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Funziona Davvero la Bevanda d’Avena Virale su TikTok che Promette di Far Dimagrire Come l’Ozempic?

L'Oatzempic, bevanda a base di avena, acqua e lime, spopola sui social promettendo perdite di peso rapide. Gli esperti avvertono: non è paragonabile all'Ozempic e presenta rischi nutrizionali.
4 Febbraio 2026, 15:30
Funziona Davvero la Bevanda d’Avena Virale su TikTok che Promette di Far Dimagrire Come l’Ozempic?
Anelli di Zucchine
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Su TikTok ha conquistato milioni di visualizzazioni e continua a diffondersi rapidamente anche in Italia. Si chiama Oatzempic, un nome che fonde il termine inglese “oat” (avena) con Ozempic, il farmaco a base di semaglutide utilizzato nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità grave. La bevanda, preparata con mezza tazza di avena, una tazza di acqua e il succo di mezzo lime o limone, viene promossa come alternativa economica e naturale ai costosi farmaci dimagranti, con promesse che vanno dalla perdita di 40 chili in due mesi fino a riduzioni più contenute ma comunque significative del peso corporeo.

Il fenomeno ha preso piede inizialmente negli Stati Uniti, dove utenti come TheChorroKing hanno riportato perdite di peso considerevoli, dando vita alla cosiddetta Oatzempic Challenge. Il trend si è rapidamente diffuso anche in Europa e in Italia, dove l’hashtag #Oatzempic continua a generare contenuti virali. La ricetta è estremamente semplice e accessibile: gli ingredienti vengono frullati insieme e la bevanda risultante viene consumata al mattino a colazione, talvolta anche prima di andare a dormire o come sostituto di altri pasti durante la giornata.

La teoria alla base dell’efficacia della bevanda si fonda sulle proprietà della fibra solubile contenuta nell’avena, in particolare i beta-glucani. Secondo quanto riportato da diversi nutrizionisti interpellati dai principali organi di informazione, questa tipologia di fibra ha effettivamente la capacità di formare una sostanza gelatinosa nello stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico e prolungando la sensazione di sazietà. L’acido citrico presente nel lime agirebbe come ulteriore soppressore dell’appetito, contribuendo a ridurre l’introito calorico complessivo durante la giornata.

Tuttavia, gli esperti di nutrizione e diabetologia concordano nel sottolineare come il paragone tra Oatzempic e Ozempic sia fuorviante e potenzialmente pericoloso. Il dottor Mir B. Ali, direttore medico del MemorialCare Surgical Weight Loss Center di Fountain Valley in California, ha spiegato che l’Ozempic agisce come agonista del recettore GLP-1, imitando l’ormone prodotto naturalmente dall’organismo e influenzando direttamente il cervello e l’intestino per sopprimere l’appetito fino a una settimana. L’avena può certamente stimolare il corpo a rilasciare GLP-1 in modo naturale, ma su una scala completamente diversa e non paragonabile all’efficacia del farmaco.

La ricerca scientifica sui beta-glucani dell’avena conferma l’esistenza di benefici metabolici reali. Una revisione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare del 2020 ha stabilito che sono necessari 4 grammi di beta-glucano ogni 30 grammi di carboidrati per ottenere una riduzione significativa della risposta glicemica post-prandiale. Studi successivi hanno dimostrato che i beta-glucani riducono il glucosio e l’insulina dopo i pasti rispettivamente del 23 e del 22 per cento, con effetti dose-dipendenti che aumentano con il peso molecolare della fibra.

Uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition nel 2024 ha messo a confronto diversi tipi di fibre alimentari per valutarne l’efficacia nella riduzione del peso corporeo su modello animale. I beta-glucani dell’avena e dell’orzo sono risultati i più efficaci, migliorando la tolleranza al glucosio e riducendo l’adiposità dopo 18 settimane di dieta ad alto contenuto di grassi. Tuttavia, gli stessi ricercatori hanno sottolineato come gli effetti osservati negli studi clinici sull’uomo siano modesti, con perdite di peso spesso inferiori a un chilogrammo in diversi mesi di assunzione regolare.

Al contrario, gli studi clinici sul semaglutide mostrano una perdita di peso media superiore al 10-15 per cento in pazienti obesi, accompagnata da miglioramenti significativi nei parametri metabolici e cardiovascolari. Questi risultati sono stati ottenuti in trial controllati con dosaggi settimanali e attento monitoraggio medico, condizioni che non possono essere replicate da una semplice bevanda casalinga.

Le professoresse Lauren Ball ed Emily Burch, rispettivamente docente di Salute e Benessere della Comunità dell’Università del Queensland e dietista presso l’Università della Croce del Sud, hanno pubblicato su The Conversation un’analisi approfondita del fenomeno Oatzempic. Le due esperte hanno evidenziato come non esistano evidenze scientifiche che supportino l’uso di questa bevanda come sostituto efficace della semaglutide per la perdita di peso significativa e rapida.

Uno dei rischi principali associati all’uso dell’Oatzempic come sostituto dei pasti è rappresentato dalle carenze nutrizionali. La dietista Iva Marques, membro dell’Academia Española de Nutrición y Dietética, ha spiegato che i sostituti dei pasti commerciali sono formulati per fornire micronutrimenti essenziali pur mantenendo un basso apporto calorico. Una bevanda composta da 30-40 grammi di avena, acqua e limone non possiede queste caratteristiche e non può quindi considerarsi un sostituto nutrizionalmente completo.

La bevanda Oatzempic presenta un apporto estremamente ridotto di proteine, grassi sani e micronutrienti fondamentali. Quando viene utilizzata per sostituire uno o più pasti giornalieri, il rischio di sviluppare carenze di proteine, vitamine e minerali aumenta considerevolmente. Lisa Valente, dietista e nutrizionista presso Healthline, ha definito il trend come una forma di marketing intelligente priva di fondamento scientifico, sottolineando come promuova modelli alimentari disordinati e nutrizionalmente inadeguati.

La perdita di peso rapida promessa dai sostenitori dell’Oatzempic solleva ulteriori preoccupazioni dal punto di vista medico. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti raccomandano un approccio graduale alla perdita di peso, sottolineando come le persone che perdono peso lentamente e in modo costante abbiano maggiori probabilità di mantenerlo nel tempo. Quando si verificano riduzioni drastiche del peso corporeo, fino al 25-30 per cento della perdita può riguardare la massa magra, ovvero il tessuto muscolare.

Uno studio norvegese pubblicato su atleti di sport di potenza ha confrontato due strategie di perdita di peso: una lenta (0,7 per cento del peso corporeo a settimana) e una rapida (1,4 per cento). I risultati hanno dimostrato che il gruppo che ha perso peso più gradualmente ha ridotto la massa grassa del 31 per cento, mentre quello con perdita rapida si è fermato al 21 per cento. La perdita di massa muscolare comporta un rallentamento del metabolismo basale, rendendo più facile il recupero del peso perso e potenzialmente aggravando la composizione corporea.

Maggie Evans, dietista e specialista della piattaforma di cura cardiometabolica 9amHealth, ha definito l’Oatzempic una misura estrema paragonabile ad altre diete drastiche come il Master Cleanse o i digiuni a base d’acqua. Questi approcci possono produrre risultati di perdita di peso a breve termine, ma non rappresentano modalità sane o sostenibili per raggiungere e mantenere un peso corporeo salutare nel lungo periodo.

Il contesto culturale in cui si inserisce il fenomeno Oatzempic merita particolare attenzione. L’accesso ai farmaci GLP-1 come Ozempic e Wegovy senza copertura assicurativa può costare circa mille dollari al mese negli Stati Uniti, creando una domanda enorme per alternative economiche. Questa pressione economica, combinata con la pervasività dei social media e la costante esposizione a ideali estetici irrealistici, ha alimentato la ricerca di soluzioni rapide e accessibili per la perdita di peso.

TikTok ha adottato alcune misure di salvaguardia nei confronti di questo trend. Quando si cerca il termine Oatzempic sulla piattaforma, appare un banner che recita “sei più del tuo peso”, con collegamenti a risorse dedicate ai disturbi alimentari e alla salute mentale. Tuttavia, i contenuti continuano a circolare liberamente, raggiungendo milioni di utenti, specialmente adolescenti e giovani adulti particolarmente vulnerabili ai messaggi relativi all’immagine corporea.

Dati recenti provenienti dagli Stati Uniti mostrano come l’utilizzo di farmaci dimagranti come Wegovy e Ozempic sia aumentato del 594 per cento tra i giovani di età compresa tra 12 e 25 anni nel periodo 2020-2023, con incrementi ancora più pronunciati tra le giovani donne. Questo contesto rende particolarmente preoccupante la diffusione di trend come l’Oatzempic, che possono incoraggiare comportamenti alimentari disordinati in popolazioni già a rischio.

Alcuni studi hanno effettivamente dimostrato che chi consuma regolarmente avena tende ad avere un indice di massa corporea inferiore rispetto a chi non la include nella propria dieta. Uno studio randomizzato in doppio cieco condotto su soggetti in sovrappeso e obesi ha rilevato che circa il 90 per cento dei partecipanti che utilizzavano avena ha ridotto il proprio peso corporeo, mentre nessuna perdita significativa è stata registrata nel gruppo placebo. Il gruppo che consumava avena ha anche registrato riduzioni dei livelli di colesterolo, della circonferenza vita e miglioramenti della funzionalità epatica.

Tuttavia, questi benefici erano associati all’inserimento dell’avena in un piano alimentare equilibrato, non alla sostituzione di pasti interi con una bevanda ipocalorica. L’avena rappresenta un’ottima scelta per la colazione grazie al suo contenuto di fibre, proteine e carboidrati complessi, ma il suo consumo dovrebbe avvenire nel contesto di una dieta varia e bilanciata, non come unico o principale fonte nutrizionale.

I rischi delle diete liquide prolungate sono ben documentati dalla letteratura scientifica. Uno studio della Northwestern University ha seguito tre gruppi di adulti sani impegnati in diverse tipologie di diete detox, concludendo che bastano anche solo tre giorni di alimentazione basata esclusivamente su succhi e frullati per danneggiare l’organismo. Le diete liquide possono causare abbassamento eccessivo dell’apporto calorico, stanchezza, calo della massa muscolare, difficoltà di concentrazione e alterazioni del metabolismo se protratte nel tempo.

Gli esperti concordano nell’affermare che l’integrazione dell’avena nella dieta è consigliata per migliorare il controllo glicemico e aumentare la sazietà, soprattutto in persone in sovrappeso lieve o che vogliono prevenire il diabete. I farmaci agonisti del recettore GLP-1 come Ozempic e Wegovy rimangono invece riservati a pazienti con obesità severa o diabete di tipo 2, da utilizzare esclusivamente sotto stretto controllo medico.

La dottoressa Renata Alleva, nutrizionista specializzata in scienza dell’alimentazione, ha commentato che mentre i beta-glucani hanno dimostrato capacità di migliorare la tolleranza al glucosio e ridurre l’adiposità in studi su modello animale, l’estrapolazione di questi risultati all’essere umano richiede cautela. Il consumo di avena come parte di una colazione equilibrata può certamente contribuire a un piano di gestione del peso, ma non può sostituire un approccio nutrizionale completo né tantomeno l’efficacia di farmaci specificamente sviluppati per il trattamento dell’obesità.

Il professor Enzo Spisni, fisiologo della nutrizione dell’Università di Bologna, ha ribadito che le diete liquide utilizzate a fini medici per periodi molto limitati hanno una funzione specifica e sono fondamentali in contesti diagnostici. Non sono invece giustificabili quelle finalizzate al dimagrimento veloce, che risultano sempre sconsigliabili per i rischi che comportano. Un pasto liquido occasionale non è dannoso, ma non può essere adottato come piano alimentare di medio o lungo termine.

La questione dell’Oatzempic solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra social media, salute pubblica e industria alimentare. L’effetto Ozempic, come viene definito dagli analisti di mercato, sta trasformando radicalmente il settore alimentare globale. I consumatori stanno modificando attivamente il loro approccio all’alimentazione, orientandosi verso la gestione della sazietà e della glicemia, con implicazioni profonde per categorie merceologiche come snack, bevande zuccherate e porzioni alimentari.

GlobalData, azienda internazionale di ricerca ed elaborazione dati di mercato, ha identificato l’ascesa dei farmaci GLP-1 come una delle principali tendenze che caratterizzeranno il 2026. L’influenza di questi farmaci sta portando a una riduzione delle porzioni e a una maggiore richiesta di opzioni proteiche e a basso contenuto calorico, mettendo in crisi intere categorie di prodotti. In questo contesto, trend come l’Oatzempic rappresentano tentativi di risposta dal basso a trasformazioni più ampie del panorama della salute e dell’alimentazione.

La posizione unanime della comunità scientifica è che non esistono soluzioni rapide o miracolose per la perdita di peso sostenibile. Il professor Frank Duca della University of Arizona, primo firmatario dello studio sui beta-glucani pubblicato sul Journal of Nutrition, ha sottolineato come le fibre siano importanti e benefiche, ma che esistono molti tipi diversi con effetti differenziati. Uno stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, rimane la base imprescindibile per qualsiasi percorso di gestione del peso.

Per chi desidera perdere peso in modo sano ed efficace, gli specialisti raccomandano di rivolgersi a professionisti qualificati come dietisti, nutrizionisti o medici specializzati in scienze dell’alimentazione. Un piano personalizzato che tenga conto delle esigenze individuali, delle condizioni di salute preesistenti e degli obiettivi realistici rappresenta l’unico approccio sicuro ed efficace nel lungo termine. L’avena può certamente far parte di questo piano, ma come componente di una dieta varia e bilanciata, non come bevanda miracolosa consumata in isolamento.