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Meno Ictus Con Questo Trucco a Tavola

Uno studio su 105.614 donne seguìte per 21 anni dimostra che la dieta mediterranea riduce del 18% il rischio complessivo di ictus, con protezione del 25% per le forme emorragiche.
10 Febbraio 2026, 11:19
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Anelli di Zucchine
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Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neurology Open Access, organo ufficiale della American Academy of Neurology, ha evidenziato come le donne che aderiscono con costanza alla dieta mediterranea presentino un rischio significativamente ridotto di andare incontro a eventi cerebrovascolari acuti, con una diminuzione che raggiunge il 25 percento per gli ictus di tipo emorragico.

La ricerca, condotta dal centro di ricerca sul cancro City of Hope con sede negli Stati Uniti e sostenuta dal National Institute of Neurological Diseases and Stroke, ha coinvolto 105.614 donne con età media di 53 anni all’inizio del monitoraggio, nessuna delle quali aveva precedentemente sofferto di episodi di ictus . Le partecipanti hanno compilato un questionario dettagliato sulle proprie abitudini alimentari, ricevendo un punteggio compreso tra zero e nove in base al grado di aderenza al modello nutrizionale mediterraneo, e sono state seguite per un periodo medio di 21 anni durante il quale sono stati registrati complessivamente 4.083 eventi cerebrovascolari, di cui 3.358 di natura ischemica e 725 di tipo emorragico .

Le percentuali di riduzione del rischio

I risultati hanno mostrato che le donne con la più alta aderenza alla dieta mediterranea presentavano una probabilità inferiore del 18 percento di sviluppare qualsiasi tipo di ictus rispetto a quelle con punteggi bassi, con riduzioni specifiche del 16 percento per gli ictus ischemici e del 25 percento per quelli emorragici . Sophia Wang, responsabile dello studio presso il City of Hope Comprehensive Cancer Center di Duarte in California, ha dichiarato che i risultati supportano le crescenti evidenze secondo cui un’alimentazione sana rappresenta un elemento fondamentale per la prevenzione dell’ictus, sottolineando come sia particolarmente rilevante l’effetto protettivo osservato anche per gli ictus emorragici, dal momento che pochi studi di grandi dimensioni avevano precedentemente esaminato questa specifica tipologia di evento cerebrovascolare .

L’ictus ischemico si verifica quando il flusso sanguigno verso una regione del cervello viene interrotto a causa della formazione di un trombo, ossia un coagulo di sangue anomalo ancorato alle pareti interne dei vasi, oppure di un embolo, costituito da piccoli coaguli circolanti, e rappresenta la forma più comune di ictus . L’ictus emorragico, invece, è causato dalla rottura di un’arteria cerebrale che determina non soltanto l’interruzione dell’apporto di sangue garantito dal vaso coinvolto, ma anche un’emorragia che esercita una pressione diretta sul tessuto cerebrale, configurandosi come la forma più grave di evento cerebrovascolare acuto .

Il rischio maggiore dopo la menopausa

Lo studio sottolinea che le donne presentano un’incidenza di ictus nel corso della vita più elevata rispetto agli uomini, fenomeno in parte attribuibile al forte aumento del rischio che si verifica dopo la menopausa, quando le variazioni ormonali caratterizzate dall’aumento dei livelli di androgeni e dalla diminuzione degli estrogeni, in particolare dell’estradiolo, fanno venir meno l’effetto protettivo sulla salute cardiovascolare di cui le donne hanno goduto fino al termine dell’età riproduttiva . Le donne presentano inoltre, nell’arco della vita, una maggiore prevalenza dei fattori di rischio per l’ictus, tra cui ipertensione arteriosa e aritmie come la fibrillazione atriale, con un’incidenza di ipertensione che nel periodo post-menopausale, particolarmente dopo i 65 anni di età, supera quella degli uomini .

Nei dieci anni che seguono la menopausa, generalmente dopo i cinquant’anni, il rischio di ictus quasi raddoppia a causa delle conseguenze metaboliche associate alla cessazione dell’attività riproduttiva, che possono includere l’aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue, l’incremento del colesterolo totale e di quello a bassa densità, l’accumulo di grasso addominale con aumento della circonferenza del girovita, modifiche del profilo metabolico con aumento dell’insulino-resistenza e innalzamento della pressione arteriosa . Le donne in periodo post-menopausale risultano inoltre più suscettibili a sviluppare sindrome metabolica e diabete rispetto agli uomini, in considerazione della maggiore tendenza all’obesità che caratterizza questa fase della vita .

Caratteristiche della dieta mediterranea

La dieta mediterranea si caratterizza per l’abbondante consumo di alimenti di origine vegetale e di grassi sani, con particolare riferimento all’olio extravergine di oliva, che ne rappresenta la principale fonte di grassi aggiunti e che può essere utilizzato sia per condire a crudo sia per cucinare grazie alla sua elevata resistenza alle temperature di cottura . Questo modello alimentare privilegia un’elevata assunzione di verdure di stagione, legumi, frutta fresca, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, accompagnata da un basso consumo di latticini, carne rossa e grassi saturi, configurandosi come un paradigma nutrizionale concreto e misurabile piuttosto che come un semplice slogan salutista .

L’olio extravergine di oliva, grazie alla sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, fitosteroli, tocoferoli, polifenoli e pigmenti, esercita numerosi effetti benefici sulla salute, tra cui la prevenzione di malattie cardiovascolari, tumori e sindrome metabolica, mentre gli alimenti vegetali apportano sostanze protettive come fibre, vitamine, minerali e antiossidanti, unitamente a un buon apporto di grassi insaturi, in particolare omega-3 . Una revisione sistematica della letteratura pubblicata nel 2014 ha analizzato i dati di tutti gli studi di buona qualità condotti sul rapporto tra ictus e dieta mediterranea, fornendo risultati convincenti su un grande effetto protettivo, con una riduzione globale del rischio di ictus pari al 35 percento circa in chi segue questo modello alimentare, confermando che l’aderenza alla dieta mediterranea comporta anche una riduzione della mortalità per questa grave malattia e un aumento dell’aspettativa di vita in assenza di grave disabilità .

Ulteriori benefici per la salute

Ricerche recenti hanno associato la dieta mediterranea a un rischio inferiore di demenza tra le persone geneticamente predisposte, con ricercatori statunitensi che hanno riscontrato come chi segue questo modello alimentare presenti minori probabilità di sviluppare demenza e mostri un declino cognitivo più lento nel tempo . Altri benefici comprovati includono una migliore salute delle gengive, un migliore controllo della glicemia e un minor declino cognitivo legato all’età, elementi che nel loro complesso configurano la dieta mediterranea come un approccio nutrizionale dalle molteplici valenze preventive e terapeutiche .

Limitazioni dello studio

Lo studio presenta alcune limitazioni metodologiche, principalmente legate al fatto che si basa su dati auto-riferiti dalle partecipanti attraverso questionari, circostanza che implica la possibilità che alcune informazioni possano non essere del tutto accurate o complete . I ricercatori sottolineano la necessità di condurre ulteriori studi per confermare questi risultati e comprendere meglio i meccanismi biologici e fisiopatologici alla base dell’effetto protettivo osservato, con l’obiettivo di individuare nuove strategie di prevenzione primaria e secondaria dell’ictus cerebrale che possano essere implementate nella pratica clinica quotidiana . Wang ha evidenziato come, considerando che l’ictus rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità a livello globale, risulti particolarmente interessante e rilevante dal punto di vista della sanità pubblica la prospettiva che il miglioramento delle abitudini alimentari possa contribuire a ridurre il rischio di questa malattia devastante .