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Benedetta Parodi: “Bake Off era ripetitivo, lasciarlo mi ha fatto finalmente uscire dalla cucina”

Ospite del podcast di Giulia Salemi, Benedetta Parodi definisce “provvidenziale” l’addio a Bake Off Italia dopo dodici anni e svela il vero rimpianto: I menù di Benedetta su La7.
15 Maggio 2026, 22:08
Benedetta Parodi: “Bake Off era ripetitivo, lasciarlo mi ha fatto finalmente uscire dalla cucina”

Ospite del podcast Non lo faccio per moda condotto da Giulia Salemi, Benedetta Parodi ha ripercorso per la prima volta con inusuale franchezza i passaggi più significativi di una carriera televisiva lunga oltre due decenni, tornando a parlare dell’addio a Bake Off Italia e del rimpianto ancora vivo per I menù di Benedetta. Accompagnata dalla sorella Cristina, la conduttrice ha offerto una lettura inedita di scelte che avevano suscitato curiosità e speculazioni nel mondo dello spettacolo italiano.

L’addio a Bake Off: “provvidenziale”

La parola scelta dalla conduttrice per descrivere la fine del suo rapporto con il talent di Real Time – e poi Discovery – è netta: “provvidenziale”. Dopo dodici anni al timone di Bake Off Italia, iniziati nel 2013, Parodi ha dichiarato che il programma era diventato “faticoso e ripetitivo” e che lasciargli il timone le ha consentito di “uscire finalmente dalla cucina”, intendendo con ciò tanto il formato televisivo quanto l’identità professionale che vi si era cristallizzata nel tempo. Una dichiarazione che suona come la presa di coscienza di una conduttrice che aveva già da anni maturato il desiderio di rinnovare il proprio percorso creativo.

La separazione da Bake Off Italia era stata annunciata nel maggio 2025, quando la produzione aveva comunicato il passaggio del testimone alla comica e imitatrice lombarda Brenda Lodigiani, nota per il GialappaShow e il collettivo Milanese Imbruttito. Le prime indiscrezioni avevano lasciato intendere che la decisione fosse stata presa unilateralmente dalla produzione, con la conduttrice che avrebbe appreso la notizia non senza qualche amarezza. A quella notizia, Parodi aveva risposto con un carosello di immagini su Instagram e la sobria didascalia “Dodici anni bellissimi”, lasciando alla sobrietà formale del gesto social la misura di una stagione comunque significativa della sua carriera. Anche Ernst Knam, giudice confermato nel programma, aveva commentato la vicenda come un “terremoto” inaspettato.

Il vero rimpianto: “I menù di Benedetta”

L’aspetto più rivelatore dell’intervista riguarda tuttavia un altro programma, assai più lontano nel tempo: I menù di Benedetta, il format che la conduttrice aveva portato su La7 e che rappresentava, a suo dire, qualcosa di profondamente diverso da qualsiasi altra esperienza televisiva. “Era la mia casa, la mia cucina”, ha spiegato Parodi, sottolineando la dimensione domestica e narrativa di quel programma, la sua capacità di raccontare storie familiari invece di costruire spettacolo da gara. “Un racconto familiare, qualcosa di profondamente diverso da tutto il resto”: nelle sue parole si coglie la nostalgia per un format che aveva incarnato la sua identità televisiva originaria, quella di una figura capace di far sentire la cucina come un atto di cura e appartenenza, non di competizione.

La differenza tra i due format non è solo estetica: I menù di Benedetta era un programma narrativo e rassicurante, costruito attorno a un immaginario familiare riconoscibile, mentre Bake Off Italia si inscriveva nella logica del talent show competitivo, con i suoi ritmi serrati, le sue pressioni produttive e la necessità di replicare stagione dopo stagione le stesse dinamiche di gioco e confronto. Parodi ha trascorso dodici edizioni in quel tendone, affiancando giudici come Ernst Knam, Damiano Carrara e Tommaso Foglia, costruendo un programma di punta per Real Time e poi per Discovery, capace di risultati d’ascolto notevoli, tanto che persino la stessa ultima edizione era andata “da record”, come aveva ricordato Knam.

Una nuova fase professionale

L’uscita dalla cucina televisiva ha aperto immediatamente la strada a un progetto di segno completamente diverso. A partire dal 1° dicembre 2025, Benedetta Parodi ha esordito su Netflix come conduttrice – al fianco del marito Fabio Caressa – di L’amore è cieco: Italia, l’adattamento italiano del celebre format internazionale Love Is Blind, prodotto da Banijay Italia. Si tratta di un passaggio significativo: dalla televisione lineare alla piattaforma streaming, dalla cucina alle dinamiche sentimentali, da un format consolidato a uno sperimentale nel panorama televisivo italiano. Il dating show, distribuito in dieci episodi nel corso del mese di dicembre, ha visto i due coniugi – sposati dal 1999 – accompagnare i partecipanti in un percorso in cui l’obiettivo era innamorarsi e fidanzarsi senza essersi mai visti di persona.

Già nell’estate del 2025, mentre le voci sul cambio di conduzione a Bake Off si rincorrevano, Parodi aveva pubblicato sui social le immagini di un misterioso set allestito al Mercato Wagner di Milano, con in mano un copione e una battuta ironica: “Il bello di lavorare al mercato è che dopo puoi fare la spesa”. La transizione verso Netflix era già in corso, anche se ufficialmente ancora non annunciata. La scelta strategica di un canale globale come Netflix segna un salto di scala rispetto all’ecosistema di Real Time e Discovery, e conferma la volontà della conduttrice di ridefinire la propria immagine pubblica al di là dell’identità culinaria che l’aveva accompagnata per oltre un decennio.

Un episodio personale: la difesa della figlia

Oltre alla carriera, l’intervista al podcast di Giulia Salemi ha offerto uno squarcio inedito anche sulla vita privata della conduttrice. Benedetta Parodi ha raccontato un episodio legato alla figlia Eleonora, affetta da disgrafia, che in passato aveva vissuto una situazione scolastica difficile a causa di una dirigente che, secondo la conduttrice, “non aveva capito cosa significasse” la condizione della bambina. Parodi ha descritto il momento in cui, durante le riprese di un programma, aveva telefonato alla preside e, ricevuta una risposta sgarbata, aveva reagito con veemenza senza rendersi conto di avere ancora il microfono aperto. La sua replica alla preside aveva provocato, a suo dire, “un applauso scrosciante” dallo staff presente in studio: un aneddoto che restituisce la misura di una personalità televisiva capace di abbassare la guardia e mostrarsi in una dimensione autenticamente personale.