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Richiamato gorgonzola DOP, salame, cozze, verdesca, peperoncino e succo d’arancia

Il Ministero della Salute e alcune catene hanno diffuso sei avvisi: Listeria nel gorgonzola IDAL, corpi estranei nel Galbanetto, mercurio nella verdesca e aflatossina B1 nel peperoncino.
1 Settembre 2026, 9:25
Richiamato gorgonzola DOP, salame, cozze, verdesca, peperoncino e succo d’arancia

Il Ministero della Salute e diverse catene della grande distribuzione hanno diffuso negli ultimi giorni una serie di avvisi di richiamo che interessa sei categorie merceologiche differenti, accomunate soltanto dalla concentrazione temporale dei provvedimenti e dalla varietà dei pericoli contestati. Nell’elenco figurano un lotto di gorgonzola dolce DOP e un lotto di cozze con guscio congelate per rischio microbiologico, un lotto di trance di verdesca surgelate e tre lotti di peperoncino frantumato per rischio chimico, un lotto di succo di arancia rossa biologico interessato da una fermentazione indesiderata e due lotti di salame Galbanetto ritirati per la possibile presenza di corpi estranei. Si tratta in tutti i casi di richiami disposti dagli operatori del settore alimentare e successivamente pubblicati sul portale ministeriale dedicato alla sicurezza alimentare.

Il richiamo del gorgonzola dolce DOP a marchio IDAL

Il provvedimento di maggiore rilievo riguarda un lotto di gorgonzola dolce DOP commercializzato con il marchio IDAL, per il quale l’avviso indica la possibile presenza di Listeria monocytogenes. Il formaggio è venduto in vaschette da 200 grammi e appartiene al lotto numero 126G22, con data di scadenza fissata al 5 settembre 2026. La produzione è stata effettuata da Granarolo Spa per conto di IDAL Srl nello stabilimento di via dell’Industria 26, a Casalino, in provincia di Novara, identificato dal bollo sanitario IT T616G UE.

L’avviso si inserisce in una vicenda già emersa nei giorni precedenti, quando i supermercati Carrefour avevano segnalato il richiamo dello stesso lotto di gorgonzola DOP, in quel caso commercializzato con il marchio Tapporosso e riconducibile al medesimo impianto produttivo. La circostanza conferma una dinamica ricorrente nella filiera lattiero-casearia, nella quale un’unica partita destinata a più committenti genera avvisi distinti e temporalmente sfalsati. La Listeria monocytogenes è un batterio in grado di moltiplicarsi anche alle temperature di refrigerazione e rappresenta un pericolo particolarmente significativo per le persone immunodepresse, per gli anziani e per le donne in gravidanza, categorie nelle quali l’infezione può assumere forme invasive.

Salame Galbanetto, due lotti ritirati per possibili corpi estranei

I supermercati Pam Panorama, Penny Market e Tigros hanno diffuso l’avviso relativo a due lotti di salame Galbanetto a marchio Galbani, richiamati per la possibile presenza di corpi estranei nel prodotto. Il salame, venduto in pezzi interi, appartiene ai lotti L264173 e L265173, con termine minimo di conservazione fissato rispettivamente al 23 e al 24 ottobre 2026. La produzione è attribuita a Egidio Galbani Srl, nello stabilimento di via Togliatti 8 a Melzo, nella città metropolitana di Milano, contrassegnato dal marchio di identificazione IT 32 L UE. L’avviso ministeriale reca la data del 28 agosto 2026, mentre il ritiro dagli scaffali risulta avviato nei giorni immediatamente precedenti, con Penny Market che ha circoscritto il proprio avviso ai punti vendita di Calabria, Sicilia e Puglia.

Succo di arancia rossa Libera Terra, alcol etilico non dichiarato

Coop ha pubblicato il richiamo di un lotto di succo di arancia rossa biologico a marchio Il Giusto delle Arance Libera Terra, venduto in bottiglie di vetro da 500 millilitri e identificato dal numero di lotto 160627. Il motivo indicato è la presenza di alcol etilico non dichiarato in etichetta, in quantità pari a circa il 2 per cento in volume, riconducibile a un processo di fermentazione indesiderata che ha determinato un’alterazione delle caratteristiche organolettiche del prodotto. La non conformità viene ricondotta alla direttiva 2001/112/CE relativa ai succhi di frutta, che definisce composizione e denominazioni legali di questa categoria di bevande. La catena ha precisato che il provvedimento interessa esclusivamente alcuni punti vendita di Unicoop Firenze.

Mercurio oltre i limiti nelle trance di verdesca surgelate

Il Ministero della Salute ha inoltre reso noto il richiamo di un lotto di trance di verdesca surgelate a marchio Noriberica, motivato dalla presenza di mercurio in concentrazione superiore ai limiti di legge. Il prodotto è confezionato in cartoni da 5 chilogrammi, appartiene al lotto p26-124-51 e riporta il termine minimo di conservazione settembre 2027. La lavorazione è stata effettuata da Noriberica SA nello stabilimento di Vigo, in Spagna, contrassegnato dal marchio di identificazione ES 12.099051.

Un elemento merita attenzione sul piano procedurale: il provvedimento risale al 21 agosto 2026, ma la pubblicazione sul portale ministeriale è avvenuta soltanto il 28 agosto, con uno scarto di una settimana rispetto alla decisione dell’operatore. La verdesca appartiene alle specie di pesce predatore che tendono ad accumulare metilmercurio lungo la catena trofica, ragione per la quale i tenori massimi ammessi sono disciplinati dalla normativa europea sui contaminanti negli alimenti e le indicazioni nutrizionali nazionali raccomandano un consumo contenuto per alcune fasce di popolazione.

Cozze cilene e peperoncino frantumato, rischio microbiologico e aflatossine

Un ulteriore avviso riguarda un lotto di cozze con guscio congelate a marchio Arbi, vendute in confezioni da 500 grammi con il numero di lotto KP221225 e il termine minimo di conservazione fissato al 22 dicembre 2027. Il documento ministeriale indica come motivazione una sospetta problematica microbiologica, senza specificare l’agente eventualmente coinvolto. I molluschi sono stati lavorati dall’azienda Mejillones Aucar Limitada per conto di Arbi Dario Spa, nello stabilimento di Quemchi, nella Región de Los Lagos, in Cile, operante con il numero di autorizzazione 10217.

Il Ministero ha infine pubblicato il richiamo di tre lotti di peperoncino frantumato a marchio Montosco, disposto dal produttore per la presenza di aflatossina B1. Il prodotto è venduto in tubi da 165 grammi e appartiene ai lotti L2603601(1), L2610601 e L2531801, con termini minimi di conservazione fissati al 28 febbraio 2029, al 30 aprile 2029 e al 30 novembre 2028. La produzione è stata effettuata da La Collina Toscana Spa nello stabilimento di viale Europa 3, a Castel San Niccolò, in provincia di Arezzo. L’aflatossina B1 è una micotossina prodotta da funghi del genere Aspergillus, classificata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come cancerogena per l’uomo, e per questa ragione le spezie essiccate sono sottoposte a limiti massimi particolarmente stringenti e a controlli sistematici lungo la filiera di importazione.

Le indicazioni per i consumatori

In tutti i casi elencati le indicazioni diffuse dagli operatori e dalle catene distributive sono omogenee e prevedono, in via precauzionale, di non consumare i prodotti appartenenti ai lotti segnalati e di restituirli al punto vendita in cui sono stati acquistati, dove è previsto il rimborso o la sostituzione senza necessità di esibire lo scontrino. Gli avvisi non estendono il provvedimento ad altri lotti dei medesimi prodotti, che restano quindi regolarmente in commercio. Il quadro complessivo conferma la frequenza con cui i controlli di autocontrollo aziendale e il sistema di allerta rapido europeo intercettano non conformità di natura eterogenea, dai contaminanti chimici alle contaminazioni microbiologiche fino ai difetti di processo.