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Le Mele Virali Kissabel Sanno Davvero di Fragola? La Verità Sul Frutto dal Cuore Rosso

Le mele Kissabel, varietà dalla polpa rossa diventata virale sui social, non hanno un sapore identico alla fragola ma presentano note aromatiche di frutti di bosco che, combinate con l'effetto suggestivo del colore, creano l'illusione gustativa che le ha rese famose.
8 Gennaio 2026, 15:31
Le Mele Virali Kissabel Sanno Davvero di Fragola? La Verità Sul Frutto dal Cuore Rosso
Anelli di Zucchine
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Le mele Kissabel, varietà dal caratteristico cuore rosso che ha conquistato i social network con video in cui fruttivendoli e influencer ne mostrano la polpa policroma, rappresentano uno dei fenomeni più interessanti del settore ortofrutticolo degli ultimi anni, ma la domanda che sempre più consumatori si pongono, dopo aver visto i contenuti virali e aver letto le recensioni entusiastiche o le critiche altrettanto decise, è se effettivamente questi frutti, spesso etichettati come “mela fragola”, abbiano un sapore che ricorda quello della fragola o se si tratti piuttosto di una suggestione collettiva amplificata dal potere evocativo del colore e dal marketing strategico del consorzio IFORED che ne ha curato lo sviluppo per oltre vent’anni prima del lancio commerciale.

La realtà organolettica delle Kissabel, come emerge dalle analisi condotte da esperti del settore e dalle testimonianze raccolte tra i consumatori, appare più complessa e sfumata di quanto non suggerisca la semplice etichetta “mela fragola” che spopola su TikTok e Instagram, dove la vista della polpa rossa accesa induce automaticamente l’associazione con i frutti di bosco e con la fragola in particolare, creando un’aspettativa che il gusto reale può confermare solo in parte, deludere o addirittura tradire, a seconda delle aspettative individuali e della sensibilità gustativa di ciascun assaggiatore.

Dal punto di vista botanico e agronomico, le mele Kissabel rappresentano il risultato di un lungo lavoro di selezione tradizionale, senza ricorso a modifiche genetiche artificiali, condotto dal consorzio internazionale IFORED che ha incrociato varietà selvatiche a polpa rossa, tra cui il Malus sieversii, antenato di tutte le mele moderne, con cultivar di qualità superiore per ottenere frutti di dimensioni commerciali, con buone caratteristiche di conservazione e un profilo aromatico che si distinguesse nettamente dalle mele tradizionali, puntando proprio su quella componente di differenziazione che oggi si traduce nel prezzo premium che questi frutti comandano sul mercato, dove possono raggiungere anche i 6 euro al chilogrammo in alcune insegne della grande distribuzione organizzata.

La gamma Kissabel si articola in tre principali varietà – Rouge, Orange e Jaune – che offrono un ventaglio cromatico della polpa che va dal rosa delicato al rosso intenso, passando per tonalità aranciate, e proprio questa variabilità cromatica gioca un ruolo fondamentale nella percezione del sapore, poiché studi di psicologia gustativa hanno dimostrato come il colore influenzi fortemente le aspettative e le sensazioni olfattivo-gustative, condizionando il cervello a cercare note aromatiche che si suppone debbano corrispondere a quella determinata pigmentazione, un meccanismo che nel caso delle Kissabel viene amplificato dalla comunicazione marketing che esplicitamente parla di “note di frutti di bosco” e di un’esperienza gustativa “unica”.

Analizzando le descrizioni fornite dai produttori ufficiali, come quelle riportate sul sito di Saporeria Val Venosta Südtirol, si legge che la mela Kissabel Rouge “si distingue parecchio dalle altre varietà – e non solo per il suo aspetto”, con “un aroma intenso dominato da una forte nota di cotogna e aromi di piccoli frutti che richiamano fragole e lamponi” completato da “erba verde e note erbacee” che persistono a lungo sul palato, una descrizione che conferma la presenza di quelle note di frutti di bosco ma che le inserisce all’interno di un quadro aromatico più ampio e complesso dove l’acidità, i tannini e la componente erbacea giocano un ruolo altrettanto importante nella definizione del carattere di questa mela.

Le recensioni dei consumatori, raccolte da piattaforme specializzate come Apple Rankings e da community di appassionati su Reddit, presentano un quadro contrastante che riflette la soggettività dell’esperienza gustativa: c’è chi esalta la croccantezza, la succosità e quel “tocco asprino che pulisce la bocca”, definendola “una delle migliori mele da dessert che provengono dalla Francia”, e chi invece rimane deluso, trovando il sapore “piuttosto insipido” o addirittura “amaro”, con alcuni consumatori che sostengono come la “mela fragola” abbia praticamente le stesse caratteristiche ma un gusto più autentico e meno commerciale, considerando la Kissabel una “brutta copia” di quella varietà.

Il fenomeno virale, analizzato attraverso i contenuti pubblicati su Instagram e TikTok, mostra come la maggior parte dei video si concentri sull’effetto sorpresa della polpa rossa, sulla estetica del frutto tagliato e sulla promessa di un sapore che richiama la fragola, ma spesso manca di una descrizione analitica e oggettiva delle reali caratteristiche organolettiche, lasciando che sia l’immagine a fare il lavoro persuasivo e creando quella che su Dissapore è stata definita “un’allucinazione collettiva indotta dal nome e dal colore” piuttosto che una reale percezione gustativa, un fenomeno che la psicologia cognitiva spiega con il principio secondo cui il cervello vede rosso, pensa fragola e va in corto circuito, facendo dire alla bocca quello che l’occhio ha suggerito.

La verità, come spesso accade quando si parla di esperienze sensoriali, si trova nel mezzo: le Kissabel non hanno un sapore identico a quello della fragola, ma presentano effettivamente note aromatiche che possono richiamare i frutti di bosco, una componente di acidità spiccata legata alla pigmentazione antocianica che le rende più aspre di molte mele da dessert tradizionali, e una complessità gustativa che le rende adatte a chi cerca un’esperienza diversa dalla classica mela dolce e polposa, ma che può deludere chi si aspetta un sapore dolciastro e fragolato come quello di un frutto estivo.

Il prezzo elevato, che le posiziona nel segmento premium del mercato, è giustificato dal costo di produzione legato alla difficoltà di coltivazione, alla limitata disponibilità e alla ricerca varietale, ma anche dalla strategia di branding che le ha trasformate in un prodotto di status, un oggetto da mostrare sui social prima ancora che da consumare, una dinamica che ha portato alcuni consumatori a definirle “instagrammabili” ma non necessariamente superiori dal punto di vista gustativo rispetto a varietà più tradizionali e meno costose.

In conclusione, le mele Kissabel rappresentano un caso studio interessante su come la percezione gustativa sia influenzata da fattori visivi e comunicazionali, dimostrando che mentre la polpa rossa e il profilo aromatico con note di frutti di bosco sono reali e differenzianti, l’associazione con il sapore di fragola è più una costruzione mentale che una realtà oggettiva, e l’esperienza di assaggio dipenderà in larga misura dalla capacità di ogni consumatore di separare l’aspettativa dalla realtà e di apprezzare la complessità di un frutto che, per quanto non sia la miracolosa “mela fragola” dei sogni virali, offre comunque una valida alternativa nel panorama delle varietà club che stanno rivoluzionando il settore.