AttualitàA settembre torna la Festa del Gorgonzola: risotto, polenta e altre specialità con uno dei formaggi più amati d’ItaliaIl 19 e 20 settembre il centro storico di Gorgonzola ospita la sagra nazionale dedicata all’erborinato DOP, tra risotteria, polenteria e stand di degustazione.Andrea Bosetti • 31 Agosto 2026, 11:29Il calendario enogastronomico lombardo di fine estate torna a ruotare attorno a un formaggio erborinato che ha dato il proprio nome al comune che lo celebra: la Sagra Nazionale del Gorgonzola, promossa dalla Pro Loco di Gorgonzola, nella Città metropolitana di Milano, è in programma per il fine settimana del 19 e 20 settembre e occuperà, come nelle edizioni precedenti, l’intero centro storico del paese della Martesana, dalle vie del nucleo antico fino all’area del capolinea metropolitano. Due giornate di degustazioni, stand gastronomici, mercati di prodotti tipici e appuntamenti culturali costruite attorno a un unico protagonista, il Gorgonzola DOP, proposto sia in purezza sia come ingrediente di preparazioni salate e dolci.Due giorni nel centro storico della MartesanaLa manifestazione si sviluppa lungo un percorso pedonale che attraversa il tessuto urbano del comune alle porte di Milano, con centinaia di espositori del settore agroalimentare provenienti da diverse regioni italiane, punti di degustazione diffusi e banchi dedicati alla vendita del formaggio a forme intere o a porzioni, nelle diverse tipologie previste dal disciplinare. Accanto alla componente gastronomica il programma prevede tradizionalmente spettacoli musicali, mostre, iniziative per i più piccoli e momenti divulgativi dedicati alla filiera lattiero-casearia, con dimostrazioni sulla mungitura e sulla lavorazione del latte. La partecipazione della banda cittadina, con la sfilata prevista nella mattinata di domenica, rappresenta uno degli elementi ricorrenti della kermesse, che negli anni ha affiancato alla dimensione strettamente alimentare un impianto di festa civica.Risotteria, polenteria e osteria: la mappa dei punti di ristoroL’articolazione dell’offerta gastronomica ricalca uno schema consolidato, che distribuisce sul territorio comunale postazioni tematiche affidate ai volontari delle associazioni locali. Nelle edizioni recenti la risotteria è stata collocata in piazza De Gasperi, la polenteria in largo degli Alpini insieme all’osteria della Pro Loco, mentre piazza Cagnola ha ospitato la postazione dedicata agli gnocchi. Il repertorio proposto comprende maccheroni con salsiccia e gorgonzola, ravioli con patate e porri, lasagne, polenta accompagnata dal formaggio fuso, risotti mantecati e secondi piatti di carne insaporiti con l’erborinato, oltre a crostini, panini e degustazioni vinicole distribuite lungo il percorso. Alla preparazione dei piatti hanno contribuito anche gli studenti degli istituti di formazione professionale del territorio, chiamati a misurarsi con la versatilità del prodotto in chiave sia tradizionale sia sperimentale. La conferma della dislocazione dei singoli punti di ristoro e degli orari di apertura è demandata al programma ufficiale diffuso dagli organizzatori nelle settimane precedenti l’evento.Il marchio di qualità e i numeri dell’affluenzaLa sagra ha ottenuto la certificazione «Sagra di Qualità» rilasciata dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, riconoscimento attribuito alle manifestazioni che rispettano parametri definiti in materia di tracciabilità delle materie prime, igiene, gestione dei rifiuti e valorizzazione dei prodotti tipici locali. Sul fronte dell’affluenza, le stime diffuse dall’organizzazione in occasione delle ultime edizioni hanno indicato una partecipazione prossima alle centomila presenze complessive nell’arco del fine settimana, dato che ha imposto la predisposizione di piani di viabilità e sicurezza concordati con la polizia locale e con gli uffici tecnici comunali. La collocazione del comune sulla linea metropolitana milanese costituisce un fattore rilevante nella determinazione dei flussi, poiché consente l’accesso all’area della manifestazione senza ricorso al mezzo privato.Una denominazione che copre quindici provinceIl prodotto celebrato dalla manifestazione è tutelato dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola, con sede a Novara, e la sua zona di produzione si estende su quindici province ripartite tra Piemonte e Lombardia. Secondo i dati diffusi dal Consorzio, la produzione del 2025 ha raggiunto il livello più elevato mai registrato, superando i cinque milioni e quattrocentomila forme, con un incremento compreso, a seconda dei rilevamenti comunicati, tra il 2,5 e il 2,7 per cento rispetto all’anno precedente. Il contributo maggiore proviene dal Piemonte, con quasi quattro milioni di forme e una crescita superiore al tre per cento, mentre la Lombardia si è attestata attorno a un milione e quattrocentocinquantamila forme, con un aumento contenuto entro pochi decimi di punto. Le aziende autorizzate alla produzione sono trentasette. I dati relativi al primo semestre del 2026 indicano un volume sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Export in flessione e mercati di destinazioneIl quadro commerciale presenta un andamento meno lineare rispetto a quello produttivo. Nel 2025 le esportazioni si sono attestate a 25.445 tonnellate, pari a circa il trentanove per cento della produzione annuale secondo le elaborazioni Clal, con una flessione del 2,14 per cento sul 2024. Il presidente del Consorzio, Antonio Auricchio, ha ricondotto la contrazione al clima di incertezza internazionale, alla riduzione dei consumi su alcuni mercati e all’aumento dei costi della materia prima e dell’energia, precisando che il fenomeno interessa l’intero comparto lattiero-caseario. La Francia si conferma primo mercato di sbocco con oltre cinquecentomila forme importate e una crescita del 2,38 per cento, assorbendo da sola circa un quarto dell’export complessivo, mentre la Germania, secondo mercato per volumi, ha ridotto gli acquisti del 6,9 per cento. Segnali di espansione provengono dalla Spagna, dai Paesi scandinavi e da alcuni mercati emergenti dell’Asia centrale e dell’America Latina.Trent’anni di denominazione protettaIl 2026 coincide con il trentesimo anniversario dell’iscrizione del Gorgonzola nel registro europeo delle denominazioni di origine protetta, avvenuta nel giugno 1996 nell’ambito del primo pacchetto di riconoscimenti attribuiti ai formaggi italiani. L’attività di vigilanza svolta dal Consorzio nel corso dell’ultimo esercizio ha compreso centocinquantaquattro visite ispettive presso le aziende del circuito, oltre quattrocento campionature di prodotto e più di cento verbali di prelievo per i controlli analitici previsti dal disciplinare, senza che siano emerse criticità. Sul piano della tutela internazionale sono stati esaminati oltre cento casi di sorveglianza relativi a tentativi di registrazione di marchi che riproducevano il prefisso «Gorgo» o il suffisso «zola», in un’attività di monitoraggio estesa a decine di Paesi. La manifestazione di settembre si inserisce dunque in un contesto nel quale la promozione territoriale si accompagna a un impianto normativo e di controllo consolidato, e nel quale la dimensione popolare della sagra convive con quella industriale di una filiera che colloca oltre un terzo della propria produzione oltre confine.Il programma dettagliato, con l’indicazione degli orari, delle modalità di prenotazione presso i singoli punti di ristoro e delle eventuali modifiche alla viabilità cittadina, viene pubblicato sui canali istituzionali del Comune di Gorgonzola e della Pro Loco organizzatrice.