per anziani, bambini, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Le carni crude o poco stagionate, come le paste di salame e le salsicce fresche, e le uova consumate crude o poco cotte rappresentano tradizionalmente i veicoli più frequenti di trasmissione del batterio.

Gli avvisi pubblicati nella sezione dedicata del portale del Ministero della Salute riportano per ciascun prodotto la denominazione di vendita, il marchio, il nome del produttore, la sede dello stabilimento, il marchio di identificazione, i numeri di lotto e le date di scadenza o il termine minimo di conservazione, elementi che consentono di individuare con precisione le confezioni oggetto del provvedimento. Nella prassi consolidata dei richiami alimentari, le indicazioni contenute negli avvisi prevedono che i prodotti appartenenti ai lotti segnalati non vengano consumati e siano restituiti al punto vendita presso il quale sono stati acquistati, mentre le aziende produttrici e la grande distribuzione provvedono al ritiro dagli scaffali delle referenze coinvolte. Alcune delle date di scadenza indicate negli avvisi risultano già superate al momento della pubblicazione, circostanza che non esclude la presenza dei prodotti nelle abitazioni dei consumatori che li abbiano acquistati e conservati.