Vai al contenuto

Richiamo Eurospin e Coop – Non Consumare Assolutamente Questi Prodotti!

Il Ministero della Salute segnala il richiamo del vitello tonnato Portami Via Eurospin per Listeria e di tramezzini Coop con crostacei non dichiarati. Normal ritira archetti con filo interdentale.
• 13 Ottobre 2026, 11:46
Richiamo Eurospin e Coop – Non Consumare Assolutamente Questi Prodotti!

Il Ministero della Salute ha pubblicato due nuovi avvisi di richiamo relativi a prodotti alimentari distribuiti dalla grande distribuzione organizzata: il primo riguarda un lotto di vitello tonnato a marchio Portami Via di Eurospin, ritirato dal mercato per la presenza di Listeria monocytogenes, mentre il secondo interessa una partita di tramezzini a marchio Coop, oggetto di un errore di etichettatura che ha determinato la mancata indicazione di un allergene. Nelle stesse ore la catena Normal ha comunicato il richiamo di archetti con filo interdentale, in questo caso per il rischio di formazione di muffe, completando un quadro di segnalazioni che coinvolge tanto il comparto alimentare quanto quello dei prodotti per l’igiene personale.

Il richiamo del vitello tonnato Eurospin

Il provvedimento che riguarda Eurospin interessa il vitello tonnato commercializzato con il marchio Portami Via, venduto in vaschette da 180 grammi e identificato dal numero di lotto L260/26, con data di scadenza fissata al 13 ottobre 2026. Il motivo del richiamo è la rilevazione di Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi, una delle tossinfezioni alimentari sottoposte a più stretta sorveglianza a livello europeo in ragione della sua elevata letalità nelle fasce di popolazione più vulnerabili.

Un elemento che emerge dalla documentazione riguarda la tempistica della comunicazione pubblica: il modulo di richiamo risulta infatti datato 9 ottobre 2026, ma è stato reso disponibile sul portale del Ministero soltanto nel tardo pomeriggio del 12 ottobre, ovvero alla vigilia della data di scadenza del prodotto, circostanza che riduce sensibilmente il margine temporale entro il quale i consumatori possono venire a conoscenza dell’avviso attraverso il canale istituzionale, pur restando ferma la responsabilità dell’operatore di procedere al ritiro dagli scaffali e all’informazione presso i punti vendita.

Il vitello tonnato oggetto del richiamo è stato prodotto per conto di Eurospin Italia Spa dall’azienda A.M.M.53 Srl, nello stabilimento situato in via Gioberti 36 a Spresiano, in provincia di Treviso, contraddistinto dal marchio di identificazione IT M2V1X UE.

La Listeria nei prodotti pronti al consumo

Il caso si inserisce in una casistica ricorrente che riguarda i cosiddetti prodotti ready to eat, ovvero gli alimenti di gastronomia destinati al consumo senza ulteriore cottura, categoria nella quale rientrano preparazioni come il vitello tonnato, i salumi affettati, i formaggi freschi e i piatti pronti refrigerati. Listeria monocytogenes è un microrganismo ampiamente diffuso nell’ambiente, capace di sopravvivere e di moltiplicarsi anche alle temperature di refrigerazione, caratteristica che lo rende particolarmente insidioso negli alimenti conservati a lungo in frigorifero e che spiega l’attenzione riservata dalle autorità sanitarie a questa specifica tipologia di contaminazione.

Il Regolamento (CE) n. 2073/2005, che disciplina i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari, stabilisce per gli alimenti pronti al consumo un limite di 100 unità formanti colonia per grammo nei prodotti immessi sul mercato durante l’intera durata di conservazione, prevedendo inoltre l’assenza del batterio in 25 grammi di prodotto prima che questo lasci il controllo diretto dell’operatore, qualora quest’ultimo non sia in grado di dimostrare che il limite non verrà superato fino alla scadenza. La listeriosi, nella sua forma invasiva, colpisce con maggiore gravità donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con sistema immunitario compromesso, e presenta un periodo di incubazione che può estendersi anche per diverse settimane, elemento che complica la ricostruzione epidemiologica dei singoli casi.

Il richiamo dei tramezzini Coop

Di natura differente è il secondo provvedimento segnalato dal Ministero, che riguarda un lotto di tramezzini a marchio Coop ritirati a causa di un errore di confezionamento: all’interno delle confezioni etichettate come tramezzini al prosciutto cotto sono stati infatti inseriti tramezzini ai gamberetti, con la conseguenza che sull’etichetta non risulta dichiarata la presenza dell’allergene crostacei. Il prodotto interessato è commercializzato in confezioni da 150 grammi, con numero di lotto A-269-F e data di scadenza al 31 ottobre 2026.

I tramezzini sono stati prodotti per conto di Coop Italia Società Cooperativa dall’azienda Riva Alimentari Uniti Srl, nello stabilimento di via Gaggio 43 a Nibionno, in provincia di Lecco, identificato dal marchio UE IT D1T8V. Per ulteriori informazioni la catena ha indicato il proprio numero verde 800 805580.

Gli allergeni non dichiarati e il quadro normativo

I crostacei figurano tra le quattordici sostanze elencate nell’allegato II del Regolamento (UE) n. 1169/2011, la norma europea sull’informazione ai consumatori che impone l’obbligo di evidenziare in etichetta gli ingredienti in grado di provocare allergie o intolleranze, distinguendoli graficamente dal resto dell’elenco degli ingredienti. Per i soggetti allergici l’assunzione inconsapevole di questi componenti può determinare reazioni di intensità variabile, che nei casi più gravi possono arrivare fino allo shock anafilattico, motivo per cui anche un errore materiale come lo scambio di confezioni sulla linea di produzione comporta l’attivazione della procedura di richiamo.

L’etichettatura errata derivante dall’inversione di imballaggi o di etichette rappresenta, nell’ambito dei sistemi di allerta europei, una delle cause più frequenti di ritiro dei prodotti per la presenza di allergeni non dichiarati, accanto alle contaminazioni crociate in fase di lavorazione e alle modifiche di ricetta non recepite nella documentazione di confezionamento.

Il richiamo degli archetti con filo interdentale Normal

Al di fuori del perimetro alimentare, la catena Normal ha diffuso il richiamo di archetti con filo interdentale, prodotti destinati all’igiene orale, in relazione al rischio di formazione di muffe. Si tratta di una segnalazione che, pur non riguardando alimenti, interessa un articolo destinato al contatto diretto con il cavo orale e, per questa ragione, viene accostata dagli osservatori del settore ai richiami di natura sanitaria.

La procedura di richiamo

Il sistema dei richiami trova il proprio fondamento nell’articolo 19 del Regolamento (CE) n. 178/2002, che attribuisce all’operatore del settore alimentare l’obbligo di avviare immediatamente le procedure di ritiro qualora ritenga che un alimento da lui immesso sul mercato non sia conforme ai requisiti di sicurezza, informando le autorità competenti e, nel caso in cui il prodotto sia già giunto al consumatore, comunicando in modo efficace le ragioni del provvedimento. In Italia gli avvisi vengono raccolti e pubblicati nella sezione dedicata del portale del Ministero della Salute, che riporta per ciascun prodotto la denominazione, il marchio, il lotto, la data di scadenza, il produttore e lo stabilimento, oltre alle avvertenze indicate dall’operatore responsabile. Il caso del vitello tonnato Eurospin riporta all’attenzione il tema dell’intervallo che può intercorrere tra la data di emissione del modulo e la sua effettiva pubblicazione, aspetto rilevante soprattutto per i prodotti freschi caratterizzati da una vita commerciale di pochi giorni.