Attualità2 marzo, Giornata dei Gatti Salvati: “Salva una Vita, Adotta un Gatto”Il 2 marzo si celebra l’International Rescue Cat Day, istituito nel 2019 da Yorkshire Cat Rescue per promuovere l’adozione dei gatti abbandonati e sensibilizzare sull’importanza della tutela felina a livello globale.Andrea Bosetti • 2 Marzo 2026, 11:26 Guarda le VideoricetteSeguici su YouTube Anelli di Zucchine Seguici su YouTube! Anelli di Zucchine Ogni anno, il 2 marzo, il mondo celebra l’International Rescue Cat Day, una giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sul tema del salvataggio e dell’adozione dei gatti randagi o abbandonati, istituita per richiamare l’attenzione pubblica su una realtà che coinvolge milioni di felini in tutto il globo.L’iniziativa è stata fondata nel 2019 da Yorkshire Cat Rescue, organizzazione no-profit con sede in Inghilterra, con l’obiettivo di inaugurare un mese intero di attività e campagne dedicate ai gatti bisognosi di una famiglia: il 2 marzo segna infatti l’avvio dell’International Rescue Cat Awareness Month, massimizzando l’impatto delle iniziative di sensibilizzazione su scala globale e moltiplicando le possibilità di adozione nelle settimane successive.Una crisi silenziosa: i numeri del randagismo felinoI dati relativi alla condizione dei gatti nei rifugi e nei canili felini restituiscono un quadro preoccupante, che rende ancora più urgente l’esistenza di giornate come questa. Solo negli Stati Uniti, ogni anno oltre 3,2 milioni di gatti entrano nelle strutture di accoglienza, con tassi di adozione che, pur essendo migliorati — raggiungendo il 64% nel 2024 — non riescono a far fronte alla pressione demografica costante generata dall’abbandono e dalla mancata sterilizzazione degli animali domestici.La sovrappopolazione rappresenta una delle principali cause di eutanasia nelle strutture di accoglienza: ogni posto liberato tramite un’adozione consente a un altro animale di essere accolto, riducendo il ricorso a misure drastiche e permettendo agli operatori di garantire cure più adeguate ai felini rimasti in attesa. Il fenomeno non riguarda soltanto il contesto nordamericano: in Europa e nel resto del mondo, la situazione non è sostanzialmente diversa, con intere colonie di gatti urbani che vivono in condizioni di precarietà sanitaria e alimentare, spesso senza un referente responsabile che ne gestisca la salute e la riproduzione.Dalle origini alla diffusione globaleLa storia della relazione tra l’essere umano e il gatto affonda le proprie radici nell’antichità: le prime tracce di domesticazione felina risalgono alla civiltà greca antica, mentre nei secoli successivi l’animale si è progressivamente integrato nella vita domestica e sociale di culture profondamente diverse tra loro. Tuttavia, il riconoscimento istituzionale della necessità di tutelare i gatti abbandonati è relativamente recente: negli Stati Uniti, la fondazione dell’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) da parte di Henry Bergh ha rappresentato un momento fondativo nella storia della protezione animale, seguito dalla nascita dei primi rifugi grazie all’attivismo di un gruppo di donne. Più di recente, è stato inaugurato il più grande santuario no-kill del mondo per felini, a testimonianza di un’attenzione crescente verso il benessere di questi animali.In poco meno di un decennio dalla sua prima edizione, l’International Rescue Cat Day ha assunto una dimensione autenticamente internazionale, coinvolgendo rifugi, associazioni animaliste, veterinari e semplici appassionati in campagne di comunicazione, eventi di adozione aperti al pubblico e raccolte fondi a favore delle strutture più in difficoltà. I social media hanno svolto un ruolo determinante in questa crescita, amplificando la portata dei messaggi e consentendo a storie di adozione individuali di diventare strumenti di ispirazione per potenziali adottanti in ogni parte del mondo.Adozione, affidamento e volontariato: le forme della partecipazioneLe modalità con cui è possibile contribuire alla causa dei gatti in cerca di casa sono molteplici e si adattano a condizioni di vita e disponibilità diverse. L’adozione diretta da un rifugio o da un’associazione di protezione animale rimane la forma più incisiva di partecipazione: le strutture specializzate provvedono a valutare la compatibilità tra il candidato adottante e il felino, tenendo conto delle abitudini dell’animale, del suo stato di salute e del contesto domestico in cui verrà accolto.Per chi non fosse nella condizione di assumere un impegno a lungo termine, il fostering — ovvero l’affidamento temporaneo — rappresenta un’alternativa preziosa: accogliere un gatto in casa per un periodo limitato consente alla struttura di liberare spazio, offre all’animale un ambiente più sereno rispetto al rifugio e permette all’affidatario di conoscere le caratteristiche del felino prima di una eventuale adozione definitiva. Molte organizzazioni forniscono ai volontari tutto il necessario, dal cibo ai presidi sanitari di base, riducendo il carico economico sull’affidatario.Il volontariato diretto nelle strutture di accoglienza è un’altra forma concreta di impegno: la cura quotidiana degli animali, la pulizia degli spazi, la socializzazione dei gatti con il personale e i visitatori sono attività che contribuiscono direttamente al benessere psicofisico dei felini ospitati e migliorano le loro possibilità di essere adottati. Anche il sostegno economico — attraverso donazioni destinate a coprire le spese veterinarie, alimentari e strutturali — costituisce un contributo fondamentale per la sopravvivenza delle organizzazioni più piccole, spesso operanti con risorse limitate e personale prevalentemente volontario.Il ruolo della sterilizzazione e dei programmi Trap-Neuter-ReturnUna delle strategie più efficaci per contenere il fenomeno del randagismo felino è rappresentata dai programmi Trap-Neuter-Return (TNR), che prevedono la cattura, la sterilizzazione e il successivo rilascio dei gatti selvatici o semi-selvatici nelle loro aree di provenienza. Questi interventi, sostenuti da numerose organizzazioni animaliste e progressivamente adottati da amministrazioni municipali in tutto il mondo, consentono di ridurre gradualmente le dimensioni delle colonie feline urbane senza ricorrere all’eutanasia, garantendo al contempo il controllo sanitario degli animali attraverso vaccinazioni e trattamenti antiparassitari.L’International Rescue Cat Day si inserisce in questo contesto più ampio come occasione di rilancio e visibilità per tutte queste pratiche, invitando i cittadini a informarsi sulla realtà locale e a supportare, anche indirettamente, le iniziative già attive sul territorio. La consapevolezza sulla necessità di sterilizzare i propri animali domestici, di non abbandonarli e di segnalare alle autorità competenti le situazioni di degrado o sofferenza è parte integrante del messaggio che la giornata del 2 marzo si propone di veicolare.Un rapporto che va oltre il simbolicoAl di là degli aspetti pratici legati all’adozione e alla tutela, l’International Rescue Cat Day rimanda a una riflessione più profonda sul rapporto tra l’essere umano e gli animali con cui condivide gli spazi domestici e urbani. Il gatto, da millenni presenza costante nelle abitazioni e nelle città, ha sviluppato con l’uomo una relazione complessa, fondata su un equilibrio tra autonomia e dipendenza che non ha equivalenti in nessun altro animale domestico. Eppure, nonostante questa lunga storia di convivenza, il numero di felini abbandonati o in condizioni di difficoltà rimane elevatissimo in tutto il mondo, a testimonianza di come la cultura della responsabilità nei confronti degli animali sia ancora lontana dall’essere pienamente affermata.La ricerca scientifica ha d’altronde documentato i benefici che la convivenza con un gatto puó apportare alla salute psicofisica del proprietario, dalla riduzione dello stress e dell’ansia fino a effetti positivi sulla pressione arteriosa e sul senso di solitudine, in particolare tra le persone anziane e quelle che vivono sole. Adottare un gatto da un rifugio significa quindi non soltanto offrire una seconda possibilità a un animale, ma anche arricchire la propria quotidianità con una forma di compagnia che, come dimostrano decenni di ricerche, ha un impatto misurabile sul benessere individuale.In questa prospettiva, il 2 marzo non è soltanto una data nel calendario internazionale delle giornate tematiche, ma un invito concreto a tradurre la sensibilità verso il mondo animale in gesti tangibili, capaci di cambiare — letteralmente — la vita di un essere vivente.