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Richiamati carpaccio di salmone e formaggio di pecora

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato di un carpaccio di salmone Carthago e di un formaggio di pecora lucano: in entrambi i casi è stata rilevata la presenza di Listeria monocytogenes.
29 Giugno 2026, 12:28
Richiamati carpaccio di salmone e formaggio di pecora

Il Ministero della Salute ha pubblicato nelle ultime ore due nuove segnalazioni di sicurezza alimentare relative alla presenza di Listeria monocytogenes in altrettanti prodotti di origine animale attualmente in commercio sul territorio nazionale. Le notifiche, rese disponibili sul portale ufficiale dedicato ai richiami e agli avvisi alimentari, interessano un carpaccio di salmone essiccato e un formaggio ovino stagionato, provenienti da stabilimenti distinti ma accomunati dallo stesso rischio microbiologico che ha reso necessario l’intervento immediato delle autorità sanitarie competenti.

Carpaccio di salmone Carthago: il lotto ritirato e le indicazioni per i consumatori

Il primo provvedimento di richiamo riguarda il carpaccio di salmone essiccato commercializzato con il marchio Carthago, prodotto dall’azienda Carthago S.r.l. con sede nello stabilimento di Calvignasco, in provincia di Milano. Il prodotto è confezionato in vaschette da 100 grammi e appartiene al lotto identificato con il codice 261663441, con data di scadenza fissata al 30 giugno 2026. Il richiamo è stato disposto a seguito del riscontro della presenza del batterio Listeria monocytogenes in due campioni analizzati nel corso dei controlli di sicurezza alimentare previsti dalla normativa vigente. Il Ministero della Salute ha raccomandato ai consumatori che avessero già acquistato il prodotto di non procedere al suo consumo, invitandoli a restituire la confezione presso il punto vendita di acquisto oppure a provvedere alla sua distruzione, al fine di eliminare ogni possibile rischio di esposizione al patogeno. Le verifiche hanno coinvolto i canali distributivi attraverso cui il prodotto era stato immesso sul mercato, e le operazioni di ritiro sono state avviate contestualmente alla pubblicazione dell’avviso ufficiale.

Formaggio di pecora I Sapori del Parco: lotti e scadenze dei prodotti ritirati

Il secondo richiamo interessa un formaggio di pecora prodotto dall’azienda I Sapori del Parco di Videtta Vincenza, con sede ad Abriola, in provincia di Potenza. Il prodotto viene commercializzato in due formati distinti: forme intere del peso di circa tre chilogrammi e porzioni preconfezionate da 300 grammi. Entrambe le referenze appartengono al lotto corrispondente alla data di produzione del 17 aprile 2026, con scadenze differenziate in funzione del formato: il 27 aprile 2027 per le forme intere e l’8 novembre 2026 per le porzioni da 300 grammi. Anche in questo caso il motivo del richiamo è la rilevazione di Listeria monocytogenes nel prodotto finito, che lo rende non idoneo al consumo umano secondo le disposizioni del regolamento europeo in materia di sicurezza alimentare. I consumatori che siano in possesso dei prodotti identificati sono invitati a riconsegnarli al punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto, senza necessità di presentare lo scontrino fiscale, in conformità con le procedure standard previste per i richiami alimentari.

Listeria monocytogenes: caratteristiche del batterio e rischi per la salute

La Listeria monocytogenes è un batterio Gram-positivo la cui particolarità biologica più rilevante dal punto di vista della sicurezza alimentare consiste nella capacità di moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione, comprese tra zero e quattro gradi Celsius, rendendo inefficace la semplice conservazione in frigorifero come misura preventiva contro la sua proliferazione. Questa caratteristica lo distingue nettamente dalla maggior parte degli altri patogeni alimentari, che vengono invece inattivati o fortemente rallentati alle basse temperature tipiche della catena del freddo. Il microrganismo è responsabile della listeriosi, una malattia infettiva che nei soggetti adulti sani può manifestarsi con sintomi simili a quelli di una sindrome influenzale — febbre, dolori muscolari, talvolta diarrea e nausea — ma che in categorie particolarmente vulnerabili può evolvere in forme cliniche gravi, potenzialmente letali. Le categorie a rischio elevato comprendono le donne in gravidanza, gli anziani, i neonati e le persone immunocompromesse, ovvero coloro che presentano un sistema immunitario indebolito a causa di patologie croniche, terapie farmacologiche immunosoppressive o condizioni congenite.

Negli individui più fragili la listeriosi può determinare complicanze gravi quali meningite, encefalite e sepsi, con un tasso di mortalità stimato tra il venti e il trenta per cento dei casi diagnosticati in forma invasiva, secondo i dati epidemiologici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Per le donne in gravidanza la contaminazione da Listeria comporta rischi aggiuntivi, tra cui aborto spontaneo, parto prematuro e infezione neonatale, rendendo questa categoria di consumatrici quella per la quale le autorità sanitarie internazionali raccomandano la massima attenzione nella selezione e nella preparazione degli alimenti a rischio. Il batterio può essere eliminato attraverso la cottura a temperature superiori a settanta gradi Celsius mantenuta per almeno due minuti, ma i prodotti oggetto dei richiami — un carpaccio di pesce crudo e un formaggio da latte crudo — sono per loro natura destinati al consumo senza trattamento termico preliminare, il che li rende intrinsecamente più esposti al rischio microbiologico in caso di contaminazione.

Il sistema di allerta e il quadro normativo europeo

I due richiami si inseriscono nel quadro del sistema nazionale e comunitario di allerta rapida per gli alimenti e i mangimi, noto con l’acronimo RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), istituito ai sensi del Regolamento CE n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, che stabilisce i principi generali della legislazione alimentare europea e disciplina le procedure di notifica e ritiro dei prodotti non conformi agli standard di sicurezza. Il sistema consente alle autorità competenti degli Stati membri di scambiarsi informazioni in tempo reale su prodotti potenzialmente pericolosi individuati nel corso dei controlli ufficiali o segnalati dagli operatori del settore alimentare stessi, attraverso una rete di punti di contatto nazionali coordinati dalla Commissione Europea. In Italia il punto di contatto nazionale è il Ministero della Salute, che attraverso il proprio portale istituzionale pubblica con cadenza regolare le notifiche di richiamo e gli avvisi di sicurezza alimentare, garantendo la massima accessibilità delle informazioni ai consumatori finali. Gli operatori economici coinvolti — produttori, distributori e rivenditori — sono tenuti per legge ad attivarsi immediatamente non appena vengono a conoscenza di una non conformità che possa configurare un rischio per la salute pubblica, avviando le procedure di ritiro dal mercato e informando le autorità sanitarie competenti senza ritardo.

La frequenza con cui il batterio Listeria monocytogenes è alla base dei richiami alimentari in Europa — e in Italia in particolare — riflette la sua diffusione nell’ambiente di lavorazione degli alimenti, dove può formare biofilm resistenti sulle superfici degli impianti produttivi e dei macchinari, sopravvivendo ai normali processi di sanificazione se non adeguatamente contrastato con protocolli specifici. I prodotti ittici affumicati o essiccati a freddo e i formaggi a base di latte crudo o a pasta molle rappresentano storicamente le categorie alimentari più frequentemente interessate da contaminazioni da Listeria, in ragione delle loro caratteristiche di produzione e conservazione, che non prevedono fasi di trattamento termico sufficienti a garantire l’eliminazione del patogeno. La sorveglianza sistematica esercitata dalle autorità sanitarie nazionali ed europee, unitamente ai controlli interni condotti dagli stessi operatori del settore nell’ambito dei loro piani di autocontrollo basati sul sistema HACCP, costituisce il principale strumento di tutela della salute pubblica nel settore alimentare.