AttualitàRadicchio: proprietà, benefici e valori nutrizionali del Fiore D’InvernoIl radicchio è un ortaggio invernale ricco di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, con documentati benefici per la salute cardiovascolare, digestiva, ossea e immunitaria, e un profilo calorico estremamente contenuto.Giorgio Loda • 24 Febbraio 2026, 11:37 Guarda le VideoricetteSeguici su YouTube Anelli di Zucchine Seguici su YouTube! Anelli di Zucchine Il radicchio è uno degli ortaggi invernali più rappresentativi della tradizione agricola e gastronomica italiana, apprezzato non soltanto per il suo caratteristico sapore amarognolo ma anche per un profilo nutrizionale di notevole interesse scientifico. Appartenente al genere Cichorium, famiglia delle Asteracee, questo ortaggio a foglia si distingue per la sua straordinaria ricchezza in vitamine, sali minerali, fibre e composti bioattivi che lo rendono un elemento prezioso in qualsiasi regime alimentare equilibrato.Un profilo nutrizionale sorprendenteDal punto di vista della composizione chimica, il radicchio è composto per circa il 94% da acqua, il che ne fa un alimento naturalmente ipocalorico e al contempo idratante. Per ogni 100 grammi di prodotto fresco si registrano approssimativamente 1,6 grammi di carboidrati e 1,4 grammi di proteine, con un apporto energetico estremamente contenuto. L’indice glicemico si attesta intorno a 15, un valore particolarmente basso che rende questo ortaggio indicato anche per chi deve tenere sotto controllo la glicemia, dal momento che il suo carico glicemico, per una porzione standard da 100 grammi, risulta inferiore all’1.Le fibre alimentari rappresentano uno degli elementi nutritivi più rilevanti del radicchio, con circa 3 grammi per 100 grammi di prodotto, la maggior parte delle quali insolubili (circa 2,37 grammi). A queste si affiancano vitamine di primaria importanza fisiologica: la vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue e la salute ossea; la vitamina C, potente antiossidante e cofattore essenziale nella sintesi del collagene; la vitamina A, indispensabile per la salute degli occhi e l’integrità delle mucose; le vitamine del gruppo B e la vitamina E. Sul fronte dei minerali, spicca il potassio, seguito da calcio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, rame e manganese, una costellazione di microelementi che contribuisce in misura significativa al fabbisogno giornaliero dell’organismo.Le varietà più diffuseIl panorama varietale del radicchio è ampio e strettamente legato alla geografia dell’Italia settentrionale. Le cultivar più note e apprezzate sono quelle di Chioggia, Treviso e Verona, ciascuna con caratteristiche morfologiche e organolettiche proprie. In natura si distinguono principalmente tre tipologie: il radicchio rosso, il più diffuso e riconoscibile per le foglie di colore violaceo intenso con nervature bianche; il radicchio variegato, con foglie di colore verde chiaro screziato; e il radicchio bianco. Esiste inoltre una varietà verde, meno utilizzata rispetto a quella viola ma particolarmente ricca di ferro, che la rende indicata nei casi di anemia sideropenia o di particolari carenze nutrizionali.Benefici cardiovascolari e antiossidantiIl consumo regolare di radicchio è stato associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, grazie alla capacità di questo ortaggio di contribuire all’abbassamento della pressione arteriosa e al miglioramento dei livelli di colesterolo nel sangue. L’elevato contenuto di potassio esercita un effetto antagonista rispetto al sodio, aiutando a regolare la pressione sanguigna e riducendo il rischio di ipertensione arteriosa. Parallelamente, la vitamina C, i carotenoidi e i polifenoli presenti nel radicchio conferiscono a questo alimento spiccate proprietà antiossidanti, con la capacità documentata di contrastare lo stress ossidativo cellulare e di ostacolare l’insorgere di malattie metaboliche croniche.Gli antociani, pigmenti responsabili del caratteristico colore rosso-violaceo delle foglie, svolgono un ruolo di rilievo nella prevenzione cardiovascolare e sono stati oggetto di numerosi studi per le loro proprietà anti-infiammatorie. I composti antiossidanti presenti nel radicchio hanno dimostrato, in ambito sperimentale, la capacità di ridurre l’infiammazione cronica di basso grado, un fattore patogenetico comune a numerose malattie degenerative. Secondo alcune ricerche, il consumo di radicchio fresco sarebbe inoltre associato a lievi proprietà analgesiche e a un miglioramento della qualità del sonno, attribuito proprio alla presenza di antociani e altri composti bioattivi.Salute digestiva e funzione epaticaIl radicchio è da secoli considerato un prezioso alleato del sistema digerente, e le evidenze nutrizionali confermano questa reputazione tradizionale. Le fibre sia solubili che insolubili favoriscono il transito intestinale, prevengono la stitichezza e alimentano il microbiota intestinale, contribuendo al mantenimento di una flora batterica equilibrata. Il sapore amaro tipico di questo ortaggio non è solo una caratteristica organolettica, ma è il segnale della presenza di sostanze amare che stimolano la produzione di bile e favoriscono l’attività del fegato, rendendo il radicchio un alimento epatoprotettivo di rilievo nella tradizione della medicina popolare italiana. La sua azione favorisce inoltre l’espulsione dei gas intestinali e migliora il processo di digestione generale, risultando particolarmente utile dopo pasti abbondanti o ricchi di grassi.L’elevata percentuale di acqua ne fa anche un alimento con spiccate proprietà depurative, capace di favorire l’eliminazione delle tossine attraverso i reni e di supportare i normali processi di detossificazione epatica. Grazie a questo profilo, il radicchio viene spesso inserito nei programmi di alimentazione detox o nelle diete di recupero dopo periodi di eccessiva assunzione di cibi elaborati o alcolici.Salute ossea, cutanea e sistema immunitarioLa presenza combinata di calcio, ferro e vitamina K conferisce al radicchio un ruolo specifico nel supporto alla salute del tessuto osseo, con una potenziale utilità nella prevenzione dell’osteoporosi, patologia di crescente rilevanza epidemiologica soprattutto nella popolazione anziana femminile. La vitamina K, in particolare, è cofattore essenziale nella carbossilazione dell’osteocalcina, una proteina strutturale dell’osso, e il suo apporto adeguato attraverso la dieta è considerato fondamentale per la mineralizzazione ossea ottimale. La vitamina C, insieme ai carotenoidi, contribuisce invece alla protezione della pelle dall’invecchiamento precoce, migliorandone l’elasticità e favorendo la sintesi del collagene; per questo motivo il radicchio è spesso indicato nei piani nutrizionali per chi soffre di acne o di patologie cutanee come la psoriasi.Il sistema immunitario beneficia a sua volta del ricco corredo antiossidante del radicchio: la sinergia tra vitamina C e beta-carotene aiuta a contrastare i danni dei radicali liberi e a potenziare le difese naturali dell’organismo contro le infezioni, elemento di particolare interesse nella stagione invernale, periodo nel quale questo ortaggio raggiunge la sua massima disponibilità sul mercato. La vitamina A, presente sotto forma di beta-carotene, svolge inoltre un ruolo protettivo nei confronti della mucosa respiratoria, prima linea di difesa contro i patogeni airborne.Indicazioni per la dieta e controindicazioniGrazie al suo bassissimo apporto calorico e all’elevato contenuto di fibre, il radicchio si configura come un alimento ideale per i regimi ipocalorici e per chi intende controllare il peso corporeo, poiché favorisce il senso di sazietà e limita l’assunzione complessiva di calorie. È indicato per i soggetti diabetici o prediabetici per via del basso indice glicemico e della capacità delle fibre di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, stabilizzando così la glicemia postprandiale. È inoltre sicuro per chi soffre di intolleranza al lattosio e per i celiaci, non contenendo lattosio né glutine.Nonostante le numerose proprietà benefiche, è opportuno segnalare che un consumo eccessivo di radicchio può risultare controindicato per alcune categorie di soggetti: chi assume anticoagulanti orali come il warfarin dovrebbe monitorare l’assunzione di vitamina K, in grado di interferire con l’efficacia della terapia. Analogamente, chi soffre di calcoli renali da ossalato dovrebbe moderarne il consumo. Come accade per tutti gli ortaggi amari, un’assunzione molto elevata potrebbe accentuare i disturbi gastrici nei soggetti con gastrite o reflusso gastroesofageo, sebbene le quantità normalmente consumate nella dieta mediterranea non presentino rischi rilevanti per la popolazione generale.Il radicchio in cucinaLa versatilità del radicchio in cucina rappresenta un ulteriore vantaggio per chi intende integrarlo con regolarità nella propria alimentazione. Può essere consumato crudo, condizione nella quale mantiene intatto il massimo del suo patrimonio vitaminico e antiossidante, oppure cotto al forno, alla griglia, saltato in padella o impiegato come ingrediente in risotti, pasta, zuppe e torte salate. In Romagna, una ricetta tradizionale è quella dei cosiddetti Brusadé, preparati con radicchio, pancetta, aceto balsamico e sale, che si prestano sia come piatto unico arricchito con formaggio o Parmigiano Reggiano sia come contorno. Nella cucina veneta, territorio di eccellenza per la produzione di radicchio IGP e DOP, questo ortaggio è protagonista di preparazioni storiche che ne valorizzano il profilo organolettico e ne celebrano il legame con il territorio.