AttualitàSalame Nostrano richiamato dal Ministero della Salute per rischio Salmonella ed Escherichia coliIl Ministero della Salute richiama un lotto di Salame Nostrano a marchio “I Veneti”, prodotto da SA.VEN Srl e distribuito da Aspiag Service, per possibile presenza di Salmonella ed Escherichia coli.Andrea Bosetti • 12 Luglio 2026, 10:31Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di Salame Nostrano commercializzato con il marchio “I Veneti”, a seguito del riscontro nel prodotto di una possibile contaminazione da Salmonella e da Escherichia coli, batterio che nella sua variante produttrice di verocitotossine viene classificato dagli enti sanitari come STEC. Il provvedimento, reso pubblico nei giorni scorsi attraverso il portale ministeriale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare, riguarda un salume di tradizione veneta venduto in confezioni da circa settecento grammi e realizzato dall’azienda SA.VEN Srl, con sede produttiva a Zanè, in provincia di Vicenza. La distribuzione del prodotto sul territorio nazionale fa capo ad Aspiag Service, società che gestisce la catena Despar nel Triveneto e che ha coordinato le procedure di ritiro dagli scaffali dei punti vendita interessati.Le caratteristiche del prodotto e dello stabilimento coinvoltoIl Salame Nostrano oggetto del richiamo appartiene alla categoria dei salumi stagionati a pezzo intero, destinati al consumo previa affettatura da parte del consumatore o del punto vendita. Lo stabilimento di produzione, identificato da un proprio marchio sanitario riconosciuto in ambito europeo, si trova nel comune di Zanè, nel cuore di un’area del Vicentino storicamente vocata alla salumeria artigianale. Il richiamo, secondo quanto riportato nell’avviso ufficiale, riguarda esclusivamente il lotto 3366 e la relativa scadenza indicati nella documentazione predisposta dal produttore e dalla catena distributiva, ai quali si rimanda per l’identificazione puntuale delle confezioni coinvolte. Il Ministero della Salute invita infatti chiunque abbia acquistato il prodotto a verificare con attenzione i dati riportati in etichetta, poiché il provvedimento non si estende all’intera gamma commercializzata dall’azienda ma al solo lotto 3366 segnalato dalle analisi di laboratorio.I rischi legati alla Salmonella e a Escherichia coli STECLa compresenza di Salmonella ed Escherichia coli in un prodotto a base di carne suina crea un profilo di rischio microbiologico che le autorità sanitarie trattano con particolare cautela. La salmonellosi, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta una delle infezioni di origine alimentare più diffuse a livello nazionale ed europeo, con sintomi che compaiono generalmente tra le sei e le settantadue ore successive all’ingestione dell’alimento contaminato e che comprendono diarrea, febbre, dolori addominali, nausea e vomito, disturbi che nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente nell’arco di quattro o sette giorni senza necessità di ricovero ospedaliero. Il quadro clinico può tuttavia assumere connotati più severi nei soggetti definiti fragili, categoria che include bambini in tenera età, donne in gravidanza, anziani e persone immunocompromesse, per i quali si raccomanda di consultare tempestivamente un medico in presenza di sintomi compatibili. Per quanto riguarda Escherichia coli, la variante STEC desta preoccupazione perché in una minoranza di casi, soprattutto nei bambini piccoli, può evolvere in sindrome emolitico-uremica, complicanza renale potenzialmente grave che richiede assistenza specialistica. Le autorità sanitarie sottolineano come la cottura completa dell’alimento sia in grado di inattivare questi patogeni, circostanza che tuttavia non si applica ai salumi crudi stagionati destinati al consumo diretto, motivo per cui in presenza di un’allerta di questo tipo la sola indicazione prudente resta l’astensione totale dal consumo.Le indicazioni del Ministero per i consumatoriIl Ministero della Salute, in linea con la prassi seguita per ogni richiamo di natura microbiologica, raccomanda a chi fosse in possesso di confezioni appartenenti al lotto indicato di non consumare il prodotto e di riportarlo presso il punto vendita in cui è stato acquistato, dove sarà possibile ottenere la sostituzione o il rimborso secondo le procedure previste dalla catena di distribuzione. Il richiamo rientra tra le misure di autocontrollo previste dalla normativa europea in materia di sicurezza alimentare, che impone agli operatori del settore di segnalare tempestivamente alle autorità competenti qualunque non conformità rilevata attraverso i piani di campionamento interni o attraverso controlli ufficiali. Il sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi, noto con l’acronimo RASFF e coordinato a livello comunitario dalla Commissione Europea, consente in casi come questo di attivare rapidamente la filiera distributiva affinché il prodotto potenzialmente pericoloso venga rimosso dal mercato prima che possa raggiungere un numero elevato di consumatori. Chi avesse già consumato il salume e presentasse sintomi gastrointestinali nelle ore o nei giorni successivi viene invitato a rivolgersi al proprio medico curante, segnalando l’eventuale nesso con il prodotto richiamato, informazione che può risultare utile anche ai fini della sorveglianza epidemiologica condotta dalle autorità sanitarie regionali.Un’estate di richiami nel comparto dei salumiIl caso del Salame Nostrano I Veneti si inserisce in una sequenza di allerte alimentari che nelle ultime settimane ha interessato ripetutamente il comparto dei salumi italiani. Pochi giorni prima era stato infatti disposto, sempre dal Ministero della Salute, il ritiro precauzionale di un lotto di Salame Pepperino a marchio Salumi Benvenuti, prodotto dall’omonima azienda con stabilimento a Lucca, anch’esso motivato dal riscontro di Salmonella in un campione analizzato in laboratorio su iniziativa dello stesso produttore. Nello stesso periodo erano stati oggetto di richiamo anche diversi lotti di hummus commercializzati con marchi distinti, per un possibile rischio di contaminazione da Listeria monocytogenes riconducibile a una delle materie prime impiegate nella preparazione. La concentrazione di segnalazioni in un arco temporale ravvicinato non implica necessariamente una correlazione tra i diversi episodi, che restano distinti per prodotto, stabilimento di produzione e agente patogeno coinvolto, ma testimonia l’intensità dell’attività di controllo condotta dagli organi di vigilanza sanitaria nel periodo estivo, quando le temperature più elevate rendono la catena del freddo e le condizioni di conservazione degli alimenti un fattore critico per la proliferazione microbica. Gli esperti di sicurezza alimentare ricordano peraltro come l’aumento dei richiami pubblicati non debba essere interpretato automaticamente come un peggioramento della qualità igienico-sanitaria del comparto, quanto piuttosto come il risultato di sistemi di autocontrollo sempre più capillari, capaci di intercettare non conformità che in passato avrebbero potuto sfuggire ai controlli prima dell’immissione in commercio. Resta comunque centrale, per chi acquista salumi a pezzo intero destinati al consumo crudo, l’abitudine di verificare periodicamente gli avvisi pubblicati sul portale del Ministero della Salute e di conservare lo scontrino d’acquisto, elemento che agevola le procedure di rimborso o sostituzione in caso di richiamo successivo.