AttualitàFriggitrici ad aria scatta il divieto, attenzione a questi modelli!La stretta europea sui PFAS segna un passaggio decisivo per il settore degli elettrodomestici: tra tutela della salute e innovazione industriale, le friggitrici ad aria entrano in una nuova fase di trasformazione.Giorgio Loda • 20 Maggio 2026, 11:48Le friggitrici ad aria hanno conquistato in pochi anni un posto stabile nelle cucine italiane, spinte dalla promessa di una cottura più leggera e da una praticità che ha intercettato le nuove abitudini alimentari. Tuttavia, accanto al successo commerciale, cresce l’attenzione sui materiali utilizzati nei rivestimenti interni, in particolare sulla possibile presenza di PFAS, una vasta famiglia di sostanze chimiche oggi al centro di un confronto scientifico e normativo sempre più serrato.I PFAS, acronimo di sostanze per- e polifluoroalchiliche, comprendono oltre diecimila composti caratterizzati da una straordinaria stabilità chimica. Questa resistenza li rende difficilmente degradabili sia nell’ambiente sia nell’organismo umano, motivo per cui vengono definiti “inquinanti eterni”. Proprio questa persistenza è alla base delle preoccupazioni espresse da autorità sanitarie e comunità scientifica, che negli ultimi anni hanno collegato l’esposizione prolungata ad alcuni PFAS a possibili effetti sulla salute, tra cui alterazioni del sistema immunitario e rischi aumentati per alcune patologie.Nel settore degli elettrodomestici, i PFAS sono stati storicamente utilizzati per le loro proprietà antiaderenti e idrorepellenti. Nel caso delle friggitrici ad aria, tali sostanze possono essere impiegate nei rivestimenti dei cestelli e delle superfici di cottura, rendendo più semplice la pulizia e limitando l’uso di grassi. Ma è proprio questo impiego diffuso ad aver acceso i riflettori delle istituzioni europee.Dal 2023, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta esaminando una proposta di restrizione su larga scala presentata da cinque Paesi – Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia – che punta a una progressiva eliminazione dei PFAS in numerosi settori industriali. Il piano prevede tempistiche differenziate, con periodi di transizione che possono variare da 18 mesi fino a 12 anni, per consentire alle aziende di adeguarsi senza compromettere la produzione.Nel frattempo, alcune sostanze considerate più critiche sono già state oggetto di limitazioni severe. Tra queste il PFOA, classificato come cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la cui produzione e commercializzazione in Europa risultano oggi fortemente regolamentate. Anche altri composti come PFOS e PFHxS sono sottoposti a restrizioni stringenti.Le analisi indipendenti iniziano a restituire un quadro meno allarmante rispetto al passato, almeno per quanto riguarda i prodotti più recenti. Test di laboratorio condotti nel 2025 dalla rivista francese “Que Choisir” hanno evidenziato come diversi modelli di friggitrici ad aria presenti sul mercato non contengano i PFAS più pericolosi già vietati o limitati. Ciò non esclude, tuttavia, la presenza di altri composti appartenenti alla stessa famiglia, ancora oggetto di valutazione normativa.In questo contesto, il comportamento dei consumatori assume un ruolo centrale. La scelta di una friggitrice ad aria oggi passa sempre più attraverso la verifica delle certificazioni europee, la trasparenza sulle caratteristiche dei materiali e le dichiarazioni dei produttori sull’assenza di PFAS. Un’attenzione che riflette una maggiore consapevolezza diffusa sui temi della sicurezza alimentare e dell’impatto ambientale.Parallelamente, l’industria sta accelerando la ricerca di alternative. Nuovi rivestimenti ceramici o tecnologie antiaderenti prive di composti fluorurati stanno emergendo come soluzioni promettenti, anche se il nodo resta quello di garantire le stesse prestazioni in termini di resistenza e durata. La transizione, dunque, non è solo normativa ma anche tecnologica, e comporta investimenti significativi da parte dei produttori.Il futuro delle friggitrici ad aria si gioca quindi su un equilibrio delicato tra innovazione, sicurezza e sostenibilità. Se da un lato questi elettrodomestici continueranno a rappresentare una scelta diffusa nelle case degli italiani, dall’altro il loro sviluppo sarà sempre più condizionato da standard ambientali rigorosi e da una domanda crescente di trasparenza.