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L’Italia Conquista le Olimpiadi a Tavola: Atleti Stranieri Innamorati della Cucina Italiana

Al villaggio olimpico di Milano Cortina 2026 la cucina italiana diventa protagonista: pizza, pasta e tiramisù conquistano atleti di tutto il mondo.
6 Febbraio 2026, 16:53
L’Italia Conquista le Olimpiadi a Tavola: Atleti Stranieri Innamorati della Cucina Italiana
Anelli di Zucchine
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Anelli di Zucchine

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono ufficialmente iniziate con la cerimonia di apertura tenutasi allo Stadio San Siro, ma nei giorni precedenti una competizione parallela ha già visto l’Italia trionfare in maniera inequivocabile. Non si tratta di medaglie conquistate sul ghiaccio o sulla neve, ma di un successo che arriva direttamente dalle cucine dei villaggi olimpici, dove la gastronomia italiana sta letteralmente conquistando i circa 2.900 atleti ospitati nelle strutture di Milano, Cortina e Predazzo . Nei primi giorni di permanenza, decine di sportivi provenienti da ogni continente hanno iniziato a condividere sui propri profili social video e storie che mostrano il loro entusiasmo per i piatti della tradizione italiana, trasformando la mensa olimpica in un fenomeno virale che sta facendo il giro del mondo .

Lo sciatore statunitense Troy Podmilsak ha dichiarato all’agenzia Reuters di aver mangiato pizza ogni giorno a ogni pasto, colazione esclusa, mentre il suo collega austriaco Matej Svancer ha raccontato di aver sperimentato una combinazione personale mettendo del prosciutto sopra una pizza margherita, definendo il risultato “una combinazione perfetta” dal sapore fantastico . Le campionesse di snowboard americane Lili Dhawornvej e Hahna Norman hanno rivelato di aver consumato pizza in quantità mentre trascorrevano il tempo libero giocando a carte e a Monopoly con altri atleti, mentre la loro collega Jess Perlmutter si è concentrata su altre specialità, affermando di aver mangiato la migliore pasta di sempre e di essersi concessa anche un gelato durante la sua permanenza . Il pattinatore lettone Reinis Berzins ha espresso soddisfazione per l’offerta alimentare disponibile, sottolineando come siano presenti carboidrati, proteine e numerosi snack disponibili durante tutto l’arco della giornata, concludendo che il cibo non rappresenterà un problema durante queste Olimpiadi .

@thesnowbok

Couldn’t help but start my canteen exploration in the Italian section. 🍕 🍝 #crosscountryskiing #xcskiing #athlete #milanocortina2026 #nordicskiing @Milano Cortina 2026

♬ Get Lucky – Stay Groove Band

La macchina organizzativa dietro il successo

Il sistema di ristorazione messo in campo dall’organizzazione rappresenta una macchina complessa che ha richiesto un anno di lavoro per la composizione dei menu. Nel villaggio olimpico di Milano vengono preparati quotidianamente fino a 4.500 pasti tra colazioni, pranzi e cene, ai quali si aggiungono i circa 4.000 realizzati nella struttura di Cortina e i 2.300 in quella di Predazzo . Le mense operano con un servizio attivo 24 ore su 24, garantendo agli atleti la possibilità di consumare pasti anche nelle ore notturne per adattarsi ai diversi fusi orari e alle esigenze di allenamento e recupero . Ogni giorno vengono preparate 3.000 uova e 4.500 chili di pasta, con la presenza anche di un angolo vegano per rispondere alle diverse esigenze alimentari degli sportivi .

La pasta, secondo Elisabetta Salvadori, responsabile Food&Beverage dei Giochi, si è rivelata uno dei piatti più popolari tra sportivi e membri delle delegazioni, venendo preparata al momento e servita in bianco, con sugo di pomodoro o ragù . Il sistema di distribuzione prevede banconi self-service che propongono diverse varietà di pizza, incluse opzioni senza glutine e lattosio, con gusti che spaziano dalla classica margherita alle versioni più elaborate come tonno e cipolla o patate e salsiccia . Il menu include inoltre prodotti tipici del territorio come pizzoccheri, canederli, polenta, risotti e cotolette alla milanese, oltre a bresaola della Valtellina e abbondante parmigiano, valorizzando i prodotti DOP locali .

Il confronto con Parigi 2024 e la soddisfazione degli atleti

I giudizi positivi espressi dagli atleti assumono un significato particolare se confrontati con quanto accaduto durante le Olimpiadi di Parigi 2024, quando diverse delegazioni si lamentarono pubblicamente della quantità e qualità del cibo proposto nei villaggi olimpici francesi . Il campione olandese di pattinaggio di velocità Jenning de Boo ha dichiarato che sebbene la mensa non possa essere paragonata a un ristorante stellato, la trova adeguata alle esigenze degli atleti, avendo consumato pasta, insalata e pollo e rilevando la presenza di tutto ciò di cui un atleta ha bisogno . Tra i commenti che circolano sui social network, molti utenti hanno iniziato a fare paragoni tra l’organizzazione francese e quella italiana, ricordando come tantissimi sportivi avessero giudicato sciatta l’esperienza culinaria parigina sotto molteplici punti di vista .

I video pubblicati su TikTok mostrano atleti che descrivono le lasagne come “epiche”, altri che si fanno disegnare la bandiera del proprio Paese sulla pizza, altri ancora che condividono gnocchi con condimenti filanti, lasagne a cinque strati e tiramisù . L’esperienza culinaria al villaggio olimpico è diventata parte integrante del racconto quotidiano dei Giochi, con una rilevanza che si affianca agli allenamenti e alla preparazione delle gare . Questo entusiasmo collettivo dimostra come il cibo italiano funzioni da ponte culturale, capace di avvicinare atleti di nazionalità e culture diverse sotto un’unica bandiera di piacere condiviso . Che si tratti di un pattinatore canadese, di uno sciatore norvegese o di un curler sudafricano, la condivisione di piatti come lasagne e tiramisù genera momenti di allegria e connessione in un ambiente caratterizzato altrimenti da forte competitività .

Il bidet tra curiosità e incomprensioni

Accanto al successo gastronomico, i primi giorni di permanenza al villaggio olimpico hanno riservato un altro protagonista inaspettato che ha generato curiosità e incomprensione tra gli atleti stranieri: il bidet. Diversi sportivi, pubblicando il consueto tour room degli alloggi olimpici sui social network, si sono imbattuti in questo apparecchio sanitario a cui non sono abituati nei loro Paesi d’origine . La pattinatrice canadese Ivanie Blondin e l’hockeyista americana Taylor Heise hanno manifestato perplessità di fronte a questo elemento del bagno italiano, con domande che sono rapidamente diventate virali sui social . Una giornalista statunitense ha mostrato ai suoi follower la ricerca effettuata sul web digitando “come si usa un bidet?”, mentre altre domande emerse includevano ipotesi fantasiose come “serve per lavarsi i piedi?”, “serve per pulire l’attrezzatura?” o “serve per tenere le bevande al fresco?” .

Questi episodi, pur nella loro leggerezza, rappresentano un ulteriore elemento del racconto olimpico che vede l’Italia e le sue peculiarità culturali al centro dell’attenzione mediatica internazionale. Tra un espresso preparato secondo la tradizione italiana e una lasagna che ricorda le domeniche in famiglia, il villaggio olimpico si è trasformato in uno spazio dove gli atleti, anche solo per qualche giorno, riescono a dimenticare la pressione della competizione e a godere di quello che molti definiscono come il lato più autentico dell’esperienza italiana . Se le gare devono ancora entrare nel vivo e le medaglie devono essere conquistate, sui social network e nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa internazionale emerge con chiarezza un dato incontrovertibile: almeno a tavola, l’Italia sta già facendo centro e conquistando consensi unanimi da parte di atleti e delegazioni provenienti da ogni angolo del pianeta .