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Salmonella nel Salame: Richiamo in Corso, Non Consumare

Il Ministero della Salute richiama un lotto di salame Pepperino Salumi Benvenuti per presenza di Salmonella: coinvolto il lotto 2602233, prodotto nello stabilimento di Lucca.
7 Luglio 2026, 15:37
Salmonella nel Salame: Richiamo in Corso, Non Consumare

Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di salame “Pepperino” a marchio Salumi Benvenuti, a seguito del rilevamento di Salmonella nel prodotto. La comunicazione, diffusa attraverso il consueto avviso di sicurezza alimentare pubblicato sul portale del Ministero, indica come motivo del provvedimento la presenza del batterio patogeno riscontrata nell’ambito dei controlli condotti dall’azienda produttrice, che ha attivato la procedura di richiamo in via cautelativa.

Il salume interessato dal provvedimento è commercializzato in pezzi interi di peso variabile e reca il numero di lotto 2602233. Le confezioni coinvolte riportano dieci diverse date di scadenza, comprese tra il 29 agosto e il 20 settembre 2026: nello specifico, i termini indicati sono il 29/08/2026, l’8/09/2026, il 9/09/2026, il 10/09/2026, il 13/09/2026, il 14/09/2026, il 15/09/2026, il 16/09/2026, il 17/09/2026 e il 20/09/2026. Come avviene solitamente in questo tipo di provvedimenti, il richiamo riguarda esclusivamente le confezioni recanti il lotto e le scadenze indicati, mentre restano esclusi dalla misura tutti gli altri prodotti a marchio Salumi Benvenuti privi delle medesime caratteristiche identificative.

Il salame richiamato è stato prodotto da Salumi Benvenuti Srl, azienda con sede legale e stabilimento produttivo in via SS. Annunziata 1225/C, a Lucca. Lo stabilimento è identificato dal bollo sanitario IT 1184 L CE, il codice alfanumerico che, in base alla normativa europea sull’igiene dei prodotti di origine animale, consente la tracciabilità dello stabilimento di produzione lungo l’intera filiera. L’indicazione del marchio di identificazione sull’involucro o sull’etichetta rappresenta uno degli elementi che le autorità sanitarie invitano a verificare per accertare la corrispondenza tra il prodotto acquistato e quello oggetto del richiamo.

Secondo quanto reso noto, il provvedimento è scattato in seguito a test di laboratorio che hanno evidenziato la presenza del batterio in un campione del salume sottoposto ad analisi. Le autorità sanitarie raccomandano a chi fosse in possesso di confezioni corrispondenti al lotto indicato di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita presso cui è stato acquistato, dove è possibile ottenere la sostituzione o il rimborso anche in assenza dello scontrino, secondo la prassi generalmente adottata nei casi di richiamo per rischio microbiologico.

Il rischio microbiologico e i sintomi della salmonellosi

La Salmonella rappresenta, secondo quanto ricostruito dall’Istituto Superiore di Sanità, uno dei batteri più frequentemente responsabili delle tossinfezioni alimentari. L’infezione può provocare sintomi gastrointestinali come diarrea, febbre, dolori addominali, nausea e vomito, con un decorso che nella maggioranza dei casi si risolve senza necessità di ricovero ospedaliero. I disturbi si manifestano generalmente tra le 6 e le 72 ore successive all’ingestione dell’alimento contaminato e tendono a protrarsi per un periodo compreso tra i 4 e i 7 giorni. Le conseguenze dell’infezione possono tuttavia risultare più severe in determinate categorie di persone, tra cui anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e soggetti con difese immunitarie compromesse, per i quali le autorità sanitarie raccomandano di rivolgersi tempestivamente a un medico in presenza dei sintomi descritti.

Dal punto di vista della filiera produttiva, la contaminazione da Salmonella nei salumi crudi si origina solitamente nelle fasi di lavorazione delle carni suine non sottoposte a trattamento termico, dove un contatto incrociato tra superfici, attrezzature o operatori può trasferire il batterio anche a prodotti già insaccati. Per questo motivo i disciplinari di autocontrollo previsti dal sistema HACCP impongono verifiche periodiche lungo l’intero processo, dalla ricezione della materia prima fino al confezionamento finale, con l’obiettivo di intercettare eventuali criticità prima dell’immissione del prodotto sul mercato.