AttualitàPenny Market richiamo: possibile contaminazione microbiologicaRitirato un lotto di salame emiliano filzetta CLAI da 550 grammi venduto da Penny Market in undici regioni e nelle province di Trento e Bolzano.Giorgio Loda • 22 Ottobre 2026, 0:12La catena di supermercati Penny Market ha diffuso, con un avviso datato 21 ottobre 2026, il richiamo di un lotto di salame emiliano filzetta a marchio CLAI, ritirato dagli scaffali e segnalato ai consumatori a causa di un potenziale rischio di contaminazione microbiologica, secondo quanto riportato nel cartello di richiamo pubblicato dall’insegna e destinato a essere esposto nei punti vendita interessati dal provvedimento.Il prodotto oggetto dell’avviso è commercializzato con la denominazione di vendita «Sal Emiliano Filzetta» ed è venduto in pezzi interi del peso di 550 grammi, contraddistinti dal numero di lotto 26794838 e dal termine minimo di conservazione (TMC) fissato al 12 gennaio 2027, dati che rappresentano gli unici elementi utili a individuare le confezioni coinvolte e che delimitano con precisione il perimetro del richiamo, il quale non si estende ad altri lotti o ad altre date di conservazione dello stesso articolo.Il produttore e lo stabilimentoA produrre il salame richiamato è stata l’azienda CLAI Sca, società cooperativa con sede nel territorio imolese, che figura nel cartello sia come produttore sia come operatore del settore alimentare a nome del quale il prodotto viene immesso sul mercato, circostanza che attribuisce alla stessa impresa la titolarità dell’intera filiera di produzione e commercializzazione del lotto in questione.Lo stabilimento in cui il salume è stato lavorato si trova in via Gambellara 62/a, nella frazione di Sasso Morelli, a Imola, comune della città metropolitana di Bologna, ed è identificato dal marchio di identificazione UE IT 370 L, il bollo ovale che la normativa europea impone sugli alimenti di origine animale e che consente di risalire in modo univoco all’impianto riconosciuto dalle autorità sanitarie presso il quale è avvenuta la produzione o il confezionamento.Le indicazioni ai consumatoriA scopo precauzionale, l’azienda raccomanda di non consumare il prodotto appartenente al lotto e con il termine minimo di conservazione sopra indicati, mentre le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del salame richiamato possono riportarlo al punto vendita in cui è stato effettuato l’acquisto, dove, secondo quanto specificato nell’avviso, è prevista la sostituzione o il rimborso della merce restituita.Il cartello diffuso dalla catena non riporta ulteriori dettagli in merito alle modalità operative della restituzione, né specifica se per ottenere il rimborso sia necessaria la presentazione dello scontrino d’acquisto, aspetto che nella prassi dei richiami alimentari viene generalmente regolato dalle singole insegne e che, in assenza di indicazioni esplicite, resta affidato alle procedure adottate nei diversi punti vendita.Le regioni interessate dal richiamoPenny Market fa sapere che il provvedimento riguarda i negozi situati in Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano, un’area di distribuzione che copre buona parte del territorio nazionale e che comprende sia le regioni del Nord, dove è collocato lo stabilimento di produzione, sia numerose regioni del Mezzogiorno, mentre restano escluse dall’elenco, tra le altre, la Toscana, il Lazio, la Campania, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, la Sardegna e la Valle d’Aosta.Il motivo del provvedimentoIl cartello di richiamo indica come motivazione un generico potenziale rischio di contaminazione microbiologica, senza precisare quale agente patogeno o quale microrganismo sia stato eventualmente rilevato nel corso dei controlli, né se la criticità sia emersa a seguito di verifiche interne condotte dall’azienda nell’ambito dei propri piani di autocontrollo oppure di campionamenti effettuati dalle autorità sanitarie competenti, elementi che allo stato attuale non risultano dalla documentazione resa pubblica.L’espressione «contaminazione microbiologica» viene utilizzata nella comunicazione dei richiami alimentari per indicare la possibile presenza di batteri, muffe o altri microrganismi in quantità o tipologie non conformi ai criteri di sicurezza previsti dalla normativa, una categoria ampia che nel caso dei salumi stagionati può comprendere differenti agenti e che, proprio per questa ragione, viene spesso accompagnata dalla qualifica di «potenziale» quando il provvedimento ha carattere precauzionale e mira a impedire il consumo del prodotto in attesa di ulteriori accertamenti.Il quadro normativo dei richiami alimentariIl ritiro e il richiamo dei prodotti alimentari sono disciplinati a livello europeo dal regolamento (CE) n. 178/2002, che all’articolo 19 stabilisce l’obbligo per l’operatore del settore alimentare, qualora ritenga o abbia motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza, di avviare immediatamente le procedure per ritirarlo dal mercato e di informarne le autorità competenti, provvedendo inoltre a comunicare in maniera efficace e accurata ai consumatori il motivo del ritiro qualora il prodotto possa essere già giunto nelle loro mani.La distinzione tra le due procedure è di natura sostanziale, poiché il ritiro riguarda le operazioni con cui il prodotto viene tolto dalla catena distributiva prima che raggiunga il consumatore finale, mentre il richiamo si rende necessario quando la merce è già stata venduta e occorre quindi rivolgersi direttamente agli acquirenti, attraverso cartelli esposti nei punti vendita, comunicazioni pubblicate sui siti delle catene della grande distribuzione e avvisi che in Italia vengono raccolti anche nell’apposita sezione del portale del Ministero della Salute dedicata ai richiami disposti dagli operatori.Come riconoscere il prodottoL’identificazione delle confezioni coinvolte passa attraverso la verifica delle informazioni riportate in etichetta, a partire dal numero di lotto, che consente di ricondurre ogni unità di vendita a uno specifico ciclo produttivo, fino al termine minimo di conservazione, che nel caso dei salumi stagionati viene espresso con la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro» e che, a differenza della data di scadenza vera e propria prevista per gli alimenti microbiologicamente più deperibili, indica il limite entro il quale il prodotto conserva le proprie caratteristiche specifiche in condizioni adeguate di conservazione, secondo quanto disposto dal regolamento (UE) n. 1169/2011 sull’informazione ai consumatori.Ai fini del richiamo diffuso da Penny Market, la coincidenza di entrambi i dati, ovvero il lotto 26794838 e il TMC 12/01/2027, unitamente al marchio commerciale CLAI, alla denominazione «Sal Emiliano Filzetta», al peso di 550 grammi e al bollo sanitario IT 370 L, costituisce l’insieme degli elementi che permettono di stabilire se un pezzo acquistato rientri o meno tra quelli oggetto del provvedimento, mentre le confezioni che riportano valori differenti non risultano interessate dall’avviso pubblicato dalla catena.Alla data di pubblicazione del cartello non sono state diffuse ulteriori comunicazioni da parte dell’azienda produttrice in merito all’eventuale estensione del richiamo ad altri canali di vendita o ad altre catene della grande distribuzione, né risultano indicazioni sui tempi previsti per la conclusione delle verifiche relative al lotto coinvolto, aspetti sui quali eventuali aggiornamenti potranno essere resi noti attraverso i canali ufficiali dell’operatore e delle autorità sanitarie.