AttualitàRiso Carnaroli richiamato, tre lotti ritirati per tetrametrina oltre i limitiIl Ministero della Salute segnala il richiamo di tre lotti di riso Carnaroli a marchio Riseria di Morano per la presenza dell’insetticida tetrametrina oltre i limiti di legge.Giorgio Loda • 26 Luglio 2026, 1:25Il Ministero della Salute ha diffuso il richiamo, disposto direttamente dal produttore, di tre lotti di riso Carnaroli commercializzato con il marchio Riseria di Morano, provvedimento motivato dalla presenza dell’insetticida tetrametrina in quantità superiori ai limiti fissati dalla normativa europea sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. Il provvedimento allarga il perimetro di una vicenda che nei giorni scorsi aveva già interessato un lotto di riso Carnaroli venduto con un marchio differente ma riconducibile allo stesso stabilimento di trasformazione, delineando così una sequenza di segnalazioni che riguarda un medesimo impianto produttivo situato nel cuore della piana risicola tra le province di Alessandria e Vercelli.I lotti interessati dal provvedimentoIl richiamo riguarda confezioni di formati diversi, distribuite sia nel canale della vendita al dettaglio sia in quello destinato alle utenze professionali. Il primo lotto individuato dall’avviso ministeriale è il numero 13023036, relativo a confezioni da 1 chilogrammo recanti come termine minimo di conservazione la data del 31 ottobre 2027. Il secondo lotto, contrassegnato dal numero 13022036, interessa sia le confezioni da 1 chilogrammo sia quelle nel formato professionale da 25 chilogrammi, entrambe con termine minimo di conservazione fissato al 31 marzo 2027. Il terzo lotto, identificato dal numero 13021036, riguarda invece le confezioni da 5 chilogrammi, anch’esse con termine minimo di conservazione al 31 marzo 2027.L’azienda produttrice e lo stabilimentoIl riso oggetto del provvedimento è stato lavorato dalla Riseria di Morano snc, società il cui stabilimento di produzione è collocato in viale Stazione 3, a Morano sul Po, in provincia di Alessandria, in un’area storicamente vocata alla coltivazione e alla lavorazione del riso lungo il corso del Po. Il medesimo impianto figura come sito di produzione anche nel richiamo precedente, che aveva riguardato un lotto di riso Carnaroli confezionato per conto di Tenca Colombo & C. Srl e ritirato per la stessa ragione, ossia il superamento della soglia ammessa di tetrametrina. La circostanza indica che i controlli analitici hanno intercettato la non conformità su partite riconducibili a una medesima fase di lavorazione o di stoccaggio, secondo una dinamica ricorrente nei richiami per residui chimici, nei quali l’esito di un’analisi su un singolo lotto conduce spesso all’estensione delle verifiche alle produzioni contigue.Che cosa è la tetrametrinaLa tetrametrina appartiene alla famiglia dei piretroidi, insetticidi di sintesi strutturalmente derivati dalle piretrine naturali estratte dai fiori del genere Chrysanthemum. Si tratta di molecole ad azione neurotossica nei confronti degli insetti, che agiscono interferendo con i canali del sodio voltaggio-dipendenti delle membrane nervose e determinando una rapida paralisi dell’organismo bersaglio. La tetrametrina è impiegata prevalentemente in ambito domestico e in contesti di disinfestazione ambientale, e nel comparto cerealicolo il suo utilizzo è associato al trattamento dei locali di stoccaggio contro gli insetti infestanti delle derrate immagazzinate, quali tribolio e sitofilo, piuttosto che a un impiego diretto in campo. La presenza di residui nel prodotto finito viene pertanto ricondotta, nella letteratura tecnica di settore, a fenomeni di contaminazione crociata riconducibili alle superfici dei magazzini, ai silos o agli impianti di movimentazione della granella.Il quadro normativo sui limiti massimi di residuoLa disciplina applicabile è quella del regolamento (CE) n. 396/2005, che stabilisce per ciascuna combinazione di sostanza attiva e prodotto alimentare un limite massimo di residuo, il cosiddetto LMR. Tale valore non coincide con una soglia tossicologica di pericolo immediato, bensì rappresenta il tenore massimo tollerato in condizioni di corretto impiego agronomico della sostanza; per le molecole non autorizzate su una determinata coltura si applica il limite di default di 0,01 milligrammi per chilogrammo, corrispondente al limite analitico di quantificazione. Il superamento del LMR configura pertanto una non conformità di natura normativa che impone il ritiro e il richiamo del prodotto a titolo precauzionale, indipendentemente dall’accertamento di un rischio concreto per la salute dei consumatori che abbiano già consumato l’alimento. La valutazione tossicologica di riferimento, condotta dall’EFSA, si fonda sui parametri della dose giornaliera ammissibile e della dose acuta di riferimento, grandezze che nella generalità dei casi risultano ampiamente superiori ai livelli di esposizione derivanti da singoli superamenti di modesta entità. Gli avvisi ministeriali diffusi non riportano il valore numerico di tetrametrina rilevato dalle analisi, elemento che impedisce una quantificazione dello scostamento rispetto alla soglia normativa.Il precedente richiamo e il contesto delle allerte sul risoIl provvedimento si inserisce in una serie di segnalazioni che nelle ultime settimane hanno interessato il comparto risicolo nazionale. Oltre al lotto a marchio Tenca Colombo & C., il Ministero della Salute e alcune insegne della distribuzione avevano reso noto il richiamo di un lotto di riso Roma integrale a marchio Riso Vignola, prodotto da Riseria Vignola Giovanni Spa nello stabilimento di Balzola, in provincia di Alessandria, per la presenza di clorpirifos in quantità pari a 0,037 milligrammi per chilogrammo, a fronte di un limite di 0,01 milligrammi per chilogrammo. Il clorpirifos è un insetticida organofosforico la cui approvazione nell’Unione europea non è stata rinnovata a partire dal 2020, in seguito a una valutazione EFSA che aveva evidenziato criticità relative alla genotossicità e ai possibili effetti sullo sviluppo neurologico. La concentrazione dei richiami su un numero circoscritto di stabilimenti piemontesi riflette la struttura fortemente concentrata della filiera risicola italiana, che secondo i dati dell’Ente Nazionale Risi conta la larga maggioranza della superficie coltivata tra Piemonte e Lombardia.Le indicazioni riportate negli avvisiGli avvisi pubblicati sul portale del Ministero della Salute riportano la raccomandazione, di carattere precauzionale, di non consumare il prodotto appartenente ai lotti indicati e di restituirlo al punto vendita presso il quale è stato acquistato, dove è previsto il rimborso o la sostituzione anche in assenza dello scontrino fiscale, secondo la prassi consolidata in materia di richiami alimentari. La procedura rientra nel sistema di rintracciabilità disciplinato dal regolamento (CE) n. 178/2002, che impone agli operatori del settore alimentare l’obbligo di attivare le procedure di ritiro e di informazione al consumatore quando un prodotto immesso sul mercato risulti non conforme ai requisiti di sicurezza. Le segnalazioni relative a superamenti dei limiti di residui di antiparassitari confluiscono inoltre nel sistema di allerta rapido europeo RASFF, che consente la circolazione delle informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri e l’eventuale estensione delle verifiche alle partite esportate.