AttualitàCome disinfettare le spugne per farle durare di più: il trucchetto che in pochi conosconoDalla disinfezione al microonde all’ammollo con aceto o candeggina, esistono metodi efficaci per eliminare i batteri dalle spugne da cucina e prolungarne significativamente la durata.Andrea Bosetti • 12 Giugno 2026, 12:06La spugna da cucina è uno degli oggetti domestici più sottovalutati sul piano igienico: utilizzata più volte al giorno a contatto con residui di cibo, grasso e acqua stagnante, diventa rapidamente uno dei principali ricettacoli di batteri dell’intera abitazione. Secondo quanto riportato da esperti del settore igienico-sanitario, una spugnetta non trattata può ospitare milioni di microrganismi già dopo pochi giorni di utilizzo, tra cui ceppi potenzialmente pericolosi per la salute come l’Escherichia coli e la Salmonella. Eppure, la maggior parte delle persone continua a sciacquarla sotto l’acqua corrente convinta di compiere un gesto sufficiente, ignorando che questo processo non elimina i batteri ma li redistribuisce semplicemente all’interno della struttura porosa del materiale.Il paradosso della spugna “pulita”Il paradosso che si nasconde nell’uso quotidiano di questo strumento è ben noto a chi si occupa di microbiologia domestica: proprio quando la spugna sembra avere assolto il suo compito – rimuovere sporco e grasso dalle superfici – è nel momento in cui trattiene al suo interno tutto ciò che ha raccolto. L’umidità residua, sommata al calore dell’ambiente cucina e alla presenza di residui organici, crea le condizioni ideali per la proliferazione batterica. Cambiare la spugna ogni settimana, come raccomandato da molti esperti, rappresenta certamente una buona pratica, ma non è l’unica soluzione percorribile, né la più economica o ecologicamente responsabile. Esistono metodi efficaci per disinfettare a fondo le spugne e prolungarne la vita utile in modo significativo, riducendo tanto i costi domestici quanto la produzione di rifiuti.Il microonde: il metodo più rapido ed efficaceTrail metodi disponibili, quello che in molti non conoscono nella sua corretta applicazione è il ricorso al forno a microonde. Non si tratta semplicemente di inserire la spugna nell’elettrodomestico e accenderlo: la procedura richiede un passaggio preliminare fondamentale, ovvero bagnare abbondantemente la spugna prima di posizionarla in una ciotola adatta al microonde con sufficiente acqua. A questo punto occorre azionare l’apparecchio alla massima potenza per un minuto e mezzo o due minuti, un lasso di tempo sufficiente a portare l’acqua all’ebollizione e a eliminare fino al 99% dei batteri presenti, come confermato da diversi studi sulla sterilizzazione domestica. Dopo l’operazione, è indispensabile lasciare raffreddare il contenuto prima di estrarre la spugna, per evitare scottature, e procedere con un’accurata asciugatura all’aria aperta prima del riutilizzo. È fondamentale ricordare che questo metodo non si applica a spugne contenenti parti metalliche, come le pagliette abrasive in acciaio, che non devono mai essere inserite nel microonde.Aceto, limone e bicarbonato: le soluzioni naturaliPer chi preferisce evitare prodotti chimici o desidera un approccio più sostenibile, esistono alternative naturali altrettanto valide. L’aceto bianco è tra i più utilizzati: portando a ebollizione acqua e aggiungendo una quantità generosa di aceto di vino bianco, è possibile immergere la spugna nella soluzione e lasciarla in ammollo per almeno trenta minuti. L’acidità dell’aceto ha proprietà batteriostatiche documentate, capaci di inibire la crescita di numerosi microrganismi. In alternativa, il succo di limone combinato con un cucchiaino di sale fino in una bacinella di acqua calda produce un effetto igienizzante e deodorizzante: la spugna va lasciata in ammollo per almeno otto-dodici ore, preferibilmente durante la notte, per un’azione più profonda. Anche il bicarbonato di sodio, disciolto in acqua tiepida, può essere impiegato per un ammollo notturno che elimina odori sgradevoli e riduce la carica batterica superficiale.La candeggina e l’acqua ossigenata per una sterilizzazione profondaQuando la situazione richiede una disinfezione più intensa, la candeggina rimane uno degli agenti disinfettanti più potenti disponibili in ambito domestico. La soluzione ottimale prevede di diluire circa il 10% di candeggina in acqua calda e di immergere le spugne per un periodo compreso tra i quindici e i trenta minuti, a seconda del grado di contaminazione stimata. Al termine dell’ammollo, è essenziale procedere con un risciacquo abbondante e ripetuto sotto acqua corrente calda, per eliminare ogni traccia del prodotto che potrebbe altrimenti trasferirsi sulle superfici lavate successivamente. In alternativa alla candeggina, una soluzione composta dal 30% di acqua e 70% di acqua ossigenata rappresenta un’opzione meno aggressiva sulle fibre della spugna ma ugualmente efficace nel ridurre la carica microbica: quindici minuti di ammollo sono generalmente sufficienti, seguiti da un risciacquo accurato in acqua calda.La lavastoviglie: un alleato sottoutilizzatoUn altro metodo spesso trascurato è l’utilizzo della lavastoviglie, che molti non associano alla pulizia delle spugne pur essendo uno strumento particolarmente indicato per questo scopo. È sufficiente posizionare le spugne nel cestello superiore dell’elettrodomestico e avviare un ciclo completo di lavaggio ad alta temperatura con fase di asciugatura: il calore prolungato, superiore ai 60 gradi centigradi raggiunto nei cicli intensivi, garantisce l’eliminazione della quasi totalità dei batteri. Qualora la lavastoviglie non disponga di un programma di asciugatura integrato, le spugne trattate possono essere esposte al sole diretto, che grazie alle sue proprietà naturali di fotolisi contribuisce a completare la sanificazione. Questo metodo risulta particolarmente conveniente perché consente di disinfettare le spugne senza impiegare prodotti aggiuntivi e senza richiedere un ciclo di lavaggio dedicato.Abitudini quotidiane per prolungare la vita della spugnaAl di là dei metodi di disinfezione periodica, sono le abitudini quotidiane a fare la differenza nel preservare l’igiene e la durata delle spugne. L’errore più diffuso consiste nel lasciare la spugna bagnata e compressa in fondo al lavandino o in un contenitore chiuso: questa prassi accelera esponenzialmente la proliferazione batterica e la degradazione delle fibre del materiale. L’abitudine corretta è quella di strizzare accuratamente la spugna dopo ogni utilizzo e di appoggiarla su un supporto ventilato o in posizione verticale, in modo che l’aria possa circolare liberamente e favorirne l’asciugatura rapida. Associare a questa pratica una disinfezione con microonde almeno una volta alla settimana – e una pulizia più profonda con candeggina o aceto ogni due settimane – consente di prolungare sensibilmente la vita utile della spugna, contribuendo sia all’igiene domestica che alla riduzione degli sprechi.