Vai al contenuto

Despar Richiama Filetti di Nasello Surgelati

Richiamato in via precauzionale il lotto 14102025 di filetti di nasello atlantico surgelati Despar per possibile presenza di corpi estranei nelle confezioni da 800 grammi.
20 Gennaio 2026, 11:31
Despar Richiama Filetti di Nasello Surgelati
Anelli di Zucchine
Seguici su YouTube!
Anelli di Zucchine

I supermercati della catena Despar hanno disposto il richiamo precauzionale di un lotto di filetti di nasello atlantico surgelati commercializzati con il proprio marchio, a seguito della segnalazione di una possibile presenza di corpi estranei all’interno delle confezioni. La misura, adottata in via cautelativa per tutelare la sicurezza dei consumatori, riguarda specificamente le confezioni da 800 grammi al netto della glassatura, identificate dal numero di lotto 14102025 e contraddistinte dal termine minimo di conservazione (TMC) fissato al mese di ottobre 2027.

Il prodotto oggetto del richiamo è stato realizzato dall’azienda portoghese Mar Cabo – Produtos Congelados Lda per conto di DesparItalia Scarl, società consortile che coordina le attività della rete Despar sul territorio nazionale. Lo stabilimento di produzione è localizzato in Lugar das Carvalhas, Armazém 7, nel comune di Matosinhos, situato nella regione metropolitana di Porto, in Portogallo, e riporta il marchio di identificazione europeo PT R 0291 01 P CE, che certifica il rispetto degli standard sanitari previsti dalla normativa comunitaria per gli stabilimenti che trattano prodotti ittici destinati al consumo umano.

La decisione di procedere con il richiamo rientra nelle procedure di gestione del rischio alimentare che le aziende della grande distribuzione sono tenute ad attivare quando emergono potenziali criticità nella filiera produttiva o distributiva. La presenza di corpi estranei negli alimenti rappresenta una delle cause più frequenti di richiamo nel settore ittico surgelato, dove il processo di lavorazione prevede numerose fasi di manipolazione del prodotto, dalla cattura alla filettatura, fino al confezionamento finale. Sebbene le linee produttive siano dotate di sistemi di controllo qualità e metal detector per individuare eventuali contaminazioni, non sempre è possibile intercettare frammenti di piccole dimensioni o materiali non metallici.

Despar ha raccomandato ai consumatori che abbiano acquistato il prodotto interessato dal richiamo di non procedere al consumo dei filetti di nasello e di restituire le confezioni presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto. La catena distributiva non ha fornito ulteriori dettagli circa la natura specifica dei corpi estranei rilevati, informazione che sarebbe stata utile per comprendere meglio l’origine della contaminazione e valutare il potenziale rischio per i consumatori. La mancanza di questa specificazione rappresenta una lacuna comunicativa che si riscontra frequentemente negli avvisi di richiamo, dove spesso prevale un approccio prudenziale che privilegia la tempestività dell’intervento rispetto alla completezza dell’informazione.

Il fenomeno dei richiami alimentari ha registrato un incremento costante negli ultimi anni, sia per effetto di controlli più stringenti da parte delle autorità competenti, sia per una maggiore sensibilità delle aziende verso la sicurezza alimentare e la tutela della reputazione del marchio. Nel solo mese di gennaio 2026, il sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi ha segnalato diverse decine di richiami sul territorio nazionale, coinvolgendo prodotti di diverse categorie merceologiche, dai latticini ai prodotti ittici, dalle carni ai prodotti da forno. Questo dato evidenzia come il sistema di autocontrollo e tracciabilità implementato dalle aziende del settore alimentare sia diventato più efficiente nell’individuare tempestivamente le non conformità.

Il caso dei filetti di nasello Despar si inserisce in un contesto più ampio di problematiche legate alla sicurezza dei prodotti ittici surgelati, un comparto che negli ultimi anni ha dovuto affrontare diverse criticità, dalla presenza di metalli pesanti alla contaminazione microbiologica, fino alla presenza di parassiti non correttamente inattivati durante il processo di congelamento. Il settore ittico rappresenta infatti uno dei più delicati dal punto di vista della sicurezza alimentare, considerando la complessità della filiera che spesso coinvolge diverse fasi di lavorazione in paesi differenti, con standard qualitativi non sempre omogenei.

La produzione di filetti di nasello surgelati prevede un processo articolato che inizia con la selezione del pesce fresco, prosegue con le operazioni di decapitazione, eviscerazione e filettatura, quindi con il lavaggio, la glassatura protettiva e il confezionamento finale. In ciascuna di queste fasi possono verificarsi contaminazioni accidentali, sia di natura biologica che fisica. I corpi estranei più comuni rinvenuti nei prodotti ittici lavorati includono frammenti di plastica provenienti dai contenitori o dalle attrezzature di lavorazione, residui metallici derivanti dall’usura dei macchinari, frammenti ossei non completamente rimossi durante la filettatura, oppure materiali estranei presenti nell’ambiente di cattura o di allevamento del pesce.

La normativa europea in materia di sicurezza alimentare impone alle aziende del settore alimentare di implementare sistemi di autocontrollo basati sui principi dell’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), che prevedono l’identificazione dei punti critici del processo produttivo e l’adozione di misure preventive e correttive per garantire la sicurezza del prodotto finale. Quando questi sistemi rilevano una non conformità o quando vengono segnalate anomalie da parte dei consumatori o delle autorità di controllo, le aziende sono tenute ad attivare immediatamente le procedure di ritiro o richiamo del prodotto dal mercato, informando contestualmente i consumatori attraverso gli appositi canali di comunicazione.

Il richiamo disposto da Despar riguarda esclusivamente il lotto 14102025, circostanza che suggerisce come la problematica sia circoscritta a una specifica partita produttiva e non estesa all’intera produzione dello stabilimento portoghese. Questa precisione nella delimitazione del richiamo consente di minimizzare l’impatto economico per l’azienda e di ridurre i disagi per i consumatori, evitando di generare allarmi ingiustificati su prodotti che non presentano criticità. Tuttavia, la presenza di un termine minimo di conservazione così esteso nel tempo (ottobre 2027) indica che il prodotto è stato immesso sul mercato diversi mesi prima del richiamo, circostanza che rende più complessa l’operazione di tracciamento e recupero delle confezioni già acquistate dai consumatori.

I consumatori che hanno acquistato il prodotto richiamato e intendono restituirlo al punto vendita hanno diritto al rimborso integrale della spesa sostenuta, indipendentemente dalla presentazione dello scontrino fiscale, come previsto dalle procedure standard adottate dalla grande distribuzione in caso di richiamo precauzionale. È importante sottolineare che la restituzione del prodotto non comporta alcun onere aggiuntivo per il consumatore e che l’operazione di rimborso deve essere gestita con la massima tempestività da parte degli esercizi commerciali, che fungono da intermediari tra l’azienda produttrice e il consumatore finale.

La vicenda evidenzia ancora una volta l’importanza di un sistema di tracciabilità efficiente lungo tutta la filiera alimentare, dalla produzione alla distribuzione, fino al consumo finale. La possibilità di identificare con precisione il lotto di produzione consente infatti di circoscrivere rapidamente l’ambito del richiamo e di adottare le necessarie misure correttive, limitando i potenziali rischi per la salute pubblica. Al contempo, la comunicazione tempestiva e trasparente verso i consumatori rappresenta un elemento fondamentale per mantenere la fiducia nel sistema di sicurezza alimentare e per garantire che le misure precauzionali adottate raggiungano efficacemente i destinatari.