AttualitàGarattini e la dieta della longevità: “Mangiare poco, ma meglio”Nessuna formula magica, solo buon senso: Garattini insegna ai giovani (e non solo) come le piccole scelte quotidiane possano allungare la vita, partendo dal piatto.Giorgio Loda • 28 Gennaio 2026, 18:52 Guarda le VideoricetteSeguici su YouTube Anelli di Zucchine Seguici su YouTube! Anelli di Zucchine Nel panorama affollato di mode alimentari, rivoluzioni detox e regimi estremi, la voce di Silvio Garattini si alza come un invito alla sobrietà e alla consapevolezza. A 95 anni, il farmacologo e fondatore dell’Istituto Mario Negri pubblica “Non è mai troppo tardi” (Piemme), un libro dedicato soprattutto ai giovani, per trasmettere l’idea che la longevità non è un traguardo da rincorrere a una certa età, ma una costruzione quotidiana che inizia presto. Eppure il suo messaggio è universale: anche chi ha già percorso un lungo tratto di strada può scegliere di migliorare il proprio stile di vita.Al centro della sua proposta alimentare ci sono tre domande essenziali – cosa, quanto e quando mangiare – che rivelano un approccio lucido e pratico alla nutrizione. Nessuna demonizzazione, nessun superfood miracoloso, solo una raccomandazione che sembra quasi disarmante per semplicità: mangiare poco, in modo vario e regolare. Una dieta ricca di frutta e verdura, cereali integrali e pesce, con un uso contenuto di carne rossa e grassi animali, in favore dell’olio extravergine d’oliva. Ma, soprattutto, evitare gli eccessi. Non è un elenco rigido, bensì una bussola per orientarsi nel quotidiano, dove il piacere del cibo convive con l’intelligenza della scelta.Garattini mette in discussione anche il dogma degli orari standard: ciò che conta, sostiene, è adattare i pasti al proprio ritmo di vita, lasciando al corpo il tempo di digerire e recuperare. Il digiuno intermittente, oggi tanto in voga, può essere utile ma non è una formula magica: funziona solo se inserito in un contesto di equilibrio e consapevolezza. L’autodisciplina, dice, non è una privazione, ma un allenamento alla libertà, una forma di educazione che inizia da bambini e che lui stesso ha appreso da un padre esemplare.Accanto all’alimentazione, Garattini non dimentica l’importanza del movimento: ogni giorno cammina almeno cinque chilometri, e invita a riscoprire l’attività fisica come parte integrante del benessere. Perché la salute, spiega, non è un dono passivo ma una responsabilità attiva, che richiede cura e attenzione quotidiana. Vivere a lungo non è solo questione di genetica o fortuna, ma il frutto di scelte ripetute nel tempo, guidate dalla volontà di migliorarsi.Il libro di Garattini non è dunque una guida dietetica, ma un manifesto etico sulla salute come forma di rispetto per sé stessi. E se, come lui afferma, davvero “non è mai troppo tardi”, allora ogni lettore può scegliere di iniziare oggi, con un pasto più leggero, una passeggiata in più o una decisione più consapevole. Perché vivere meglio non è un traguardo per pochi, ma una possibilità concreta, giorno dopo giorno.