AttualitàQuali Sono i Migliori Supermercati Secondo gli Italiani? La Classifica AltroconsumoL’indagine annuale di Altroconsumo svela le preferenze degli italiani: NaturaSì, Esselunga e Ipercoop al vertice tra i supermercati, mentre Eurospin e Aldi dominano i discount. Sorprendente il successo delle catene locali come DEM e Tosano per qualità e servizio.Andrea Bosetti • 9 Gennaio 2026, 14:34 Guarda le VideoricetteSeguici su YouTube Anelli di Zucchine Seguici su YouTube! Anelli di Zucchine Nel complesso scenario della grande distribuzione organizzata italiana, che inaugura il 2026 sotto il segno di una rinnovata attenzione al bilancio familiare, l’annuale indagine condotta da Altroconsumo si impone come uno strumento fondamentale per comprendere le preferenze di acquisto dei consumatori. La rilevazione, che ha coinvolto un campione statistico significativo di oltre 22.000 cittadini intervistati attraverso questionari online, restituisce una fotografia dettagliata e per certi versi sorprendente del rapporto tra gli italiani e il carrello della spesa. Non si tratta meramente di una graduatoria di convenienza economica, bensì di una valutazione olistica che prende in esame molteplici parametri qualitativi, spaziando dalla facilità di accesso ai punti vendita fino alla cortesia del personale, passando per la trasparenza dei prezzi esposti e la qualità dei prodotti freschi.Il primo dato macroscopico che emerge dall’analisi dei risultati riguarda la tenuta e l’evoluzione dei canali di vendita tradizionali a fronte di una sempre più agguerrita concorrenza del segmento discount. Quest’ultimo, storicamente associato alla sola ricerca del risparmio, ha completato una metamorfosi che lo posiziona ora come competitor diretto anche sul fronte della qualità percepita. Tuttavia, le insegne della grande distribuzione classica mantengono posizioni di vertice, specialmente laddove riescono a coniugare l’ampiezza dell’assortimento con standard di servizio elevati. In questo contesto, spicca il primato di NaturaSì nella categoria dei supermercati e ipermercati nazionali. L’insegna, specializzata nel biologico e nel naturale, ha ottenuto un punteggio di soddisfazione globale pari a 79 su 100, distaccando i competitor generalisti grazie a performance eccellenti nella qualità dei prodotti a marchio e nella trasparenza delle informazioni fornite alla clientela. Si tratta di un segnale inequivocabile di come una fetta consistente di consumatori sia disposta a premiare la specificità dell’offerta anche a fronte di un posizionamento di prezzo mediamente più elevato.Immediatamente a ridosso del vertice, la classifica dei supermercati nazionali vede il consolidamento delle grandi cooperative e dei marchi storici della distribuzione italiana. Ipercoop, insieme alle insegne Coop&Coop, ed Esselunga si confermano infatti come punti di riferimento imprescindibili per le famiglie italiane. Esselunga, in particolare, continua a distinguersi per l’efficienza logistica dei suoi punti vendita, ottenendo giudizi lusinghieri per quanto riguarda l’ordine degli scaffali, la pulizia degli ambienti e, fattore non trascurabile nella frenesia quotidiana, la rapidità delle operazioni di cassa. Ipercoop, dal canto suo, eccelle nella valutazione dei reparti freschi, con menzioni specifiche per la qualità di frutta e verdura, oltre che per l’ampiezza della gamma di prodotti a marchio proprio, percepiti come un valido compromesso tra qualità industriale e convenienza.Classifica SupermercatiNATURASI 79IPERCOOP/COOP&COOP 77ESSELUNGA 77COOP 75FAMILA SUPERSTORE/IPERFAMILA 74FAMILA 73CONAD SUPERSTORE/SPAZIO CONAD 73INTERSPAR 73EUROSPAR 70CARREFOUR IPER 70A&O 69CONAD 69DESPAR 68PANORAMA 68CRAI 67PAM 67CONAD CITY/SAPORI E DINTORNI CONAD 66SIGMA 65CARREFOUR MARKET 63SISA 61CARREFOUR EXPRESS 60Spostando l’attenzione sul segmento dei discount, l’indagine di Altroconsumo certifica il definitivo sdoganamento di questo canale di vendita, ormai frequentato abitualmente da ogni tipologia di nucleo familiare e non più solo da chi ha stringenti necessità di risparmio. A guidare la classifica di categoria troviamo un ex aequo al vertice: Eurospin e Aldi, entrambe con un punteggio di 76 su 100. Questo risultato evidenzia come le strategie delle due catene, pur diverse nella loro genesi – italiana la prima, tedesca la seconda – siano riuscite a intercettare i medesimi bisogni dei consumatori: un assortimento essenziale ma curato, una crescente attenzione ai prodotti freschi e una politica di prezzi chiara e aggressiva. A brevissima distanza segue Dpiù, che con 75 punti conferma la vivacità competitiva del settore. Un dato rilevante emerso dallo studio è che oltre il 70% degli intervistati giudica i prodotti a marchio discount come buoni o ottimi, sancendo il successo delle private label che hanno saputo erodere quote di mercato ai brand industriali più blasonati.Classifica DiscountEurospin – punteggio 76;Aldi – punteggio 76;Dpiù – punteggio 75;Lidl – punteggio 74;Todis – punteggio 73;Md Discount – punteggio 73;In’s – punteggio 73;Prix – punteggio 73;Penny Market – punteggio 69.Tuttavia, la vera sorpresa dell’indagine, che merita un’analisi approfondita, risiede nello straordinario successo delle insegne locali. Queste realtà distributive, spesso radicate in specifici territori regionali o provinciali, sono riuscite a ottenere indici di gradimento che in molti casi superano quelli dei colossi nazionali. La catena DEM, attiva prevalentemente nel Lazio e in Abruzzo, ha toccato quota 78 punti, posizionandosi a un solo punto di distanza dalla vetta assoluta occupata da NaturaSì. Questo risultato non è isolato: altre realtà come Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò hanno raggiunto i 77 punti, dimostrando come la prossimità geografica e relazionale rappresenti un valore aggiunto inestimabile. I consumatori premiano queste insegne per la loro capacità di interpretare i gusti locali, per la cortesia del personale spesso percepito come più familiare e disponibile, e per una selezione di prodotti che valorizza le eccellenze del territorio circostante. In particolare, il gruppo Tosano viene spesso citato per la sua capacità di coniugare grandi formati e prezzi competitivi, diventando una meta privilegiata per la spesa di scorta.L’analisi di Altroconsumo non si limita a stilare classifiche, ma indaga anche le motivazioni profonde che guidano la scelta del punto vendita. Se la praticità logistica, intesa come facilità di raggiungimento del negozio da casa o dal luogo di lavoro, rimane il criterio primario per la maggioranza degli intervistati (35%), la componente economica ha assunto un peso sempre più rilevante. La percezione dei rincari, seppur in rallentamento rispetto al biennio precedente, continua a influenzare le abitudini di spesa, spingendo le famiglie a una maggiore infedeltà verso l’insegna abituale alla ricerca delle offerte migliori. Non è raro che il consumatore medio visiti più punti vendita nella stessa settimana per completare la propria dispensa, frammentando gli acquisti tra discount per i prodotti base e supermercati tradizionali o specializzati per il fresco e le marche del cuore.Un capitolo a parte merita la valutazione dei servizi accessori e dell’esperienza di acquisto complessiva. La facilità di parcheggio, la leggibilità dei prezzi a scaffale e la pulizia dei locali sono elementi che, seppur dati per scontati, incidono pesantemente sul giudizio finale qualora vengano a mancare. In questo ambito, insegne come Cadoro e Alì ottengono riscontri molto positivi per la cura degli ambienti e l’esposizione della merce, confermando che l’atto della spesa non è vissuto solo come una necessità funzionale, ma come un’esperienza che deve risultare quanto più possibile gradevole e priva di stress. Anche il tema della sostenibilità inizia a farsi strada nelle valutazioni dei consumatori, sebbene rimanga per ora un driver secondario rispetto a prezzo e qualità: l’attenzione agli imballaggi ridotti e alla provenienza etica dei prodotti premia soprattutto catene specializzate come NaturaSì, ma sta costringendo anche la grande distribuzione generalista a rivedere le proprie politiche ambientali.Infine, lo studio getta luce sul fenomeno della spesa online, che pur mantenendo una quota di mercato minoritaria rispetto al canale fisico, mostra segni di consolidamento nelle abitudini di una fascia specifica di popolazione. Esselunga si conferma leader anche in questo ambito, grazie a una piattaforma digitale matura e a un servizio di consegna puntuale che riesce a replicare virtualmente l’efficienza dei suoi superstore fisici. Tuttavia, per la stragrande maggioranza degli italiani, il contatto diretto con il prodotto, la possibilità di scegliere personalmente la frutta o il taglio di carne, rimane un passaggio irrinunciabile, che ancora oggi decreta il successo o l’insuccesso di un’insegna.