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Ritirati brie francese e pancetta affumicata: Lotti da Non Consumare!

Due richiami per Listeria monocytogenes pubblicati il 15 settembre: un lotto di brie prodotto in Francia e distribuito da Bayernland, collegato allo speck e brie Re di Sapori di Migross, e un lotto di pancetta affumicata del Salumificio Campidanese Su Sartizzu di Monastir.
16 Settembre 2026, 14:54
Ritirati brie francese e pancetta affumicata: Lotti da Non Consumare!

Il Ministero della Salute ha pubblicato il 15 settembre 2026, sul portale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare, due nuovi richiami di prodotti alimentari motivati entrambi dal rischio microbiologico legato alla presenza di Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi. I provvedimenti riguardano un lotto di brie prodotto in Francia e distribuito in Italia da Bayernland Srl e un lotto di pancetta affumicata a marchio Salumificio Campidanese Su Sartizzu, realizzata in provincia di Cagliari, in una sequenza di segnalazioni che si inserisce in una fase particolarmente densa di allerte per formaggi a pasta molle e salumi.

Il primo avviso riguarda un lotto di brie commercializzato in forme da circa 1 chilogrammo con confezione neutra, priva quindi di un marchio commerciale riconoscibile sul packaging, il cui distributore è Bayernland Srl. Il numero di lotto interessato è BXCG1, con termine minimo di conservazione fissato al 20 settembre 2026, e il motivo indicato sul documento del Ministero è un potenziale rischio microbiologico dovuto a Listeria monocytogenes. Il formaggio è stato prodotto dall’azienda francese SASU Pâturages Comtois nello stabilimento di rue de la Fromagerie, ad Aboncourt-Gesincourt, nel dipartimento dell’Alta Saona, identificato dal marchio FR 70.002.001 CE.

Un elemento che ha attirato l’attenzione degli osservatori del settore riguarda la tempistica della pubblicazione, dal momento che il provvedimento di richiamo reca la data del 1 settembre 2026 ma è stato reso pubblico dal Ministero della Salute soltanto il 15 settembre, con un intervallo di due settimane rispetto alla decisione dell’operatore. Tale scarto temporale ha un peso non trascurabile nel caso di un prodotto con scadenza ravvicinata, poiché il termine minimo di conservazione del lotto è collocato a soli cinque giorni dalla diffusione dell’avviso e una parte delle forme potrebbe essere già stata consumata o porzionata nella distribuzione al dettaglio, in particolare nei banchi gastronomia dove il brie viene venduto al taglio.

Il richiamo del formaggio francese è direttamente collegato a un altro provvedimento emerso nei giorni precedenti, ossia quello relativo a tre lotti di speck e brie in vassoio a marchio Re di Sapori, prodotto commercializzato dalla catena Migross in confezioni da 90 grammi in atmosfera protettiva. Il Prosciuttificio San Michele, che confeziona il prodotto per Migross nello stabilimento di Traversetolo, in provincia di Parma, ha attivato il richiamo proprio a causa della presenza di Listeria monocytogenes nel brie fornito da Bayernland e prodotto da SASU Pâturages Comtois. I lotti coinvolti sono F262260011, con termine minimo di conservazione al 3 ottobre 2026, e F262190146 e F262190143, entrambi con scadenza al 26 settembre 2026. Anche in questo caso il provvedimento era datato 2 settembre ma è stato diffuso dal Ministero e dalla stessa catena distributiva soltanto a metà mese.

La vicenda evidenzia il meccanismo a catena tipico delle allerte alimentari che coinvolgono ingredienti impiegati in preparazioni composte, poiché una contaminazione rilevata in una materia prima si propaga a tutti i prodotti finiti che la contengono, moltiplicando i lotti da ritirare e i punti vendita interessati. Il brie prodotto in Alta Saona risulta quindi al centro di almeno due distinti procedimenti di richiamo, uno relativo alle forme intere distribuite da Bayernland e uno relativo al prodotto trasformato a marchio Re di Sapori, e non è escluso che ulteriori segnalazioni possano seguire qualora lo stesso lotto sia stato fornito ad altri trasformatori.

Il secondo avviso pubblicato dal Ministero riguarda invece un prodotto interamente italiano. Si tratta di un lotto di pancetta affumicata a marchio Salumificio Campidanese Su Sartizzu, venduta in pezzi del peso di circa 1,7 chilogrammi e identificata dal numero di lotto 040626, con termini minimi di conservazione variabili a seconda della confezione. La ragione del provvedimento è anche qui la presenza di Listeria monocytogenes, rilevata nel corso dei controlli sul prodotto. Il salume è stato realizzato nello stabilimento del Salumificio Campidanese situato nella zona artigianale Is Argiddas, nel comune di Monastir, nella città metropolitana di Cagliari, identificato dal marchio T 9-3701/L.

Per entrambi i prodotti le indicazioni riportate sugli avvisi sono quelle consuete nei casi di rischio microbiologico, ovvero l’invito a non consumare le confezioni appartenenti ai lotti indicati e a restituirle al punto vendita dove sono state acquistate per la sostituzione o il rimborso. L’avviso relativo al brie aggiunge inoltre l’indicazione di rivolgersi al proprio medico in caso di avvenuto consumo o di comparsa di sintomi sospetti, una precisazione che riflette le caratteristiche cliniche della listeriosi.

La listeriosi è un’infezione di origine alimentare che nella maggior parte dei soggetti sani si manifesta in forma lieve o resta asintomatica, ma che può assumere andamento grave nelle persone anziane, negli individui con sistema immunitario compromesso e nelle donne in gravidanza, per le quali il rischio riguarda anche il feto. Una peculiarità del batterio è la sua capacità di moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione, il che rende i formaggi a pasta molle e i prodotti pronti al consumo conservati a lungo in frigorifero categorie particolarmente esposte. Il periodo di incubazione, che può estendersi per diverse settimane, rende inoltre difficile ricondurre i sintomi a un alimento specifico e costituisce una delle ragioni per cui la tempestività nella diffusione dei richiami assume un rilievo sanitario concreto.

I due provvedimenti si aggiungono a un elenco già ampio di richiami per Listeria registrati nelle ultime settimane, tra cui quello di un lotto di brie a marchio Mon Sire diffuso a metà agosto, quello di una caciotta di pecora primo sale e quello di diversi lotti di insalata di riso confezionata, a conferma di una stagione in cui i formaggi freschi e i piatti pronti hanno rappresentato una quota significativa delle segnalazioni. Secondo il conteggio tenuto da Il Fatto Alimentare, dall’inizio del 2026 sono stati segnalati 185 tra richiami e ritiri, per un totale di 430 prodotti riconducibili ad aziende e marchi differenti, un dato che restituisce la dimensione del fenomeno e l’intensità dei controlli lungo la filiera.

Il sistema dei richiami alimentari in Italia si fonda sulla responsabilità degli operatori del settore, che sono tenuti ad attivare il ritiro dal mercato e a informare le autorità competenti quando dispongono di elementi che indicano una non conformità ai requisiti di sicurezza, mentre il Ministero della Salute pubblica sul proprio portale gli avvisi trasmessi dalle imprese affinché raggiungano il consumatore finale. Il caso del brie francese e dei prodotti derivati, con lo scarto di due settimane tra la data dei provvedimenti e la loro diffusione pubblica, ripropone il tema dei tempi di trasmissione lungo la catena tra operatori, autorità sanitarie locali e Ministero, un aspetto che incide direttamente sull’efficacia della misura quando i prodotti interessati hanno una vita commerciale breve.