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Ondate di calore, in arrivo temperature estreme: ecco cosa fare per proteggersi

Il Ministero della Salute segnala la terza ondata di calore del 2026, con bollino rosso in diverse città e picchi fino a 45 gradi attesi in Sardegna: le indicazioni ufficiali per proteggersi.
13 Luglio 2026, 10:22
Ondate di calore, in arrivo temperature estreme: ecco cosa fare per proteggersi

L’estate 2026 conferma il proprio andamento anomalo con la terza ondata di calore della stagione, alimentata dal consolidamento dell’anticiclone nord-africano sul bacino del Mediterraneo. Il Ministero della Salute ha diramato negli ultimi giorni allerte con bollino rosso, il livello massimo previsto dalla classificazione nazionale, segnalando condizioni di rischio elevato per la popolazione. Le previsioni indicano un ulteriore inasprimento del caldo, con temperature che nelle zone interne del Sud e delle Isole potrebbero superare i 40 gradi, toccando punte fino a 45 gradi in Sardegna.

Il sistema di allerta e i quattro livelli di rischio

Il Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, articola il rischio in quattro livelli progressivi. Il livello 0, corrispondente all’assenza di condizioni critiche, lascia il posto al livello 1, o bollino giallo, che segnala la possibilità che si sviluppino in seguito condizioni favorevoli a un’ondata di calore, senza indicare un pericolo imminente ma richiedendo comunque attenzione. Il livello 2, identificato dal bollino arancione, indica invece la presenza di temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili, mentre il livello 3, corrispondente al bollino rosso, rappresenta lo stadio di emergenza vera e propria, con condizioni climatiche che possono provocare effetti sanitari significativi anche in soggetti sani e non soltanto nelle categorie fragili.

Il monitoraggio non si esaurisce nella sola pubblicazione dei bollettini. A supporto del sistema di allerta opera infatti il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera, attivo in 54 città italiane, che consente di individuare tempestivamente eventuali situazioni di emergenza sanitaria legate al caldo, integrato dal sistema di sorveglianza degli accessi ai Pronto Soccorso. La combinazione di questi strumenti permette al Ministero di calibrare gli interventi di prevenzione rivolti alla popolazione generale e, soprattutto, ai soggetti considerati a maggior rischio, tra cui anziani, bambini piccoli, persone affette da patologie croniche e cardiopatici.

Le indicazioni ufficiali per affrontare le giornate più calde

Le raccomandazioni diffuse dal Ministero della Salute nel corso delle ultime settimane, in concomitanza con l’intensificarsi delle ondate di calore, insistono su alcuni principi fondamentali di prevenzione. Viene indicato di evitare l’uscita di casa nelle ore centrali della giornata, comprese tra le undici e le diciassette, quando l’irraggiamento solare e le temperature raggiungono i valori massimi, e di limitare l’esposizione diretta alla luce solare anche nelle fasi antecedenti e successive a tale intervallo. Analoga attenzione viene richiesta per l’attività fisica all’aperto, la cui pratica nelle ore più calde viene sconsigliata per il rischio di disidratazione e colpi di calore, particolarmente insidiosi quando associati a sforzi prolungati.

Un ulteriore capitolo delle indicazioni ministeriali riguarda la gestione degli spazi abitativi, per i quali viene suggerito di favorire il ricambio d’aria nelle ore più fresche della giornata, aprendo le finestre la mattina presto e la sera tardi, mantenendo invece gli ambienti schermati durante le ore centrali per limitare l’ingresso di calore diretto. Viene inoltre raccomandata una costante idratazione, da mantenere anche in assenza di una percezione soggettiva di sete, condizione che nei soggetti anziani risulta spesso attenuata e che può favorire l’insorgenza di squilibri idroelettrolitici. Il Ministero segnala infine l’opportunità di limitare gli spostamenti in automobile durante le fasi di picco termico, sia per il rischio di colpi di calore all’interno dell’abitacolo sia per l’aggravio delle condizioni di calura percepita nei contesti urbani.

Le categorie più esposte e il ruolo della prevenzione territoriale

La letteratura epidemiologica raccolta negli ultimi anni dal sistema di sorveglianza nazionale conferma come l’impatto delle ondate di calore non sia uniforme all’interno della popolazione. Le persone anziane, in particolare quelle che vivono sole o che presentano patologie cardiovascolari, respiratorie o renali, risultano tra i soggetti maggiormente esposti a complicazioni, così come i pazienti in terapia con farmaci che interferiscono con la termoregolazione corporea o con l’equilibrio idroelettrolitico. Per queste categorie, il Piano operativo nazionale prevede l’attivazione, a livello locale, di Centri di riferimento incaricati di coordinare interventi socio-sanitari mirati, che possono includere il monitoraggio telefonico, l’attivazione di reti di prossimità e, nei casi più critici, l’individuazione di spazi climatizzati accessibili alla popolazione.

Anche i lavoratori impiegati in mansioni all’aperto, dal settore agricolo a quello edile, rientrano tra i soggetti per i quali le amministrazioni regionali hanno adottato negli ultimi anni ordinanze che dispongono la sospensione delle attività nelle fasce orarie di massima esposizione al calore, in linea con le indicazioni sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro durante le ondate di calore estive. Le persone affette da patologie croniche o in trattamento farmacologico continuativo sono comunque invitate a consultare il proprio medico curante prima di modificare abitudini legate all’assunzione di liquidi o all’esposizione al sole, poiché le indicazioni generali di prevenzione possono richiedere adattamenti specifici in base al quadro clinico individuale.