AttualitàRichiamo uova AIA e Selex, rischio Salmonella enteritidis: i lotti ritiratiRitirati dal mercato i lotti di uova da allevamento all’aperto AIA e Selex per possibile presenza di Salmonella enteritidis: interessate le confezioni da 4 e 6 pezzi.Giorgio Loda • 26 Luglio 2026, 1:24Diverse catene della grande distribuzione organizzata hanno diffuso nelle ultime ore gli avvisi di richiamo relativi ad alcune confezioni di uova da allevamento all’aperto commercializzate con i marchi AIA e Selex, ritirate dagli scaffali per un rischio microbiologico riconducibile alla possibile presenza di Salmonella enteritidis, uno dei sierotipi più frequentemente associati alle tossinfezioni alimentari nell’Unione europea. Il provvedimento, adottato dal produttore e recepito dalle insegne coinvolte attraverso le consuete comunicazioni ai consumatori, riguarda un lotto puntualmente identificato e una specifica data di scadenza, elementi che consentono di circoscrivere l’intervento senza estenderlo all’intera produzione dello stabilimento interessato.I lotti coinvolti e i formati commercialiLe confezioni oggetto del richiamo sono quelle da quattro uova, distribuite esclusivamente con il marchio Ariaperta AIA, e quelle da sei uova, riconducibili sia ad AIA sia al marchio Selex, entrambe recanti il numero di lotto 1IT040VR006 e la data di scadenza fissata al 4 agosto 2026. L’indicazione del termine di conservazione, che per le uova fresche corrisponde convenzionalmente al ventottesimo giorno successivo alla deposizione, rappresenta insieme al codice di lotto il riferimento essenziale per l’identificazione del prodotto, poiché la confezione esterna e il guscio riportano la medesima marcatura alfanumerica prevista dalla normativa comunitaria in materia di commercializzazione. Il primo carattere del codice, la cifra 1, identifica il metodo di allevamento all’aperto, mentre la sigla IT rinvia allo Stato membro di produzione e le componenti successive individuano il comune, la provincia e il singolo allevamento di origine, secondo lo schema stabilito dal regolamento comunitario che disciplina le norme di commercializzazione delle uova.Il produttore e lo stabilimento di origineTutte le uova interessate dal provvedimento sono state prodotte da Agricola TreValli Società Cooperativa, realtà che fa capo al gruppo AIA-Veronesi, tra i principali operatori italiani del comparto avicolo. Lo stabilimento di produzione indicato negli avvisi si trova in via Aeroporto 18, a Caselle di Sommacampagna, in provincia di Verona, ed è identificato dal marchio di identificazione IT Q8C3N. La presenza del medesimo centro di imballaggio dietro prodotti veicolati con marchi differenti costituisce una circostanza ricorrente nella filiera dell’uovo, caratterizzata da una netta separazione tra la fase produttiva e quella commerciale, con il risultato che un unico lotto può raggiungere il mercato sotto denominazioni distinte, comprese le marche del distributore, e generare quindi richiami paralleli da parte di più insegne nello stesso arco temporale.Le insegne che hanno diffuso l’avvisoIl richiamo del lotto Ariaperta AIA è stato pubblicato sui canali dedicati alle comunicazioni ai consumatori da Coop, Gros Cidac, Iper e Italmark, mentre l’insegna Mercatò ha segnalato il ritiro delle uova fresche da allevamento all’aperto a marchio Selex. Coop ha precisato che il provvedimento interessa soltanto alcuni punti vendita dell’Umbria e del Piemonte, delimitando così l’ambito territoriale della distribuzione del lotto sospetto. La pubblicazione simultanea dell’avviso da parte di più operatori riflette l’obbligo posto in capo agli esercenti dalla normativa europea sulla sicurezza alimentare, che impone di informare in modo efficace e accurato la clientela quando un prodotto già immesso sul mercato non risponde ai requisiti di sicurezza, ricorrendo a cartellonistica esposta nei punti vendita e a comunicazioni sui siti istituzionali delle catene.Il profilo del patogeno all’origine dell’allertaSalmonella enteritidis è il sierotipo più diffuso tra quelli responsabili di salmonellosi nell’uomo in ambito europeo e presenta una particolare affinità con la filiera delle uova e degli ovoprodotti, potendo contaminare tanto la superficie del guscio quanto, per via transovarica, il contenuto interno. Secondo i dati periodicamente elaborati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la salmonellosi si conferma da anni la seconda zoonosi più frequentemente notificata nell’Unione, con decine di migliaia di casi confermati ogni anno e una quota rilevante di episodi ricondotti proprio al consumo di uova e preparazioni a base di uovo crudo. La sintomatologia, che compare generalmente entro un intervallo compreso tra le sei e le settantadue ore dall’ingestione, comprende manifestazioni gastroenteriche quali diarrea, crampi addominali, febbre e vomito, con decorso solitamente autolimitante negli adulti in buona salute ma con un rischio di complicanze più elevato nei bambini piccoli, negli anziani, nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunodepressi.Le indicazioni riportate negli avvisiLe comunicazioni diffuse dalle insegne invitano chi avesse acquistato le confezioni corrispondenti al lotto indicato a non consumarle e a riportarle al punto vendita, dove è previsto il rimborso o la sostituzione anche in assenza dello scontrino fiscale, secondo la prassi consolidata nei richiami di sicurezza alimentare. Per ogni chiarimento gli avvisi rimandano al numero verde messo a disposizione da Agricola TreValli, 800 905 232. Le autorità sanitarie ricordano in circostanze analoghe che il trattamento termico che porti l’alimento ad almeno settanta gradi al cuore per un tempo adeguato risulta efficace nell’inattivazione del microrganismo, mentre il rischio permane nelle preparazioni che prevedono l’impiego di uovo crudo o poco cotto, dalla maionese fatta in casa ai dolci al cucchiaio, ai quali si aggiungono le possibili contaminazioni crociate derivanti dal contatto tra il guscio e altre superfici o alimenti pronti al consumo.