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Ferrero richiama Nutella Muffin e Croissant surgelati per rischio frammenti metallici: i lotti coinvolti

Il gruppo Ferrero dispone il ritiro precauzionale di sei lotti di Nutella Muffin e tre di Nutella Croissant surgelati, distribuiti in Italia e in altri sei Paesi europei, per la possibile presenza di frammenti metallici nelle confezioni.
25 Giugno 2026, 23:41
Ferrero richiama Nutella Muffin e Croissant surgelati per rischio frammenti metallici: i lotti coinvolti

Il gruppo dolciario Ferrero ha disposto un’ampia operazione di richiamo precauzionale che interessa due referenze della propria linea di prodotti da forno surgelati, distribuite in Italia e in altri sei mercati del continente europeo, a seguito di una segnalazione relativa alla possibile presenza di frammenti metallici all’interno di alcune confezioni. Il provvedimento, reso noto il 25 giugno 2026, riguarda specifici lotti di Nutella Muffin e Nutella Croissant ed è stato adottato in via meramente cautelativa allo scopo di salvaguardare la sicurezza dei consumatori, mentre la società ha già provveduto a informare le autorità competenti nei diversi Paesi coinvolti e ad attivare un coordinamento con i partner commerciali e con la grande distribuzione organizzata per accelerare il ritiro dei prodotti dagli scaffali nel più breve tempo possibile.

La prima referenza interessata dal ritiro è il Nutella Muffin, commercializzato in confezioni dal peso di 688 grammi, per il quale l’allerta riguarda complessivamente sei lotti distinti. Si tratta nello specifico del lotto contrassegnato dalla sigla L124Z39, con termine minimo di conservazione fissato al 4 maggio 2027, del lotto L125Z39 con scadenza al 5 maggio 2027 e del lotto L138Z39 il cui termine è indicato al 18 maggio 2027, ai quali si aggiungono il lotto L145Z39 in scadenza il 25 maggio 2027, il lotto L148Z39 con termine al 28 maggio 2027 e infine il lotto L149Z39, la cui conservazione minima è segnalata fino al 29 maggio 2027.

Il secondo prodotto oggetto del provvedimento è il Nutella Croissant, venduto nel formato da 340 grammi contenente quattro pezzi per ciascuna confezione, in relazione al quale i consumatori sono chiamati a verificare l’eventuale corrispondenza con il lotto L126Z39, recante scadenza al 6 maggio 2027, con il lotto L133Z39 il cui termine minimo di conservazione è stabilito al 13 maggio 2027 e con il lotto L134Z39, la cui data di scadenza risulta programmata per il 14 maggio 2027.

La produzione delle due referenze coinvolte è stata realizzata presso lo stabilimento della società Fresystem Spa, azienda controllata dal Gruppo Ferrero, situata nella zona industriale ASI in località Pascarola, nel comune di Caivano, all’interno della città metropolitana di Napoli. Si tratta di un impianto specializzato nella lavorazione e nel confezionamento dei prodotti da forno surgelati, dal quale sono stati immessi sul mercato i lotti adesso sottoposti a ritiro in via precauzionale.

L’estensione geografica del richiamo non si limita al solo territorio nazionale, poiché i lotti segnalati risultano essere stati immessi in commercio anche in altri sei Paesi europei. Oltre all’Italia, infatti, le confezioni potenzialmente interessate dall’anomalia sono state distribuite in Belgio, Germania, Ungheria, Romania, Spagna e Regno Unito, circostanza che ha reso necessario un coordinamento del provvedimento su scala internazionale e una tempestiva interlocuzione con le autorità sanitarie e con gli operatori commerciali dei singoli mercati nazionali interessati dalla distribuzione.

L’azienda ha tenuto a precisare che la misura restrittiva è circoscritta esclusivamente ai lotti espressamente indicati e che nessun’altra referenza a marchio Nutella o appartenente alla linea dei prodotti da forno risulta coinvolta dalla problematica riscontrata. Di conseguenza, secondo quanto comunicato, tutti gli altri prodotti presenti in commercio o già acquistati dai consumatori non rientrano nel perimetro del richiamo e non sono in alcun modo toccati dalla segnalazione che ha dato origine al provvedimento di ritiro.

Sul piano delle indicazioni rivolte al pubblico, Ferrero ha invitato chiunque sia in possesso dei muffin o dei croissant appartenenti ai lotti elencati a non procedere al consumo dei prodotti, raccomandando di riportare le confezioni presso il punto vendita nel quale è stato effettuato l’acquisto. I supermercati e gli esercizi commerciali coinvolti, sempre secondo quanto riferito dalla società, sono stati istruiti per fornire assistenza alla clientela in merito alle modalità di restituzione e di rimborso previste nelle situazioni di richiamo alimentare di questa natura.

I codici identificativi dei lotti, unitamente al termine minimo di conservazione, sono riportati direttamente sulle confezioni e consentono ai consumatori di accertare con immediatezza se il prodotto acquistato rientri tra quelli oggetto del richiamo; soltanto la verifica puntuale di tali indicazioni permette di distinguere le confezioni segnalate da quelle che, pur appartenendo alle medesime referenze, non sono in alcun modo interessate dall’anomalia riscontrata e possono pertanto continuare a essere conservate e utilizzate senza alcuna implicazione legata al provvedimento.

Il caso si inserisce nel quadro delle procedure di ritiro e richiamo che la normativa europea in materia di sicurezza alimentare impone agli operatori del settore ogni qualvolta emerga un potenziale rischio per la salute dei consumatori. Il principio di precauzione, che costituisce uno dei cardini della disciplina comunitaria, prevede infatti che, in presenza anche solo di un sospetto fondato di contaminazione, l’impresa responsabile della commercializzazione provveda a sottrarre tempestivamente i prodotti dalla rete di vendita, dandone comunicazione alle autorità e al pubblico attraverso i canali ufficiali predisposti dai ministeri competenti.

La presenza di corpi estranei di natura metallica rappresenta una delle cause più ricorrenti di richiamo nel comparto alimentare, in particolare nei processi industriali che prevedono l’impiego di macchinari per la lavorazione e il confezionamento delle materie prime. Per questa ragione gli stabilimenti di produzione sono generalmente dotati di sistemi di rilevamento, quali metal detector e dispositivi a raggi X collocati lungo le linee di produzione, finalizzati a intercettare eventuali frammenti prima della commercializzazione, e la segnalazione di una possibile criticità di questo tipo comporta, in conformità con gli standard di sicurezza, l’avvio immediato delle verifiche e il blocco cautelativo dei lotti potenzialmente interessati.

L’operazione disposta dal gruppo di Alba si configura dunque come un intervento di carattere preventivo, volto a contenere ogni possibile rischio connesso all’ingestione di corpi estranei e a preservare la fiducia dei consumatori nei confronti di un marchio che opera in numerosi mercati internazionali. Le confezioni acquistate al di fuori dei lotti segnalati, come ribadito dall’azienda, non sono interessate dal provvedimento e restano regolarmente disponibili sugli scaffali della grande distribuzione.