AttualitàRitirate Uova per Salmonella, Scatta il Maxi-RichiamoIl Ministero della Salute segnala il richiamo di uova da allevamento a terra a marchio Fattorie Natura (Coop) e Despar, lotto H 10813 con scadenza 27/09/2026, per presenza di Salmonella spp sul guscio. Le uova sono prodotte dalla Società Agricola Fiorin di Codigoro (Ferrara).Andrea Bosetti • 15 Settembre 2026, 14:31Si allarga il fronte dei richiami di uova fresche per rischio Salmonella. Il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare la segnalazione, effettuata dall’operatore, del richiamo di un lotto di uova da allevamento a terra commercializzate con due marchi della grande distribuzione, Fattorie Natura, insegna a marchio privato di Coop, e Despar. La motivazione riportata nei documenti ufficiali è la presenza di Salmonella spp sul guscio delle uova, una circostanza che ha portato l’azienda produttrice e le catene distributrici ad attivare la procedura di ritiro dal mercato e di richiamo presso i consumatori, in conformità con quanto previsto dalla normativa europea in materia di sicurezza alimentare.I prodotti oggetto del provvedimento sono venduti in confezioni da 6 uova e sono identificabili attraverso due elementi riportati sull’imballaggio, ovvero il numero di lotto H 10813 e la data di scadenza 27/09/2026. Il fatto che entrambi i marchi condividano lo stesso lotto e la stessa data di scadenza indica che le uova provengono da un’unica partita produttiva, confezionata e poi distribuita alle due insegne con etichette differenti, secondo una prassi comune nel settore delle private label della grande distribuzione organizzata, dove un solo stabilimento fornisce contemporaneamente più catene con il medesimo prodotto.Il produttore e lo stabilimentoLe uova richiamate sono state prodotte dalla Società Agricola Fiorin di Lionello &C SS per conto di Coop Italia e di Despar Italia. Lo stabilimento di produzione si trova in via per Ferrara 24/B a Codigoro, comune in provincia di Ferrara situato nel basso ferrarese, nell’area del Delta del Po, ed è identificato dal codice IT 03010 e dall’autorizzazione CE C3Y0J. Questi riferimenti, insieme al numero di lotto e alla data di scadenza, consentono ai consumatori di verificare con precisione se le confezioni acquistate rientrino tra quelle interessate dal richiamo, dal momento che il codice dello stabilimento è riportato sia sulla confezione sia, per legge, direttamente sul guscio di ciascun uovo, preceduto dalla cifra che indica il metodo di allevamento e dalla sigla del Paese di produzione.Il richiamo è stato formalizzato attraverso due distinti avvisi, uno per il marchio Fattorie Natura di Coop e uno per il marchio Despar, entrambi pubblicati nella sezione del sito del Ministero della Salute in cui vengono raccolte le comunicazioni degli operatori del settore alimentare relative ai prodotti ritirati per motivi di sicurezza. Nei documenti l’operatore indica come rischio la presenza di Salmonella spp sul guscio e riporta le avvertenze standard rivolte ai consumatori, che vengono invitati a non consumare le uova con il lotto e la scadenza indicati e a restituirle al punto vendita presso il quale sono state acquistate.La contaminazione del guscio e il rischio microbiologicoLa dicitura Salmonella spp, utilizzata nell’avviso, indica genericamente la presenza di batteri appartenenti al genere Salmonella senza specificare il sierotipo isolato, a differenza di altri richiami recenti nei quali sono state indicate esplicitamente Salmonella Enteritidis o Salmonella Typhimurium, i due sierotipi più frequentemente associati alle infezioni alimentari nell’uomo. La localizzazione sul guscio, anziché all’interno dell’uovo, rappresenta una modalità di contaminazione ben nota alle autorità sanitarie, legata al contatto delle uova con materiale fecale durante la deposizione o nelle fasi successive di raccolta e confezionamento, ed è per questo motivo che i piani di controllo prevedono campionamenti sistematici anche sulla superficie esterna dei prodotti.La salmonellosi è una tossinfezione alimentare che colpisce l’apparato gastrointestinale e che si manifesta, secondo la letteratura sanitaria, con sintomi quali diarrea, dolori addominali, febbre, nausea e vomito, con un periodo di incubazione compreso generalmente tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e un decorso che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente in alcuni giorni. Le categorie considerate più vulnerabili sono i bambini piccoli, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone immunodepresse, per le quali le autorità sanitarie segnalano la possibilità di complicanze più severe. Il batterio viene inattivato dalla cottura completa, mentre le preparazioni che prevedono l’uso di uova crude o poco cotte, come alcune salse, creme e dolci, rappresentano la principale via di esposizione negli episodi documentati.Un anno segnato da numerosi richiamiIl provvedimento che coinvolge Fattorie Natura e Despar si inserisce in una sequenza di richiami che ha interessato il comparto delle uova fresche nel corso del 2026. Nei mesi precedenti il Ministero della Salute ha infatti pubblicato diversi avvisi analoghi: a luglio erano state richiamate tre confezioni di uova da allevamento all’aperto a marchio AIA e Selex, prodotte da Agricola Tre Valli con scadenza al 4 agosto, per possibile presenza di Salmonella Enteritidis, mentre a giugno il richiamo aveva riguardato nove lotti di uova biologiche a marchio Bio Fattoria per isolamento di Salmonella Typhimurium. Sempre a luglio erano stati segnalati ritiri di uova prodotte da aziende dell’area emiliana, a conferma di una vigilanza sanitaria che, attraverso i controlli ufficiali e gli autocontrolli aziendali, continua a intercettare partite non conformi prima o durante la loro immissione sul mercato.Il sistema dei richiami alimentari in Italia si basa sul Regolamento europeo 178/2002, che impone agli operatori del settore l’obbligo di ritirare dal mercato i prodotti non sicuri e di informare le autorità competenti e i consumatori quando il prodotto può essere già arrivato nelle case. Le comunicazioni vengono quindi raccolte e rese pubbliche dal Ministero della Salute, che dal 2017 gestisce una sezione del proprio portale dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare, consultabile liberamente e aggiornata con i modelli compilati dagli stessi operatori. Nel caso delle uova, la tracciabilità è garantita dal codice stampigliato sul guscio, che permette di risalire in ogni momento al metodo di allevamento, al Paese, alla provincia, al comune e allo specifico stabilimento di produzione.Cosa prevede la procedura per i consumatoriCome indicato negli avvisi pubblicati dal Ministero, chi ha acquistato confezioni da 6 uova a marchio Selex, Fattorie Natura o Despar con lotto H 10813 e scadenza 27/09/2026 è invitato dall’operatore a non consumarle e a riportarle al punto vendita, dove è prevista la sostituzione o il rimborso, secondo le procedure abitualmente applicate dalle catene distributive nei casi di richiamo per motivi di sicurezza. Le confezioni ancora presenti nei negozi dovrebbero essere già state rimosse dagli scaffali da parte del personale, mentre la comunicazione pubblica ha lo scopo di raggiungere i consumatori che le hanno acquistate nei giorni scorsi e che potrebbero conservarle in frigorifero, considerata la data di scadenza ancora relativamente lontana rispetto al momento della pubblicazione dell’avviso.Coop Italia e Despar Italia, in qualità di soggetti che commercializzano il prodotto con i propri marchi, risultano responsabili dell’informazione ai clienti attraverso i canali abituali, tra cui la cartellonistica esposta nei punti vendita e le sezioni dedicate ai richiami sui rispettivi siti internet. La Società Agricola Fiorin, dal canto suo, è tenuta a collaborare con le autorità sanitarie territoriali per l’individuazione delle cause della contaminazione e per la verifica delle misure correttive adottate nello stabilimento di Codigoro, secondo le procedure previste dal sistema di autocontrollo HACCP e dai controlli ufficiali del servizio veterinario dell’azienda sanitaria competente.