AttualitàRichiamo Caffè Da NON Consumare e Latte FrescoIl Ministero della Salute richiama un lotto di caffè Perfetto Moka al caramello Bialetti per ocratossina A e un lotto di latte fresco Cigno per sospetto deterioramento.Giorgio Loda • 14 Ottobre 2026, 12:15Il Ministero della Salute ha pubblicato nelle ultime ore due nuovi avvisi di richiamo che interessano altrettanti prodotti di largo consumo presenti sugli scaffali della grande distribuzione: un lotto di caffè macinato per moka aromatizzato al caramello a marchio Bialetti, ritirato per la presenza di ocratossina A in quantità superiori ai limiti consentiti dalla normativa europea, e un lotto di latte fresco parzialmente scremato a marchio Cigno, richiamato in via precauzionale a causa di un sospetto deterioramento del prodotto. Le comunicazioni, diffuse attraverso la sezione del portale istituzionale dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare, riportano tutti gli elementi utili all’identificazione delle confezioni coinvolte, dal numero di lotto alla data di scadenza, fino all’indirizzo degli stabilimenti nei quali i prodotti sono stati realizzati.Il richiamo del caffè Bialetti Perfetto Moka al caramelloIl primo provvedimento riguarda il caffè macinato commercializzato con la denominazione ‘Perfetto Moka’ aromatizzato al caramello, venduto in confezioni da 250 grammi. Il lotto oggetto del richiamo è identificato dalla sigla LC5 BD149T e presenta come termine minimo di conservazione la data del 29 maggio 2027. Secondo quanto indicato nel cartello di richiamo pubblicato dal Ministero, il motivo del ritiro è riconducibile alla rilevazione di ocratossina A oltre i livelli massimi fissati per questa categoria di prodotto, circostanza che ha reso necessaria la rimozione delle confezioni dalla vendita e l’avvio delle procedure di informazione rivolte ai consumatori.Il caffè è stato prodotto da Bialetti Industrie Spa presso lo stabilimento situato in via Fogliano 1, a Coccaglio, in provincia di Brescia, sito produttivo nel quale l’azienda lombarda realizza parte della propria gamma di caffè destinata al mercato italiano. Il richiamo riguarda esclusivamente il lotto e la data di conservazione indicati nell’avviso, mentre le altre referenze e gli altri lotti dello stesso marchio non risultano coinvolti nel provvedimento.Che cos’è l’ocratossina A e quali sono i limiti di leggeL’ocratossina A è una micotossina prodotta da alcune specie di muffe appartenenti ai generi Aspergillus e Penicillium, che possono svilupparsi sulle materie prime vegetali durante la coltivazione, la raccolta, l’essiccazione o lo stoccaggio, in particolare in presenza di condizioni di umidità e temperatura favorevoli alla proliferazione fungina. Oltre che nel caffè, la sostanza può essere rinvenuta nei cereali, nei legumi secchi, nella frutta essiccata, nel cacao, nelle spezie, nel vino e nella birra, ragione per cui la sua presenza negli alimenti è sottoposta a un monitoraggio costante da parte delle autorità sanitarie nazionali ed europee.Sul piano tossicologico, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha individuato nel rene il principale organo bersaglio dell’esposizione prolungata, mentre l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la sostanza nel gruppo 2B, che comprende gli agenti considerati possibili cancerogeni per l’uomo. I tenori massimi ammessi negli alimenti sono stabiliti a livello comunitario dal Regolamento (UE) 2023/915, che per il caffè torrefatto, in grani o macinato, fissa una soglia di 3 microgrammi per chilogrammo. Il superamento di tale valore comporta l’obbligo di ritiro dal commercio, indipendentemente dall’entità del rischio associato al consumo occasionale del singolo prodotto, dal momento che la normativa è costruita per contenere l’esposizione cumulativa della popolazione nel lungo periodo.Il richiamo precauzionale del latte fresco CignoIl secondo avviso pubblicato dal Ministero della Salute riguarda un lotto di latte fresco parzialmente scremato pastorizzato a temperatura elevata commercializzato con il marchio Cigno. Il prodotto interessato è venduto in bottiglie da 1 litro e riporta come data di scadenza il 14 ottobre 2026, valore che coincide con il numero di lotto, secondo una modalità di identificazione frequente nel comparto dei prodotti lattiero-caseari freschi. Il richiamo è stato disposto in via precauzionale a seguito di un sospetto deterioramento, formula con la quale si indica la possibile alterazione delle caratteristiche del prodotto rispetto agli standard qualitativi previsti, senza che nell’avviso siano specificate ulteriori informazioni sulla natura dell’anomalia riscontrata.Il latte è stato prodotto da Cooperlat Società Cooperativa Agricola nello stabilimento di via Piandelmedico 74, a Jesi, in provincia di Ancona, identificato dal marchio sanitario IT 11 6 CE. Si tratta di una delle principali realtà cooperative del settore lattiero-caseario del Centro Italia, che raccoglie e trasforma il latte conferito dagli allevatori associati e lo distribuisce con diversi marchi sul territorio nazionale. Considerata la data di scadenza coincidente con il giorno di pubblicazione dell’avviso, il richiamo interessa principalmente le confezioni già acquistate e conservate nei frigoriferi domestici.Il latte pastorizzato a temperatura elevata e la sua conservazioneIl latte pastorizzato a temperatura elevata rappresenta una categoria intermedia tra il latte fresco pastorizzato tradizionale e il latte a lunga conservazione, poiché viene sottoposto a un trattamento termico più intenso rispetto alla pastorizzazione classica, che ne prolunga la durata commerciale pur mantenendo l’obbligo di conservazione in regime di refrigerazione. La normativa italiana distingue questa tipologia dal latte fresco pastorizzato propriamente detto, per il quale è previsto un trattamento termico più blando e una vita commerciale più breve.Anche per questa categoria di prodotto la corretta gestione della catena del freddo, lungo tutte le fasi che vanno dal confezionamento alla distribuzione fino alla conservazione domestica, costituisce un fattore determinante per il mantenimento delle caratteristiche igienico-sanitarie e organolettiche. Eventuali interruzioni della refrigerazione, difetti nella chiusura delle confezioni o anomalie nel processo produttivo possono determinare alterazioni del prodotto, che nei casi di sospetto deterioramento conducono le aziende e le autorità competenti a disporre il ritiro precauzionale dei lotti interessati.Il sistema dei richiami e le indicazioni per i consumatoriI due provvedimenti si inseriscono nel sistema di allerta e di comunicazione del rischio previsto dal Regolamento (CE) n. 178/2002, che attribuisce agli operatori del settore alimentare la responsabilità di avviare il ritiro dei prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza e di informarne le autorità competenti e i consumatori. Il Ministero della Salute pubblica sul proprio portale gli avvisi di richiamo trasmessi dalle aziende, rendendo accessibili in un’unica sezione i cartelli che riportano la denominazione del prodotto, il marchio, il nome del produttore, la sede dello stabilimento, i lotti coinvolti e la motivazione del ritiro, informazioni che vengono contestualmente esposte anche nei punti vendita.Nelle comunicazioni diffuse per entrambi i prodotti, il Ministero raccomanda di non consumare il caffè macinato Bialetti e il latte fresco Cigno appartenenti ai lotti e alle date di scadenza indicati. Le consumatrici e i consumatori che dovessero essere in possesso delle confezioni richiamate possono restituirle al punto vendita presso il quale sono state acquistate, secondo la procedura ordinariamente prevista in caso di richiamo, che consente di ottenere il rimborso o la sostituzione del prodotto. Per verificare l’eventuale coinvolgimento delle confezioni presenti in casa è sufficiente confrontare il numero di lotto e la data riportati sull’imballaggio con quelli indicati negli avvisi ufficiali, consultabili integralmente sul sito del Ministero della Salute.