AttualitàSpaghetti di Gragnano Garofalo, Eurospin o Lidl? Ecco le marche migliori e quelle con tracce di micotossineTra pastifici storici e discount, il test riserva sorprese anche sotto i 2 euro al chilo: tutti i voti delle dodici marche e i tre campioni con DON, sempre entro i limiti di legge.Andrea Bosetti • 15 Ottobre 2026, 12:02Davanti allo scaffale della pasta, tra confezioni dei pastifici storici e linee dei discount, la differenza di prezzo può far pensare a una distanza altrettanto grande nella qualità, ma il confronto tra dodici prodotti con il marchio Pasta di Gragnano IGP racconta una storia più interessante. Accanto alle proposte più costose compaiono infatti spaghetti che, pur costando meno di due euro al chilo al momento dell’indagine, hanno ottenuto valutazioni vicine al massimo.A mettere a confronto le dodici marche è stato Il Salvagente, con un test pubblicato nel giugno 2025, che ha esaminato la presenza di pesticidi e della micotossina deossinivalenolo, conosciuta come DON, insieme a parametri quali umidità e contenuto proteico. Il risultato generale è positivo: nei campioni non sono stati rilevati i pesticidi ricercati, glifosato compreso, mentre il DON è stato individuato in tre prodotti, sempre a concentrazioni inferiori al limite europeo. Una precisazione essenziale per leggere correttamente la classifica: nessuno dei tre campioni è risultato fuori norma per questa micotossina.Il primo posto va agli spaghettoni Afeltra, con 10 punti, proposti al momento del test a 7,80 euro al chilo. Realizzati con grano italiano, presentavano un contenuto proteico di 14 grammi per 100 grammi e un’umidità dell’8,18%, senza DON rilevabile. Alle loro spalle si collocano gli spaghetti Coop Fiorfiore L’Arte Antica di Gragnano, con 9,8 punti, a 4 euro al chilo: anche in questo caso grano italiano e micotossina non rilevata, con proteine pari a 14,1 grammi per 100 grammi.Il confronto diventa particolarmente interessante scendendo di prezzo. Gli spaghetti Garofalo conquistano il terzo posto con 9,7 punti, a fronte di un costo rilevato di 2,50 euro al chilo. Il campione, prodotto con grano italiano e statunitense proveniente dall’Arizona, non mostrava DON rilevabile e raggiungeva 14,1 grammi di proteine per 100 grammi. Subito dopo arrivano gli spaghetti Eurospin Amo Essere Eccellente, quarti con 9,6 punti e un prezzo di 1,98 euro al chilo: grano UE e non UE, proteine a 13,9 grammi e nessuna presenza rilevabile della micotossina. È uno dei risultati che mostrano più chiaramente quanto il prezzo, da solo, non basti a prevedere la valutazione finale.Al quinto posto figurano gli spaghettoni del Pastificio Faella, con 9,1 punti, venduti a 7,80 euro al chilo, lo stesso prezzo di Afeltra. Il campione utilizzava grano italiano, conteneva 13,6 grammi di proteine per 100 grammi e non presentava DON rilevabile. Seguono gli spaghetti alla chitarra Conad Sapori&Dintorni, sesti con 8,5 punti e un prezzo di 3 euro al chilo. In questo prodotto, realizzato con grano italiano e con un contenuto proteico di 14 grammi, il laboratorio ha misurato 54 microgrammi di DON per chilo.La parte successiva della graduatoria comprende gli spaghettoni Carrefour Terre d’Italia, settimi con 7,9 punti, a 2,58 euro al chilo, e gli spaghetti MD Lettere dall’Italia, ottavi con 7,7 punti, a 1,98 euro al chilo. Entrambi dichiaravano grano italiano e non presentavano DON rilevabile; il contenuto proteico risultava rispettivamente di 13,3 e 13,2 grammi per 100 grammi. Gli spaghetti Liguori, riportati al nono posto, ottengono lo stesso voto di MD, 7,7, con un prezzo di 2,70 euro al chilo, grano italiano e 13,1 grammi di proteine, senza micotossina rilevata.Al decimo posto si trovano gli spaghetti Todis L’Arte delle Specialità Sole di Gragnano, con 7,6 punti, a 2 euro al chilo. Il campione, con grano UE e non UE, aveva un contenuto proteico di 13,1 grammi e un’umidità del 10,04%, la più alta del gruppo, senza DON rilevabile. Chiudono la classifica gli spaghetti Esselunga Top, undicesimi con 7,2 punti, a 3,98 euro al chilo, e gli spaghetti Lidl Italiamo, dodicesimi con 6,7 punti, a 1,88 euro al chilo. Entrambi utilizzavano grano italiano: nel primo sono stati misurati 75 microgrammi di DON per chilo, nel secondo 116 microgrammi.Sono dunque Conad Sapori&Dintorni, Esselunga Top e Lidl Italiamo i tre prodotti nei quali il test ha individuato quantità rilevabili di deossinivalenolo. Il valore maggiore, quello del campione Lidl, resta comunque inferiore a un quinto del limite di 600 microgrammi per chilo previsto per la pasta secca, introdotto dal regolamento europeo 2024/1022. La posizione in fondo alla graduatoria non va quindi confusa con una bocciatura per superamento delle soglie di legge.Il DON appartiene alle micotossine prodotte da funghi del genere Fusarium, che possono contaminare i cereali. Come spiega l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, queste sostanze possono entrare nella catena alimentare attraverso contaminazioni delle colture prima o dopo il raccolto. La loro presenza richiede controlli e valutazioni dell’esposizione, ma rilevare una micotossina non equivale automaticamente a dimostrare che quel prodotto provochi un danno alla salute. Allo stesso modo, quando una sostanza non viene rilevata, il risultato va riferito alla sensibilità del metodo utilizzato: non significa poter escludere qualsiasi quantità infinitesimale.Anche l’origine della materia prima merita una lettura attenta. Nove prodotti su dodici dichiaravano esclusivamente grano italiano, mentre Garofalo impiegava anche grano dell’Arizona ed Eurospin e Todis miscele UE e non UE. La denominazione Gragnano IGP tutela il luogo e il metodo di produzione della pasta, senza imporre l’impiego esclusivo di grano italiano. Nel confronto, inoltre, l’origine del grano non ha determinato il giudizio finale: i risultati non consentono di attribuire automaticamente una maggiore sicurezza a una provenienza rispetto a un’altra.Il dato più utile per chi acquista resta quindi il rapporto tra valutazione e costo: Afeltra raggiunge il massimo, ma Garofalo ed Eurospin si avvicinano al vertice con prezzi sensibilmente inferiori. Si tratta, però, della fotografia di specifici campioni analizzati nel 2025: prezzi, etichette e caratteristiche dei lotti oggi in vendita possono essere cambiati, e i risultati non rappresentano una garanzia permanente su tutta la produzione dei marchi.